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Fatíma - 24-26 maggio 2006 - Testo finale Stampa E-mail
Inviato da IMC - Consolata   
INCONTRO CONTINENTALE
“Giustizia, pace, integrità del creato”
Fatima, 24 – 26 maggio 2006
 
VERBALE
 
Agenda
24 maggio:
Introduzione, presentazione dei partecipanti, nomina di coordinatori e segretari, proposta dell’orario e della dinamica di svolgimento dell’incontro.

25 maggio:
Rilettura delle esperienze di GPIC sulla base delle scelte proposte nel precedente incontro continentale (Torino, 28 febbraio 2005) evidenziando i punti positivi e negativi e le lezioni (obiettivi) che orientino la nostra azione futura. Coordina i lavori della Giornata P. Ponce de León, facilita la discussione P. Scudiero. Segretari: P. Ugo Pozzoli e Suor Susana.

26 maggio:
Rilettura delle esperienze di GPIC (continua). Presentazione di alcune “illuminazioni” in materia di G&P tratte dai documenti capitolari IMC e MC. Linee per il futuro: suggerimenti e programmi. Informazioni prossimo incontro continentale GPCI.
 
Partecipanti:
 
Aree di lavoro
  1. Pastorale/migranti
  2. Formazione di base e permanente
  3. Media
  4. Rete
  5. Altro
 VALUTAZIONE

AREA 1: PASTORALE/MIGRANTI
 
Aspetti positivi
Il lavoro svolto nasce come risposta di un bisogno espresso.
Si rileva un maggior coinvolgimento e coscientizzazione a livello di istituti religiosi (almeno a parole), società civile ed ecclesiastiche. Nelle diocesi in cui si opera si rileva una maggior presa di coscienza della “diversità”. È stato promosso un maggior coinvolgimento dei laici.
Promosse iniziative di commercio equo-solidale.
Le Regioni (attraverso le conferenze regionali) manifestano una maggior consapevolezza della realtà “migranti”. Si cerca di dare maggior continuità alle iniziative intraprese.
Alcuni nuovi elementi sono entrati a far parte dei teams di lavoro.
Si nota l’importanza del lavoro pastorale con “migrantes” svolto in équipes IMC – MC – LMC.
Metodologia: Si è imbastita una pastorale di ascolto e di “vicinanza”. Si è data particolare importanza al ruolo delle donne.

Aspetti negativi

Mancanza di personale “formato” per la pastorale migranti.
Si nota ancora una certa resistenza da parte degli istituti religiosi ad assumere, con i fatti, la pastorale migranti come una vera priorità ad gentes..
Dirottamento di fondi di alcuni progetti che non riescono a toccare direttamente i soggetti (le vittime) a favore dei quali vengono preparati.
Nonostante qualche positivo passo in avanti le nostre Regioni devono crescere ulteriormente nella sensibilità verso questo tipo di pastorale. Si rileva un problema di comunicazione nei ruoli del personale impiegato, un certo isolamento da parte di chi opera nel settore e discontinuità a livello di personale.

La lezione

Se ci lasciamo interpellare dalla realtà in cui operiamo possiamo trovare gli spazi nuovi in cui oroentare la nostra azione pastorale.
È importante non operare da soli. Il lavoro in èquipe (IMC – MC – LMC) è il modo giusto di procedere e vanno favoriti tutti gli strumenti e le iniziative che lo possono migliorare.
Continuare il cammino di sensibilizzazione all’interno delle Regioni affinché cresca la consapevolezza che il lavoro di pastorale “migrantes” è, oggi, una priorità dell’ad gentes in Europa. A questo riguardo si ricorda l’importanza di stabilire con precisione e chiarezza il ruolo del personale e di dare ad esso una formazione adeguata nel campo GPIC.
È possibile portare avanti un cammino di GPCI anche senza strutture fisiche “nostre”, ma avvalendosi, come si sta facendo, di strutture già esistenti messe a disposizione da diocesi, enti pubblici, ecc.
L’esperienza maturata finora ci insegna che dobbiamo imparare a leggere la realtà in cui si opera in un modo meno assistenzialistico e più “politico”, intendendo con questo termine, l’arte di ricucire il tessuto sociale nell’interesse del bene comune e, per noi, in linea con i valori del Vangelo.
Le Regioni devono impegnarsi maggiormente nel fare attività di pressione (lobby) e denuncia.
Avere coraggio e visione non è sufficiente. Per essere efficienti bisogna impiegare maggior personale o impegnarsi in progetti ad tempus.
Attenzione speciale va data alle donne, perchè la nostra esperienza dimostra come esse siano soggetti più aperti alla collaborazione e all’incontro interculturale.
 
AREA 2: FORMAZIONE

FORMAZIONE PERMANENTE

Aspetti positivi

Produzione di materiale formativo (foglietti, lettera alle comunità della commissione Giustizia e pace della CIMI); organizzazione di incontri, convegni e corsi per addetti al settore G&P. Materiale per predicazione della giornata missionaria mondiale.
Aggiornamento per missionari reduci su tematiche relazionate con G&P, mondo e Chiesa.
Maggior consapevolezza delle Regioni sulla necessità di cammini formativi ad hoc.
Si sono prodotti e tradotti libri e preentazioni pps su tematiche di G&P.

Aspetti negativi

Non si è preparato il Vademecum sugli stili di vita come indicato nelle scelte del precedente incontro continentale GPIC.
Alcune attività programmate si sono interrotte a causa delle troppe proposte e attività delle Regioni (preparazione al capitolo, ecc).
Non è stata fatta una sufficiente valutazione delle attività formative iniziate.
Il materiale prodotto non è stato sempre divulgato sufficientemente.
Difficoltà da parte dei missionari e delle missionarie nel recepire e accettare le implicazioni che il tema G&P comporta in un discorso globale sulla missione.
Manca, a livello regionale, un progetto globale di formazione permanente in ambito G&P.

La lezione

Attenzione al “chi”, “come”, e “quando” si fanno le cose. È importante aver cura della programmazione e del coordinamento delle attività.
Necessità di avere una costante valutazione delle iniziative.
Dare maggiore informazione sull’uso delle risorse disponibili. Crescere anche nella capacità critica sull’informazione da parte dei soggetti che operano in questo settore.
Continuare ad integrare il più possibile i materiali di AMV e GPIC.

FORMAZIONE DI BASE

Aspetti positivi

Si sono organizzati laboratori e corsi su tematiche di G&P o ad essa connesse (non violenza, perdono e riconciliazione, dottrina sociale della Chiesa, interculturalità, ecc.). Alcuni di questi corsi hanno preso in esame istanze di G&P all’interno delle nostre comunità formative. Partecipazione ad iniziative di G&P organizzate da altre istituzioni, pubbliche o ecclesiali. Si è fatta una lettura dei temi di G&P emersi nei rispettivi Capitoli Generali. Formazione costante dei LMC su tematiche di G&P.

Aspetti negativi

Non si espongono i giovani in formazione ad esperienze significative in ambito di GPIC. Troppa teoria e poca “esperienza” nei nostri seminari? Questo rivela un’ancora radicata mentalità protettiva o “di controllo” sui nostri candidati?

La lezione

Incoraggiare le relazioni fra incaricati GPIC e formatori per verificare la possibilità di una maggior integrazione fra i due settori. Chiedersi quali esperienze significative potrebbero aiutare i nostri/e giovani nella maturazione di queste tematiche.
Studiare strategie che aiutino i nostri giovani a creare una sintesi personale fra nuove e vecchie visioni della missione.
 
AREA 3: MEDIA

Aspetti positivi

Chiara scelta delle nostre riviste sui temi di Giustizia e Pace e multiculturalità.
Creazioni di siti web con spazio dedicato al tema GPIC.
Assunzione e formazione di professionisti nel campo media.

Aspetti negativi

Scelta di G&P non universalmente condivisa a livello regionale (non vista come discorso strettamente missionario).
Manca ancora una chiara linea editoriale sul tema G&P a livello di siti internet.

La lezione

Non disperdere energie. Incanalare e concentrare sforzi.
Prestare attenzione al divario esistente tra la realtà e l’immagine che si presenta.
Coscientizzare sul bisogno di avere personale preparato. Promuovere una maggior rotazione del personale incaricato del settore media.
La scelta di G&P operata dai nostri media “paga” in termine di interesse suscitato.
 
AREA 4: LA RETE

Aspetti positivi

Aumentata la coscienza dell’importanza di fare rete con altri organismi impegnati nell’area di GPIC.
CIMI – FESMI – SUAM: Il fare rete attraverso questi organismi ha consentito di arrivare alla proposta di una campagna unitaria sul tema dell’immigrazione. Inoltre, attraverso queste associazioni si é riusciti a far rete con altri organismi, per esempio: Tavola per la Pace, Scuola per la pace, Pax Christi, CAFOD, Enti pubblici, AEFJN.
Attività di collegamento GPIC e ecumenismo.
Intensificata la Rete telematica.

Aspetti negativi

L’informazione sui contatti di rete non è sempre capita o ben accettata da altri missionari che non operano nel settore GPIC.
Ignoranza in merito al lavoro di alcuni organismi con cui si fa rete (p.es AEFJN), anche da parte dei superiori.

La lezione

Necessità di avere personale preparato e “appasionato”. Preparazione di missionari impegnati in quest’area a partire dalla formazione di base.
 
AREA 5: ALTRO

Aspetti positivi

Esistenza di realtà significative: Malaika (Spagna), Scuola per l’Alternativa e Educazione a Non violenza e gestione dei conflitti (Sr. Patrizia Pasini), Salute Africa.
Esperienza di accoglienza, dialogo interreligioso e interculturale, integrazione e formazione che qualifica il nostro lavoro ad gentes in Europa.
Creano possibilità di “far rete” fra IMC – MC – LMC e altri organismi (p.es: USG + UISG = rete contro Hiv-Aids.
  
Aspetti negativi

Difficoltà nel dare continuità ai programmi, soprattutto quando questi vengono gestiti “in proprio” da un missionario o una missionaria, senza il sufficiente dialogo con la rispettiva regione.
Cambio frequente di personale.
Difficoltà nella comunicazione in merito alle attività pianificate o svolte.

La lezione:

Sottolineare l’importanza della presenza dei laici in questo lavoro, valorizzandone il contributo. Lavorano “con noi”, non “per noi”.
Armonizzare (se, quando e come possibile) questi programmi nel contesto generale della commissione GPCI. (Perché sono finiti nella categoria “altro”, quando ciascuno di essi avrebbe potuto far parte di una delle altre aree?).
Si nota molta energia, molte forze da spendere in questo settore. Occorre trovare armonia ed equilibrio in modo tale da evitare il rischio che queste energie vadano disperse o, nel caso contrario, di reprimere tali energie, frustrando sforzi che si stanno facendo e che, invece, meriterebbero di essere promossi.
 
Proposte

Area 1: Pastorale migranti

Sensibilizzare le comunità sull’importanza di considerare la pastorale migranti come priorità attuale dell’ad gentes  in Europa.
Invitare i Consigli Regionali a chiarificare i ruoli del personale impiegato nell’attività di pastorale migranti.
Aprirsi al fatto che la pastorale migranti può diventare per i nostri istituti una sfida e uno strumento per l’animazione missionaria e vocazionale.
Chiedere alla Direzione Generale che destini personale adeguato alle esigenze delle Regioni che operano nel settore di Pastorale Migranti, avendo cura che detto personale sia disposto a lavorare in coordinamento (rete), sia interno (IMC-MC-LMC) che esterno (enti e organizzazioni varie).
 
Area 2: Formazione

Formazione permanente

Gli incaricati di Giustizia e pace di ogni Regione del continente trovino il modo di collaborare con altri istituti e organizzazioni missionarie sulla preparazione del Vademecum – documento “Stili di vita”. Il coordinatore (padre Antonio Rovelli) convochi il gruppo degli incaricati entro ottobre 2006.

Formazione di base

Le direzioni regionali incoraggino le relazioni fra gli incaricati di G&P e formatori per verificare le possibilità di una maggior integrazione fra i due settori.
Gli incaricati di G&P, insieme ai formatori, studino le modalità di offrire ai giovani in formazione temi ed esperienze in campo di G&P che possano inserirsi nel piano di formazione, implementando strategie che aiutino all’integrazione pratica della nuova visione di missione.
 
Area 3: Media

Si ringraziano i responsabili dei media per la sensibilità dimostrata nel loro lavoro al tema di G&P e li si incoraggia a proseguire nell’approfondimento di questa tematica.
Si invitano le persone incaricate ad approfondire il tema dei nostri siti e a studiare come far sì che le home pages non si rivolgano solo alle nostre comunità, ma abbiano uno spazio consistente rivolto a terzi, aiutando questi ultimi ad identificarsi sempre di più con il tema G&P.
 
Area 4: Rete
 
Essere coinvolti attivamente, e sostenere  le antenne locali di AEFNJ.
Dare continuità al lavoro di rete telematica portato avanti da Sr. Susana, concentrandosi in modo particolare sul materiale che arriva dall’agenzia AEFJN e sui temi delle campagne su cui siamo più direttamente coinvolti.
Favorire un lavoro in rete per creare più comunicazione fra IMC-MC-LMC.
 
NB. Le proposte relative alla valutazione dell’Area 5: “Altro”, si considerano inglobate nelle precedenti quattro aree.
 
VARIE

Lettera alle comunità

Si propone di scrivere una lettera a tutte le comunità IMC-MC-LMC in Europa ringraziando per quanto si sta portando avanti a livello di GP nelle nostre Regioni. Padre Norberto Louro, si incarica della stesura del testo.

Prossimi incontri continentali GPIC:

L’Assemblea esprime parere favorevole a mantenere, almeno per il momento, la periodicità annuale degli incontri continentali GPCI. Si suggerisce, in vista del prossimo incontro, di curare in modo particolare l’aspetto formativo.
Vengono approvate indicativamente data e sede dell’incontro continentale, che si terrà a Torino, in Casa Madre, dal 13 al 15 aprile 2007.
Si suggerisce il tema dell’incontro, che sarà dedicato a “Come fare lobby e rete”. Si propone anche la partecipazione di padre Paolo Fedrigoni (imc) in modo da poter inquadrare l’argomento nel contesto dell’ AEFNJ.
Si stabiliscono anche i criteri per la scelta dei partecipanti al prossimo incontro GPIC. Sono invitati a prendervi parte:
Gli incaricati del settore GPCI.
  • Un/a rappresentante dei media della nazione che organizza l’incontro.
  • Un/a laico/a di ogni nazione (IMC – MC).
  • Un/a delegato/a delle due Direzioni Generali.
  • Un/a rappresentante del Consiglio Regionale del paese ospitante.
  • Un rappresentante del Segretariato Generale della missione (IMC)
  • Altre persone eventualmente indicate dalle Direzioni Regionali.
  • I consiglieri generali per l’Europa (IMC – MC).
Metodologia per il prossimo incontro: Gli incaricati della nazione ospitante si faranno carico di inviare un questionario a tutti i partecipanti in modo da rendere più agile e veloce il momento iniziale di analisi della realtà. Le risposte saranno inviate a Suor Susana che si e offerta di raccoglierle e presentarle in modo articolato per la discussione.

Nota finale

I rappresentanti del Portogallo salutano gli ospiti che sono intervenuti all’incontro, i quali contraccambiano ringraziando gli “anfitrioni” per l’eccezionale accoglienza e disponibilità dimostrate in occasione di questa assemblea.
 
 
Per rettifiche o chiarimenti:
P. Ugo Pozzoli
Segretario Commissione
 
 
 Partecipanti
 
 PORTOGALLO:           P. Norberto Louro
                                        P. Fernando Rocha
                                        P. José de Jesus Barros
                                        P. José Tavares Matia
                                        Sr. Raffaelita Baravalle
 
SPAGNA                             P. José Jesús Giraldo Ospina
                                        Marta Aguilar
 
ITALIA                               P. Giovanni Scudiero
                                        P. Ugo Pozzoli
                                        Sr. Cesariana Corioni - Superiora Regionale
                                        Sr. Sebastiana Ghidelli - Consigliera Regionale
                                        Sr. Maresa Sabena
 
CENTRO IST.  MC                 Sr. Susana Leszczynski
 
DIREZIONI GENERALI:           Sr. Simona Brambilla - Consigliera
                                        Sr. Jane Wambui Muguku - Consigliera
                                       
SGM                                  P. José Luis Ponce de León
                               
 

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