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Repubblica (República Argentina) dell'America Meridionale.
Superficie: 2.780.092 km2. Popolazione: ca. 39,500,000 ab. Capitale: Buenos Aires Lingua: spagnolo. Religione: cattolica. Unità monetaria: peso Confini: confina a ovest con il Cile, a nord con la Bolivia e il Paraguay, a nord-est con il Paraguay e il Brasile, a est con l'Uruguay, a sud-est si affaccia sull'Oceano Atlantico. Ordinamento: Repubblica federale composta da 23 province, più la Capitale Federale. Il potere esecutivo spetta al presidente della Repubblica, eletto ogni 6 anni a suffragio universale; il potere legislativo è esercitato dal Congresso Nazionale, composto dal Senato e dalla Camera dei Deputati. GEOGRAFIA
STORIA
Occupata dagli Spagnoli nel 1516, l'Argentina fu parte della provincia di Asunción (Paraguay) e del vicereame di Lima, quindi venne eretta a provincia a sé stante di Buenos Aires (fondata nel 1580 da Juan de Garay) nel 1617, per divenire infine viceregno del Río de la Plata (1776), unita a Bolivia, Uruguay e Paraguay. Nel 1810, approfittando dell'occupazione napoleonica della madrepatria, una giunta rivoluzionaria rovesciò il viceré Cisneros e giunse alla proclamazione dell'indipendenza nel 1816. Nel 1819 si sviluppò una guerra civile tra le province federaliste e i rappresentanti di Buenos Aires liberali e unitari, che con alterne vicende proseguì fino al 1829. Dal 1829 al 1852, con un intervallo dal 1832 al 1835, rimase al potere J. M. de Rosas, che instaurò una dittatura sanguinaria e feroce. Nel 1852 il generale Urquiza riuscì a liberare Buenos Aires e a dare all'Argentina una costituzione repubblicana federale. La guerra contro il Paraguay (1865-1870) stabilì i confini definitivi della nazione. La crisi economica del 1929 interruppe la crescita economica dell'Argentina, basata essenzialmente sull'esportazione di prodotti agro-pastorali. Un primo colpo di Stato (1930) portò al governo il generale Uriburu, cui seguirono altri militari sino al prevalere nel 1946 del generale Juan Perón, coadiuvato dalla futura consorte Eva Duarte e dai suoi descamisados. La dittatura populistica di Perón resistette fino al 1955, anno in cui un ennesimo colpo di Stato aprì un periodo di forte instabilità che vide succedersi governi civili e militari. Perón tornò al potere nel 1973 e alla sua morte (1974) la presidenza venne assunta dalla terza moglie María Estela Martínez, detta Isabelita. Nel 1976 per un nuovo golpe la presidenza passò al generale Rafael Videla, tutte le libertà costituzionali vennero soppresse e fu instaurato un regime reazionario e fortemente repressivo guidato successivamente dai generali Viola, Galtieri e Bignone. Lo sfaldamento del regime militare di fronte alla crisi economica precipitò con la sconfitta subita dall'Argentina a opera del Regno Unito nella guerra per il controllo delle Falkland. Il paese ritornò alla democrazia nel 1983 sotto la presidenza del radicale Raúl Alfonsín, al quale è succeduto nel 1989 il peronista Carlos Saúl Menem, rieletto nel 1995.
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