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IL SIGNIFICATO DELLA SETTIMANA
C’è più gioia nel dare che nel ricevere. Non sono solo parole di Gesù, ma anche frutto dell’esperienza umana e verità psicologica nei rapporti interpersonali. La gioia che viviamo in questa settimana nasce dal desiderio di ringraziare il Signore per le meraviglie compiute attorno e dentro di noi.
Per quanto grande possa essere il nostro limite, la misura del perdono di Dio è sempre eccedente e sovrabbondante. La prima parola che viene spontanea è: Grazie! L’ultima che racchiude una vita intera è, ancora, Grazie! L’offerta di un momento penitenziale, di una breve Lectio sul Vangelo della Domenica, delle intenzioni di preghiera e delle proposte di gesti concreti da vivere durante la settimana, vuol suggerire un utilizzo comunitario a partire proprio dalla celebrazione eucaristica domenicale, ma può anche essere uno strumento utile per un incontro di preghiera o di riflessione, sia personale che di gruppo.
TESTO
In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Costui, al sentire che c’era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Allora Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». E chiamarono il cieco dicendogli: «Coraggio! Alzati, ti chiama!». Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che vuoi che io ti faccia?». E il cieco a lui: «Rabbunì, che io riabbia la vista!». E Gesù gli disse: «Và, la tua fede ti ha salvato». E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada.
Proposte di gesti concreti da vivere nella settimana
• Nella settimana del ringraziamento, siamo invitati a riconoscere il positivo delle cose, dei rapporti, della nostra vita. È come indossare occhi nuovi, lavati nell’acqua battesimale e fatti forti e lungimiranti dal soffio dello Spirito.
• Vivremo questa settimana ringraziando – e imparando di nuovo a farlo – per tutto quanto il Signore e gli altri ci donano. Come Francesco, scopriremo, anche nelle cose, la fratellanza universale. E ci sentiremo più partecipi dell’unica e universale missione della Chiesa.
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