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Altre Decisioni del Capitolo PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Piero Trabucco, IMC   

ALTRE DECISIONI CAPITOLARI

In questa seconda parte vengono presentate altre questioni, ritenute particolarmente importanti per una migliore organizzazione dell’Istituto o per rispondere a situazioni emerse dalle relazioni della Direzione Generale e delle circoscrizioni.
Proposte di carattere organizzativo erano già state presentate a tutto l’Istituto insieme all’Instrumentum laboris in preparazione al Capitolo. Alcune, come la durata della Direzione Generale e delle circoscrizioni, la ristrutturazione del Consiglio Generale di amministrazione, non hanno ottenuto il suo consenso. Su altre il Capitolo ha preso delle decisioni o ha dato delle indicazioni operative.


1. VISITA CANONICA

La prassi attuale, che riserva la visita canonica solamente al Superiore Generale, lo costringe a rimanere fuori sede per tempi prolungati, a scapito del governo ordinario dell’Istituto. Inoltre, l’assillo di queste visite, toglie tempo per studiare con calma la situazione della circoscrizione in tutti i suoi aspetti. Perciò, il Capitolo ha deciso che la visita canonica possa essere compiuta anche dal Vice Superiore Generale, cambiando il n. 121 delle Costituzioni, nel modo seguente:

121
Il Superiore Generale o il Vice Superiore Generale, durante il sessennio, compirà la visita canonica a tutte le circoscrizioni. Essa è occasione di incontro, revisione, esame dei problemi, momento di riflessione e di rinnovamento.
Le disposizioni della visita sono date al termine della medesima dal visitatore, dopo averne trattato nel Consiglio Generale e hanno valore normativo per la circoscrizione visitata.
Dopo l’approvazione della Santa Sede, il testo sostituirà l’attuale n.121.

121.1
Il programma della visita canonica sia concordato con la Direzione di circoscrizione da visitare e annunciato alle comunità. Sia dato anche il dovuto rilievo all’incontro con la Direzione e gli Uffici della circoscrizione.
Questo testo sostituisce l’attuale n. 121.1 del Direttorio.
121.2
(Viene eliminato perché il suo contenuto è assorbito nei testi del n. 121.1 e nel n.117.3 del Direttorio).

Di conseguenza, il n. 117 del Direttorio Generale viene riformulato come segue:
117.1 (immutato)
117.2 Il Superiore Generale svolge il suo compito di governo mediante l’animazione spirituale, direttive e proposte, visite e lettere all’Istituto, ai Superiori e ai singoli confratelli.
117.3 Durante il suo mandato, il Superiore Generale si farà presente in tutte le circoscrizioni. Ogni confratello deve avere la possibilità di incontrarsi personalmente con lui.
117.4 Ogni missionario abbia confidenza con il Superiore Generale e, secondo la tradizione dell’Istituto, lo informi periodicamente della sua situazione e attività, e di eventuali problemi particolari.


2. CONSIGLIERE CONTINENTALE

Per attuare un maggiore coordinamento continentale nei vari settori di attività, il Capitolo ha ritenuto di perfezionare l’esperienza parzialmente avviata nel passato sessennio di affidare ai Consiglieri Generali il compito di interessarsi in modo particolare di un Continente, senza che venga cambiata la loro fisionomia descritta dal n. 123 delle Costituzioni. Il Capitolo ha stabilito che:

I Consiglieri Generali, eccetto il Vice Superiore Generale, sono incaricati dal Superiore Generale con il suo Consiglio di seguire da vicino un Continente particolare. Sarà loro compito precipuo promuovere e organizzare iniziative continentali e interregionali nei vari settori della vita e attività missionaria, d’intesa con i Superiori delle circoscrizioni.
Essi saranno normalmente liberi da altri impegni di direzione degli Uffici Generali. L’Ufficio di formazione di base sarà sempre alla diretta dipendenza di un membro del Consiglio Generale.
I Consiglieri incaricati di un Continente, pur avendo la loro sede in Casa Generalizia, trascorreranno periodi adeguati nelle circoscrizioni del loro Continente, concordati con il Consiglio Generale e i rispettivi Superiori di circoscrizione.
I Superiori di circoscrizione dello stesso continente terranno un incontro annuale per studiare e promuovere iniziative, a livello continentale o interregionale, nei vari settori della vita e attività missionaria. L’incontro sarà presieduto dal Superiore Generale.

L’attuazione di questa decisione è affidata alla Direzione Generale, alla quale spetterà valutarne la sua possibilità.


3. CONFERENZE REGIONALI

Affinché gli Atti del Capitolo possano essere debitamente approfonditi e assimilati prima della celebrazione della Conferenza Regionale, il Capitolo stabilisce che le Conferenze Regionali siano celebrate ad un anno circa dalla fine del Capitolo Generale.


4. SEGRETARIATO PER LA MISSIONE

In base alla decisione che libera il Consigliere continentale dal collegamento con gli Uffici Generali, vengono sospesi i nn. 132.4, 132, 5 del Direttorio Generale riguardanti l’Ufficio per la Pastorale e l’Animazione Missionaria e Vocazionale, il 132.6 sulla Formazione e Studi è parzialmente modificato, mentre i compiti assegnati dal 132.7 all’Ufficio dei Fratelli rientrano nei rispettivi settori di animazione, formazione, pastorale, rivolti a tutti i missionari, con attenzione a eventuali aspetti riguardanti i Fratelli.
Per seguire le varie attività, in aiuto alla Direzione Generale e ai Consiglieri continentali, viene istituto il Segretariato per la Missione.

Il Segretariato per la Missione aiuta la Direzione Generale nell’animazione dell’Istituto e nelle iniziative generali e continentali. Esso è affidato a una équipe di missionari alle dirette dipendenze del Consiglio Generale.
Il Segretariato, in collegamento con il Consigliere continentale e in suo aiuto, studia, promuove e sostiene le iniziative di formazione e aggiornamento in tutti i settori dell’Istituto: formazione permanente, animazione missionaria e vocazionale, pastorale, giustizia e pace, laici missionari.
L’Ufficio Generale di Formazione di Base, pur essendo diretto da un Consigliere Generale e mantenendo una sua autonomia operativa, potrà pure avvalersi di questo Segretariato per l’attuazione delle proprie iniziative.


5. GRUPPO DELLA CASA GENERALIZIA

Esso comprende un gruppo di missionari e molteplici attività, dipendenti direttamente dalla Direzione Generale e senza una sua fisionomia giuridica: i seminari di Bravetta e Totteridge, le comunità di Casa Generalizia e di Finchley, la Costa d’Avorio. Il Capitolo, tuttavia, ha ritenuto di non avere elementi sufficienti per prendere una decisione al riguardo e ha demandato alla Direzione Generale di continuare a studiare il problema, consultando anche i diretti interessati.


6. CENTENARI

Tre ricorrenze giubilari richiamano in successione l’attenzione dell’Istituto e sono una opportunità per allargarne la conoscenza e informare sulla sua attività a favore della Missione: il Giubileo della Redenzione (2000), il centenario della Fondazione dell’Istituto (2001) e dell’inizio dell’attività missionaria con l’arrivo dei primi quattro Missionari della Consolata nel Kenya (2001).
Per il primo, è preferibile inserirsi nelle iniziative delle Chiese locali.
Per le altre due ricorrenze, il Capitolo chiede che si formi una Commissione a carattere generale, con rappresentanti dei continenti, affinché studi iniziative e programmi per tutto l’Istituto. A essa corrisponderanno analoghe Commissioni in ogni circoscrizione, per attività e iniziative locali. Dovranno essere considerati i vari aspetti: spirituale, formativo, celebrativo, divulgativo e di sensibilizzazione attraverso appropriati mezzi di comunicazione.


7. FORMAZIONE PERMANENTE

Nella prima parte di questi Atti Capitolari, il Capitolo ritorna a più riprese sulla urgenza che l’Istituto si metta “in stato di formazione permanente”. Esso ha riconosciuto che molto è stato fatto in questo senso dal Concilio in poi. Tuttavia, le trasformazioni avvenute in ogni campo, un certo affievolimento nell’entusiasmo e nella identità, richiedono un forte impulso di rinnovamento. Esso deve riguardare l’approfondimento e l’aggiornamento culturale, specialmente sui temi che rientrano nella nostra vocazione, sul carisma e spirito dell’Istituto, sulla pastorale, puntando soprattutto al rinnovamento delle persone, secondo le esigenze proprie dei vari periodi della vita: primi anni di ministero e azione missionaria, mezza età, anzianità, cessazione dell’attività diretta.
In particolare, il Capitolo propone che nei rispettivi ambiti di competenza si cerchi di:
a) proseguire le iniziative di formazione permanente già collaudate, rinnovandole ulteriormente, per missionari tra i 20 e 30 anni di professione, e per i giovani dopo un primo quinquennio di sacerdozio o di professione perpetua;
b) avere presente in ogni attività di formazione permanente, oltre all’aspetto dottrinale, la coscientizzazione su situazioni e problemi del mondo d’oggi, i movimenti di pensiero, le forme di religiosità, la teologia della Missione;
c) curare in modo speciale l’accompagnamento personale, per aiutare a verificare la propria scelta di vita e le esigenze che essa comporta secondo il nostro carisma e spirito;
d) preoccuparsi perché nelle comunità si crei un ambiente che favorisca la preghiera, la riflessione, l’ascolto, l’impegno personale.
A tutti i Missionari, il Capitolo indica l’obbligo di avere nel corso della vita almeno tre momenti prolungati di formazione permanente, da scegliere tra le proposte della Direzione Generale e di circoscrizione. I Superiori ne favoriscano e ne facilitino l’attuazione.


8. FORMAZIONE DI BASE

Ratio formationis
Entro il prossimo triennio la si riveda, tenendo conto delle decisioni del Capitolo, soprattutto in riferimento alla Missione ad gentes e alle attuali situazioni sociali, culturali ed ecclesiali. A questo scopo l’Ufficio Formazione e Studi costituisca un’apposita Commissione, composta da rappresentanti ed esperti nelle varie fasi della formazione. È opportuno che questo studio inizi in ambito continentale. Inoltre:
- Si dia maggiore continuità al cammino formativo, riconsiderandone le tappe, con particolare attenzione all’inculturazione.
- Si introduca, dove ancora non esiste, l’anno propedeutico, precisandone lo scopo e i contenuti.
- Si determini meglio, con indicazioni più precise, lo “stage” pastorale.
- Si confermi la prassi secondo cui, almeno dove è possibile, tutti gli studenti di teologia conseguano un grado accademico di licenza.

Formatori
Si continui a prestare la massima attenzione alla preparazione dei formatori, proseguendo nel programma di specializzazioni avviato nel passato sessennio. Per l’importanza che ha la tappa della filosofia, la Direzione Generale sia più coinvolta nella scelta e preparazione dei formatori a essa destinati.


9. NOVIZIATO

Pur non ritenendo di dover prolungare a due anni il noviziato, il Capitolo raccomanda di curare in modo speciale il periodo che lo precede e lo segue.
Prima del noviziato sia curata la dimensione umana, cristiana e vocazionale. Il tempo del Postulato sia ampliato, più orientato al noviziato, d’intesa tra formatori e maestri dei novizi.
Dopo il noviziato, il formatore dei professi sia libero da altri impegni, in modo da attendere al suo inderogabile compito di guida, maestro e testimone della consacrazione e della Missione. Egli curi che i professi non considerino una parentesi il cammino avviato in noviziato, ma lo proseguano, perfezionandolo.


10. FORMAZIONE DEI FRATELLI

L’esiguo numero di candidati Fratelli non sempre ha permesso di avere una loro comunità formativa significativa. La diversità di specializzazioni a cui essi vengono normalmente avviati, aggrava la difficoltà di stabilire una vita comunitaria e formativa regolare. Ciononostante, negli ultimi anni, si è cercato di dare ai Fratelli una migliore preparazione professionale, come dimostra il numero di coloro che hanno conseguito la laurea o diplomi, allargando il ventaglio delle specializzazioni.
Per il cammino formativo dei Fratelli, invertendo in parte il sistema seguito finora, si stabiliscono dei criteri generali, da adattare alle situazioni personali:
1. Il propedeutico sia compiuto insieme a tutti i candidati alla vita missionaria nell’Istituto, e con gli stessi obiettivi e programmi.
2. Nel periodo che precede il noviziato, il candidato Fratello consegua un diploma base in un campo professionale specifico, dedicandovi tre anni circa. Compia il cammino formativo di base con gli studenti di filosofia.
3. Dopo il noviziato, normalmente fino alla Professione perpetua, si offra ai Fratelli professi una formazione adeguata nelle scienze religiose. Se il loro numero lo consente, abbiano una comunità propria. Altrimenti, siano inseriti in quella dei seminari teologici internazionali, dove si terranno presenti le peculiarità della loro specifica vocazione.
4. Dopo la Professione perpetua, il Fratello è destinato al lavoro missionario, oppure a una ulteriore specializzazione nel suo campo specifico, se ciò risponde alle necessità dell’Istituto.


11. DISTRIBUZIONE DEL PERSONALE

Consapevole della delicatezza, complessità e varietà di situazioni riguardanti il personale, il Capitolo non si sente di prendere decisioni definitive e tassative al riguardo. Tuttavia, come orientamento e aiuto alla Direzione Generale, dà le indicazioni seguenti:
1. Ogni circoscrizione prenda coscienza che è ormai impossibile alla Direzione Generale attuare una distribuzione del personale secondo il criterio della “sostituzione”, per quanto concerne il numero e la qualità dei missionari.
2. La Direzione Generale provveda ad assegnare il personale disponibile, in ordine di priorità:
- alle nuove aperture ad gentes programmate dal Capitolo;
- alla formazione di base;
- all’animazione missionaria e vocazionale,
- e a qualificarlo in vista delle esigenze di questi settori.
3. Le Direzioni di circoscrizione, d’intesa con la Direzione Generale, pongano particolare attenzione a destinare i giovani missionari in ambienti che li sostengano negli inizi dell’attività diretta di Missione. A questo fine, il Capitolo raccomanda:
- prima di inserire un giovane nella gestione di opere di una certa consistenza, si valuti bene la sua capacità di assumerne la responsabilità, senza cadere nel pericolo di dispersione; si eviti un suo eccessivo coinvolgimento in servizi materiali o burocratici; si abbia a cuore che non perda il senso del suo essere missionario o sacerdote.
- I missionari giovani siano preferibilmente posti in comunità accoglienti, che li seguano e li aiutino nel lavoro e nel cammino di crescita spirituale, secondo le nostre dimensioni.
- Si offrano ai giovani missionari occasioni di incontro, perché possano confrontarsi sul loro inserimento nelle attività, attuare un programma appropriato di formazione permanente, senza che ciò li esima dal partecipare alle iniziative di carattere regionale.


12. ANIMAZIONE MISSIONARIA E VOCAZIONALE

Di fronte alla sentita necessità di chiarire il rapporto dell’animazione missionaria e vocazionale con le altre attività dell’Istituto, il Capitolo ribadisce che essa è parte integrante del nostro ad gentes (cf. Cost. 17), e rientra tra le scelte prioritarie del Capitolo stesso, nell’ambito dei “servizi qualificati” all’Istituto e alla Chiesa. In particolare, precisa ancora:
§ In Africa:
mentre vi è attenzione e crescita nel settore vocazionale, è quasi assente l’animazione missionaria delle Chiese. Il Capitolo auspica un suo rilancio e propone che ogni circoscrizione assegni uno o due missionari, possibilmente a tempo pieno, per questo servizio. È auspicabile che ciò sia fatto, di comune accordo, da tutte le circoscrizioni del Continente. Questi animatori siano preparati con appositi corsi, per approfondire la natura dell’animazione missionaria in Africa, le strategie da adottare, come effettuare un coordinamento tra le circoscrizioni. Altri missionari vi siano destinati in seguito, in modo da costituire delle équipe regionali. Per loro si prevedano periodicamente tempi di formazione, revisione e programmazione.
§ In America Latina:
si compia lo stesso sforzo di destinare dei missionari a questa attività, lasciando, se necessario, altri impegni.
§ In Europa e Nord America:
il Capitolo crede che le circoscrizioni d’Europa e Nord America debbano continuare l’animazione missionaria e vocazionale come loro compito precipuo. Riconoscendo che le stesse esigenze di animazione esistono pure per gli altri Continenti e cosciente della scarsità di personale nell’Istituto, chiede loro di rielaborare il proprio progetto di animazione missionaria e vocazionale compatibilmente con queste esigenze. Avendo di mira la qualificazione del personale addetto a questo settore, scelgano ambiti prioritari di azione, come la promozione della riflessione teologica, i mezzi della comunicazione sociale, l’animazione giovanile, la cooperazione e la solidarietà.


13. ASSICURAZIONE MEDICA

Il Capitolo ha considerato la diversità di situazione nelle varie Circoscrizioni a riguardo dei servizi sanitari. In alcuni Paesi lo Stato vi provvede in modo conveniente, in altri si dovrebbe ricorrere a assicurazioni molto dispendiose; in altri ancora vi sono servizi previdenziali minimi, mentre le spese in caso di ricoveri o operazioni chirurgiche sono elevatissime. In generale, non pare ancora conveniente assicurare tutti i missionari per l’assistenza medica. Per le situazioni di emergenza si ricorra, se necessario, ai servizi prestati dalla Regione Italia o, specialmente in Africa, dagli ospedali che sono sotto la nostra responsabilità. Ogni circoscrizione consideri la convenienza di aderire ad iniziative in questo campo, specialmente a quelle attuale da istituzioni religiose o diocesane.
In particolare, il Capitolo:
- chiede a ogni comunità di specificare con precisione l’ammontare delle spese in cui incorre per cure mediche, allo scopo di avere un quadro complessivo dei costi e meglio valutare l’opportunità di ricorrere a particolari forme di assicurazione; su questa base, dopo il primo triennio si potrà fare uno studio appropriato;
- stabilisce che l’attuale “Fondo di solidarietà” sia veramente tale, capitalizzando quanto non venisse utilizzato per particolari interventi sanitari, così da provvedere in futuro alle circoscrizioni, specialmente dell’Africa, prive di forme assicurative riguardanti la salute.

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Domenica Missionaria

XXII Domenica TO
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“Perdere la vita per trovarla
nella via della croce”

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Missione Oggi

"Missio Ad Gentes" en el CAM - COMLA
1. Introducción
Pentecostés y el Nacimiento de una Iglesia Misionera
Me han pedido hablar, bajo el tema del Foro "Misión Ad Gentes", sobre la "Comunidad, discípula de Jesús". Quisiera comenzar con el Pentecostés que señala el nacimiento de la iglesia, la comunidad discípula de Jesús. Y hay que notar desde el comienzo che la Iglesia que nació en Pentecostés es una iglesia misionera. Esto queda de manifiesto en la descripción del evento de Pentecostés plasmada en los Hechos de los Apóstoles. Hay tres elementos que sobresalen en la misma: un viento impetuoso, las naciones de la tierra y las lenguas de fuego.
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