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“Io sono la via, la verità e la vita” (Gv 14,6)
L’Assemblea Continentale delle Americhe ha voluto essere, nella dinamica del suo svolgimento, un passo in avanti nel processo di rinnovamento e conversione, un momento di comunione fraterna e di nuovo impulso missionario. Noi del Continente Americano abbiamo preparato e vissuto questo momento di grazia alla luce dello slogan, coniato dal CELAM: “Discepoli e missionari di Gesù Cristo perché i popoli in lui abbiano vita”.
Consapevoli che la nostra vocazione missionaria si esprime nella dinamica della sequela e della missione, abbiamo cercato di vivere questo momento nella fraternità e nella ricerca, animati dalle parole del compianto Papa, Giovanni Paolo II: «Andiamo avanti con speranza! Un nuovo millennio si apre davanti alla Chiesa come oceano vasto in cui avventurarsi, contando sull'aiuto di Cristo» (NMI, n. 58 )
L’invito capitolare era sintetico e specifico: realizzare entro l’anno, e prima della conferenza di ogni circoscrizione, un’assemblea continentale con l’obiettivo di programmare il cammino del continente per il prossimo sessennio alla luce del XI Capitolo Generale.
Le assemblee sono spazi privilegiati di incontro fra le persone. L’impegno di sempre è fare di questo incontro un momento di crescita. E questa è anche la prospettiva da cui desidero condividere lo svolgimento e le conclusioni dell’Assemblea del Continente Americano.
DISCEPOLI E MISSIONARI DI GESÙ CRISTO
La missione trova il suo vero senso quando riusciamo a metterci sulla strada del discepolato e della missione.
“Discepoli e missionari”, un binomio che esige un atteggiamento di ascolto di Dio e della realtà in cui ci viviamo. Ascolto di un Dio che cammina, si fa carne, dà la vita ed invia il suo Spirito per rinnovare ogni giorno tutte le cose. Ascolto delle persone che sono accanto a noi e con noi condividono le loro gioie e sofferenze.
Discepoli e missionari consapevoli che la storia si fa cammino e, camminando, si rinnova nell’ascolto e nel dialogo.
Discepoli e missionari in comunione con Dio e con le persone che vivono accanto a noi, capaci di riscoprire i semi del Verbo, presenti fin dall’inizio in ogni persona, popolo e cultura.
ABBIANO VITA IN LUI
La sequela di Cristo e la missione perseguono “la vita” in senso globale: vita materiale che comprende tutte le necessità dell’essere umano e vita spirituale che permette di vedere in ogni uomo l’immagine di Dio.
La missione non è personale o individuale. Il discepolo diventa missionario nella misura in cui vive profondamente i valori del Regno nella sua comunità e rivolto a tutta l’umanità. La vera sfida è vivere e testimoniare i valori del Regno, impegno che non può essere mortificato dalle difficoltà che la realtà frappone e che possono essere superate vivendo intensamente ed autenticamente la nostra dimensione umana mettendo a frutto tutte le sue svariate potenzialità.
I valori del Regno riguardano sia la dimensione terrena come l’educazione, la salute, l’acqua, la giustizia e la pace, sia la dimensione spirituale come l’accoglienza, la fraternità, l’ascolto, il dialogo, la capacità di perdono.
Il grande impegno è condividere la nostra vita in tutte le sue dimensioni:
- facendo spazio in noi all’accoglienza fraterna verso ogni persona,
- diventando “segni di consolazione” verso i più bisognosi che troviamo nel cammino,
- diventando centri di comunione dove, insieme, cerchiamo strade nuove alla luce di Gesù “via, verità e vita”.
MEMORIA - VITA – SOGNI
L’Assemblea Continentale delle Americhe ci ha offerto la possibilità di fare memoria della strada percorsa ritrovando la comunione nella condivisione delle diverse esperienze di vita.
- Ci si trova per cercare insieme un Dio che è sempre nuovo e rinnova ogni cosa; per farci coraggio nel percorre le sue vie e per riconoscere con umiltà che abbiamo bisogno gli uni degli altri per compiere il suo progetto.
- Ci si trova per condividere con realismo e senza drammi le nostre angosce, le inquietudini e i limiti che ci impediscono di essere segni veri della presenza di Dio nella storia, per ricominciare insieme il cammino dal punto in cui ci troviamo.
- Ci si trova per cercare nuove vie nella costruzione del Regno. Attraverso la condivisione delle diverse esperienze di vita dei fratelli, i sogni e le utopie del missionario diventano mete concrete e raggiungibili.
Il lavoro fatto in occasione dell’Assemblea Continentale fa emergere la figura del Missionario della Consolata come “Discepolo/missionario di Gesù Cristo che, attraverso l’incontro con i fratelli, fa memoria della vita generata nella storia dalla presenza creatrice dello Spirito di Dio”.
Abbiamo vissuto momenti di incontro e di condivisione che ci hanno permesso di credere nella possibilità di tracciare la strada mentre si cammina e di vivere la missione in comunione con altre persone e forze ad intra o ad extra della Chiesa.
Le conclusioni raggiunte ci permettono di credere che possiamo essere persone:
- grate a Dio che ci ha permesso di fare questa esperienza e ai fratelli che ci hanno accolto nella loro casa condividendo con noi la loro tavola, la loro amicizia, la loro vita;
- attente al nuovo nelle diverse realtà, capaci di leggerlo e di accoglierlo;
- capaci di pensare e vivere la missione in comunione fraterna con chi ci sta accanto;
- consapevoli che la Missione è di Dio e la realizziamo insieme;
- coscienti che la missione è ricerca che sviluppiamo tramite l’ascolto e il dialogo.
Abbiamo concluso i nostri lavori con la convinzione che non siamo isole e che l’individualismo porta alla negazione della propria dimensione umana (cf Giovanni Paolo II, Veritatis Splendor, n. 32).
Il compito che ci attende è chiaro: essere missionari aperti al nuovo, che annunciano e testimoniano la salvezza vista, vissuta e esperimentata; che vivono in profondità la spiritualità di consolazione ereditata dal Padre Fondatore; che sanno porre segni nuovi di comunione e sono capaci di rispondere alla chiamata di annunciare il vangelo oltre le frontiere personali e della propria comunità.
“Il nostro passo, all'inizio di questo nuovo secolo, deve farsi più spedito nel ripercorrere le strade del mondo. Le vie sulle quali ciascuno di noi, e ciascuna delle nostre Chiese, cammina, sono tante, ma non v'è distanza tra coloro che sono stretti insieme dall'unica comunione, la comunione che ogni giorno si alimenta alla mensa del Pane eucaristico e della Parola di vita” (NMI, n.58)
La Vergine Consolata e il Beato Allamano siano la luce che guida il nostro cammino di incontro e di comunione con tutti i popoli nella costruzione del Regno di Dio.
L’Assemblea Continentale delle Americhe ha voluto essere, nella dinamica del suo svolgimento, un passo in avanti nel processo di rinnovamento e conversione, un momento di comunione fraterna e di nuovo impulso missionario. Noi del Continente Americano abbiamo preparato e vissuto questo momento di grazia alla luce dello slogan, coniato dal CELAM: “Discepoli e missionari di Gesù Cristo perché i popoli in lui abbiano vita”. Consapevoli che la nostra vocazione missionaria si esprime nella dinamica della sequela e della missione, abbiamo cercato di vivere questo momento nella fraternità e nella ricerca, animati dalle parole del compianto Papa, Giovanni Paolo II: «Andiamo avanti con speranza! Un nuovo millennio si apre davanti alla Chiesa come oceano vasto in cui avventurarsi, contando sull'aiuto di Cristo» (NMI, n. 58 ) L’invito capitolare era sintetico e specifico: realizzare entro l’anno, e prima della conferenza di ogni circoscrizione, un’assemblea continentale con l’obiettivo di programmare il cammino del continente per il prossimo sessennio alla luce del XI Capitolo Generale. Le assemblee sono spazi privilegiati di incontro fra le persone. L’impegno di sempre è fare di questo incontro un momento di crescita. E questa è anche la prospettiva da cui desidero condividere lo svolgimento e le conclusioni dell’Assemblea del Continente Americano. La missione trova il suo vero senso quando riusciamo a metterci sulla strada del discepolato e della missione. “Discepoli e missionari”, un binomio che esige un atteggiamento di ascolto di Dio e della realtà in cui ci viviamo. Ascolto di un Dio che cammina, si fa carne, dà la vita ed invia il suo Spirito per rinnovare ogni giorno tutte le cose. Ascolto delle persone che sono accanto a noi e con noi condividono le loro gioie e sofferenze. Discepoli e missionari consapevoli che la storia si fa cammino e, camminando, si rinnova nell’ascolto e nel dialogo. Discepoli e missionari in comunione con Dio e con le persone che vivono accanto a noi, capaci di riscoprire i semi del Verbo, presenti fin dall’inizio in ogni persona, popolo e cultura. La sequela di Cristo e la missione perseguono “la vita” in senso globale: vita materiale che comprende tutte le necessità dell’essere umano e vita spirituale che permette di vedere in ogni uomo l’immagine di Dio. La missione non è personale o individuale. Il discepolo diventa missionario nella misura in cui vive profondamente i valori del Regno nella sua comunità e rivolto a tutta l’umanità. La vera sfida è vivere e testimoniare i valori del Regno, impegno che non può essere mortificato dalle difficoltà che la realtà frappone e che possono essere superate vivendo intensamente ed autenticamente la nostra dimensione umana mettendo a frutto tutte le sue svariate potenzialità. I valori del Regno riguardano sia la dimensione terrena come l’educazione, la salute, l’acqua, la giustizia e la pace, sia la dimensione spirituale come l’accoglienza, la fraternità, l’ascolto, il dialogo, la capacità di perdono. Il grande impegno è condividere la nostra vita in tutte le sue dimensioni: - facendo spazio in noi all’accoglienza fraterna verso ogni persona, - diventando “segni di consolazione” verso i più bisognosi che troviamo nel cammino, - diventando centri di comunione dove, insieme, cerchiamo strade nuove alla luce di Gesù “via, verità e vita”. L’Assemblea Continentale delle Americhe ci ha offerto la possibilità di fare memoria della strada percorsa ritrovando la comunione nella condivisione delle diverse esperienze di vita. - Ci si trova per cercare insieme un Dio che è sempre nuovo e rinnova ogni cosa; per farci coraggio nel percorre le sue vie e per riconoscere con umiltà che abbiamo bisogno gli uni degli altri per compiere il suo progetto. - Ci si trova per condividere con realismo e senza drammi le nostre angosce, le inquietudini e i limiti che ci impediscono di essere segni veri della presenza di Dio nella storia, per ricominciare insieme il cammino dal punto in cui ci troviamo. - Ci si trova per cercare nuove vie nella costruzione del Regno. Attraverso la condivisione delle diverse esperienze di vita dei fratelli, i sogni e le utopie del missionario diventano mete concrete e raggiungibili. Il lavoro fatto in occasione dell’Assemblea Continentale fa emergere la figura del Missionario della Consolata come “Discepolo/missionario di Gesù Cristo che, attraverso l’incontro con i fratelli, fa memoria della vita generata nella storia dalla presenza creatrice dello Spirito di Dio”. Abbiamo vissuto momenti di incontro e di condivisione che ci hanno permesso di credere nella possibilità di tracciare la strada mentre si cammina e di vivere la missione in comunione con altre persone e forze ad intra o ad extra della Chiesa. Le conclusioni raggiunte ci permettono di credere che possiamo essere persone: - grate a Dio che ci ha permesso di fare questa esperienza e ai fratelli che ci hanno accolto nella loro casa condividendo con noi la loro tavola, la loro amicizia, la loro vita; - attente al nuovo nelle diverse realtà, capaci di leggerlo e di accoglierlo; - capaci di pensare e vivere la missione in comunione fraterna con chi ci sta accanto; - consapevoli che la Missione è di Dio e la realizziamo insieme; - coscienti che la missione è ricerca che sviluppiamo tramite l’ascolto e il dialogo. Abbiamo concluso i nostri lavori con la convinzione che non siamo isole e che l’individualismo porta alla negazione della propria dimensione umana (cf Giovanni Paolo II, Veritatis Splendor, n. 32). Il compito che ci attende è chiaro: essere missionari aperti al nuovo, che annunciano e testimoniano la salvezza vista, vissuta e esperimentata; che vivono in profondità la spiritualità di consolazione ereditata dal Padre Fondatore; che sanno porre segni nuovi di comunione e sono capaci di rispondere alla chiamata di annunciare il vangelo oltre le frontiere personali e della propria comunità. “Il nostro passo, all'inizio di questo nuovo secolo, deve farsi più spedito nel ripercorrere le strade del mondo. Le vie sulle quali ciascuno di noi, e ciascuna delle nostre Chiese, cammina, sono tante, ma non v'è distanza tra coloro che sono stretti insieme dall'unica comunione, la comunione che ogni giorno si alimenta alla mensa del Pane eucaristico e della Parola di vita” (NMI, n.58) La Vergine Consolata e il Beato Allamano siano la luce che guida il nostro cammino di incontro e di comunione con tutti i popoli nella costruzione del Regno di Dio.
L’Assemblea Continentale delle Americhe ha voluto essere, nella dinamica del suo svolgimento, un passo in avanti nel processo di rinnovamento e conversione, un momento di comunione fraterna e di nuovo impulso missionario. Noi del Continente Americano abbiamo preparato e vissuto questo momento di grazia alla luce dello slogan, coniato dal CELAM: “Discepoli e missionari di Gesù Cristo perché i popoli in lui abbiano vita”. Consapevoli che la nostra vocazione missionaria si esprime nella dinamica della sequela e della missione, abbiamo cercato di vivere questo momento nella fraternità e nella ricerca, animati dalle parole del compianto Papa, Giovanni Paolo II: «Andiamo avanti con speranza! Un nuovo millennio si apre davanti alla Chiesa come oceano vasto in cui avventurarsi, contando sull'aiuto di Cristo» (NMI, n. 58 ) L’invito capitolare era sintetico e specifico: realizzare entro l’anno, e prima della conferenza di ogni circoscrizione, un’assemblea continentale con l’obiettivo di programmare il cammino del continente per il prossimo sessennio alla luce del XI Capitolo Generale. Le assemblee sono spazi privilegiati di incontro fra le persone. L’impegno di sempre è fare di questo incontro un momento di crescita. E questa è anche la prospettiva da cui desidero condividere lo svolgimento e le conclusioni dell’Assemblea del Continente Americano. La missione trova il suo vero senso quando riusciamo a metterci sulla strada del discepolato e della missione. “Discepoli e missionari”, un binomio che esige un atteggiamento di ascolto di Dio e della realtà in cui ci viviamo. Ascolto di un Dio che cammina, si fa carne, dà la vita ed invia il suo Spirito per rinnovare ogni giorno tutte le cose. Ascolto delle persone che sono accanto a noi e con noi condividono le loro gioie e sofferenze. Discepoli e missionari consapevoli che la storia si fa cammino e, camminando, si rinnova nell’ascolto e nel dialogo. Discepoli e missionari in comunione con Dio e con le persone che vivono accanto a noi, capaci di riscoprire i semi del Verbo, presenti fin dall’inizio in ogni persona, popolo e cultura. La sequela di Cristo e la missione perseguono “la vita” in senso globale: vita materiale che comprende tutte le necessità dell’essere umano e vita spirituale che permette di vedere in ogni uomo l’immagine di Dio. La missione non è personale o individuale. Il discepolo diventa missionario nella misura in cui vive profondamente i valori del Regno nella sua comunità e rivolto a tutta l’umanità. La vera sfida è vivere e testimoniare i valori del Regno, impegno che non può essere mortificato dalle difficoltà che la realtà frappone e che possono essere superate vivendo intensamente ed autenticamente la nostra dimensione umana mettendo a frutto tutte le sue svariate potenzialità. I valori del Regno riguardano sia la dimensione terrena come l’educazione, la salute, l’acqua, la giustizia e la pace, sia la dimensione spirituale come l’accoglienza, la fraternità, l’ascolto, il dialogo, la capacità di perdono. Il grande impegno è condividere la nostra vita in tutte le sue dimensioni: - facendo spazio in noi all’accoglienza fraterna verso ogni persona, - diventando “segni di consolazione” verso i più bisognosi che troviamo nel cammino, - diventando centri di comunione dove, insieme, cerchiamo strade nuove alla luce di Gesù “via, verità e vita”. L’Assemblea Continentale delle Americhe ci ha offerto la possibilità di fare memoria della strada percorsa ritrovando la comunione nella condivisione delle diverse esperienze di vita. - Ci si trova per cercare insieme un Dio che è sempre nuovo e rinnova ogni cosa; per farci coraggio nel percorre le sue vie e per riconoscere con umiltà che abbiamo bisogno gli uni degli altri per compiere il suo progetto. - Ci si trova per condividere con realismo e senza drammi le nostre angosce, le inquietudini e i limiti che ci impediscono di essere segni veri della presenza di Dio nella storia, per ricominciare insieme il cammino dal punto in cui ci troviamo. - Ci si trova per cercare nuove vie nella costruzione del Regno. Attraverso la condivisione delle diverse esperienze di vita dei fratelli, i sogni e le utopie del missionario diventano mete concrete e raggiungibili. Il lavoro fatto in occasione dell’Assemblea Continentale fa emergere la figura del Missionario della Consolata come “Discepolo/missionario di Gesù Cristo che, attraverso l’incontro con i fratelli, fa memoria della vita generata nella storia dalla presenza creatrice dello Spirito di Dio”. Abbiamo vissuto momenti di incontro e di condivisione che ci hanno permesso di credere nella possibilità di tracciare la strada mentre si cammina e di vivere la missione in comunione con altre persone e forze ad intra o ad extra della Chiesa. Le conclusioni raggiunte ci permettono di credere che possiamo essere persone: - grate a Dio che ci ha permesso di fare questa esperienza e ai fratelli che ci hanno accolto nella loro casa condividendo con noi la loro tavola, la loro amicizia, la loro vita; - attente al nuovo nelle diverse realtà, capaci di leggerlo e di accoglierlo; - capaci di pensare e vivere la missione in comunione fraterna con chi ci sta accanto; - consapevoli che la Missione è di Dio e la realizziamo insieme; - coscienti che la missione è ricerca che sviluppiamo tramite l’ascolto e il dialogo. Abbiamo concluso i nostri lavori con la convinzione che non siamo isole e che l’individualismo porta alla negazione della propria dimensione umana (cf Giovanni Paolo II, Veritatis Splendor, n. 32). Il compito che ci attende è chiaro: essere missionari aperti al nuovo, che annunciano e testimoniano la salvezza vista, vissuta e esperimentata; che vivono in profondità la spiritualità di consolazione ereditata dal Padre Fondatore; che sanno porre segni nuovi di comunione e sono capaci di rispondere alla chiamata di annunciare il vangelo oltre le frontiere personali e della propria comunità. “Il nostro passo, all'inizio di questo nuovo secolo, deve farsi più spedito nel ripercorrere le strade del mondo. Le vie sulle quali ciascuno di noi, e ciascuna delle nostre Chiese, cammina, sono tante, ma non v'è distanza tra coloro che sono stretti insieme dall'unica comunione, la comunione che ogni giorno si alimenta alla mensa del Pane eucaristico e della Parola di vita” (NMI, n.58) La Vergine Consolata e il Beato Allamano siano la luce che guida il nostro cammino di incontro e di comunione con tutti i popoli nella costruzione del Regno di Dio.
P. António Manuel de Jesus Fernandes
Consigliere Generale per l'America
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