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La storia

Il risveglio del laicato come espressione della dottrina conciliare sulla Chiesa comunione e Chiesa ministeriale, uno dei segni caratteristici del nostro tempo, è stato accolto con attenzione dall’Istituto già nel Capitolo del rinnovamento del 1999. Nei Capitoli successivi è stata riconfermata questa scelta, cercando diverse volte di formulare un documento orientativo. L’ultima di queste iniziative è lo Statuto LMC che, nel 2002, la Direzione Generale ha presentato in forma provisoria fino a questo Capitolo. 


Il Capitolo del 1987 aprì nuovamente la riflessione su questa possibilità vocazionale laica e propose di dare avvio a un Laicato Missionario IMC strutturato sul nostro carisma e spiritualità, come nuova forma di comunione e collaborazione (Atti, pag. 36, n. 28). Il Direttorio di AMV approvato dalla DG (1989) invitava tutto l’Istituto a impegnarsi in questo progetto e offriva vari criteri con cui realizzare la preparazione, l’invio, la durata e il ritorno dei laici missionari (pag. 42, nn. 81-82). Nello stesso anno usciva un documento della DG con il titolo Il Laicato Missionario IMC, in cui venivano formulati e specificati ampiamente i criteri del Direttorio Generale di AMV.

Il Capitolo del 1993 propose una sezione speciale sui Laici Missionari IMC (Atti, pag. 68, III) invitando tutte le circoscrizioni ad accogliere, formare e inviare laici missionari, valutandone poi l’esperienza (pag. 34, 4), coinvolgendoli anche nelle attività di AMV (pag. 71, 2).

La Consulta dei Superiori del 1996 parla del contributo generoso dei laici attuali all’attività missionaria e ne sottolinea alcuni aspetti da rivedere: l’inserimento e la convivenza in missione, gli spazi di lavoro e di responsabilità. Auspica che si seguano più da vicino queste esperienze e che si elabori un programma adeguato e consistente (BU 73, pag. 37-38).

La DG nella prima parte della lettera “Consacrati per la Missione ad gentes” (BU 75, pag. 26-29, 1997), incoraggia a percorrere questo cammino per recuperare un elemento importante della nostra tradizione missionaria.

Il Capitolo del 1999 ha ricosciuto il desiderio dei laici di essere maggiormente partecipi el carisma e della spiritualità dell'Istituto e ha precisato questa forma di adesione: "Per Laico Missionario IMC il Capitolo intende una persona che, motivata dal desiderio di rispondere alla chiamata di Cristo, fa della missione una scelta di vita, partecipa per alcuni anni al progetto di missione dell'Istituto, in patria o all'estero,  ispirandosi alla sua spiritualità".

Lo Statuto LMC

Lo Statuto LMC è frutto di questo lungo processo, da considerarsi come una piattaforma comune, cioè una tappa, ma non certo la meta finale. Perciò, si tratta di un documento provisorio, aperto a ulteriori revisioni e reformulazioni. In fatti, nella lettera di presentazione la DG screve: “Il presente documento si ritenga ad experimentum fino al 2005, quando in occasione del Capitolo Generale dell’IMC si potrà fare una valutazione complessiva”.

Il Convegno LMC Torino 2004

La DG, inoltre, ha chiesto ai laici di realizzare un convegno per confrontare eventuali discrepanze, od arricchire il testo presentato. Il Convegno si è realizzato dopo un itinerario di preparazione, guidato dal SGM, della durata d’un anno (ottobre 2003 – luglio 2004), a cui hanno partecipato attivamente le comunità LMC esistenti attualmente nelle regioni di Colombia-Ecuador, Venezuela, Roraima, Mozambico, Tanzania, Portogallo, Spagna e Italia. Al Convegno, realizzato a Torino nel mese di Agosto 2004, hanno partecipato i delegati delle sudette comunità LMC e i delegati IMC, una rappresentanza dei Laici delle MC. Erano anche presenti il P. Generale e il Superiore regionale dell’Italia..

I temi scelti dall’assemblea come i più importanti sono i seguenti: il concetto di autonomia, la formazione di base e la formazione specifica, l’internazionalizzazione e organizzazione e le comunità di vita miste (laici e missionari).

Si è voluto redigere un documento minimo comune, condiviso da tutte le comunità, ben consapevoli del fatto che la diversità tra di esse sono numerose. Si è ritenuto inoltre che al di là di alcuni elementi fondamentali ed indispensabili affiché si possa parlare di LMC e che vanno indicati nella prima parte dello Statuto, si debba garantire un certo grado di libertà organizzativa e decisionale alle singole comunità, certi che il rispetto delle differenze sia fonte di arricchimento per tutti.

Ecco il testo comune approvato alla conclusione dei lavori del Convegno, che introduce gli emendamenti fatti al testo dello Statuto:

“La maggioranza delle comunità ritiene che il testo vada ristrutturato nel suo complesso. Per adesso soffermiamo l’attenzione su alcuni punti, che riteniamo più importante valutare e modificare. Sui temi non affrontatiin questo Convegno esprimiamo un consenso generico, senza però precluderci la possibilità di modificarli in un prossimo futuro”.

Secondo gli orientamenti del Capitolo del 2005 (65-66-67) La Direzione Generale nella programmazione per il sessennio 2005/2011 ha fatto le seguenti proposte operative:

- Informare le comunità circa la realtà dei LMC ed aiutare così i missionari ad apprezzare la vocazione laicale ed essere disponibili, senza pregiudizi, a lavorare insieme nelle diverse attività dell’Istituto (cf. 67.7);
- Incoraggiare le diverse circoscrizioni a costituire comunità di LMC (cf. 67.4);
- Fare una valutazione, con l’aiuto del Segretariato Generale per la Missione ed insieme ai LMC, dello statuto già pubblicato, precisando i punti non chiari o controversi (cf. 67.1), per arrivare ad uno statuto o ad altra forma giuridica accettata da tutti;
- Confrontarsi con le Missionarie della Consolata e i LMC sulle diverse esperienze in atto nei due Istituti per vedere la possibilità di arrivare ad un cammino comune (cf. 67.2).

Ci troviamo in mezzo a un lungo processo in cui stiamo passando dalla cooperazione tradizionale dei laici all’opera missionaria alla condivisione del proprio carisma, fin qui limitato alle persone consacrate (sacerdoti, fratelli suore). Infatti, “la proposta migliore che l’IMC possa fare ai laici è quella dell’inserimento nel carisma missionario del Padre Fondatore, condividendo con noi carisma, spiritualità e impegni, in clima di comunione e complementarietà”

Comunità LMC esistenti attualmente

A) In Missione:

Brasile-Roraima:  Surumú, Catrimani, Maturuca e Boa Vista

Mozambico: Mecanhelas, Majuni, Mapinhane

Congo: Kinshasa

B) In Patria

Colombia: Bogotá, Bucaramanga, Manizales, Medellín.
Totale dei LMC nella Regione 40

Italia: Torino, Bevera, Nervesa della Battaglia, Martina Franca.
Totale dei LMC nella Regione 30

Portogallo: Aguas Santas, Cacém.
Totale dei LMC nella Regione 19

Spagna: Elche, Malaga, Zaragoza.
Totale dei LMC nella regione 45

Venezuela: Caracas.
Totale dei LMC nella Regione 7

C) In Formazione:

Brasile-Roraima: Manaus

Corea: Yeokgok-dong

Kenya: Sagana

Nord America: Buffalo (USA), Montréal (Canada)

Tanzania: Iringa

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Domenica Missionaria

XXII Domenica TO
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“Perdere la vita per trovarla
nella via della croce”

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Missione Oggi

"Missio Ad Gentes" en el CAM - COMLA
1. Introducción
Pentecostés y el Nacimiento de una Iglesia Misionera
Me han pedido hablar, bajo el tema del Foro "Misión Ad Gentes", sobre la "Comunidad, discípula de Jesús". Quisiera comenzar con el Pentecostés que señala el nacimiento de la iglesia, la comunidad discípula de Jesús. Y hay que notar desde el comienzo che la Iglesia que nació en Pentecostés es una iglesia misionera. Esto queda de manifiesto en la descripción del evento de Pentecostés plasmada en los Hechos de los Apóstoles. Hay tres elementos que sobresalen en la misma: un viento impetuoso, las naciones de la tierra y las lenguas de fuego.
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