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15. Economia di Comunione PDF Stampa E-mail
Scritto da Direzione Generale   

95. Enucleazione dell’orientamento
A livello globale sta emergendo una nuova consapevolezza legata alla “economia di comunione”. Questa comporta sobrietà di vita e promuove la comunione dei beni e la solidarietà con chi è povero.
Una “economia di comunione” può svilupparsi se nell’Istituto i membri hanno chiara l’opzione per la santità, la fraternità, l’unità d’intenti, la sensibilità per i poveri e le situazioni di ingiustizia.

96. Aspetti che motivano l’orientamento
1. Il XCG invitava l’Istituto ad un approfondimento sulla povertà, dato che erano state riscontrate situazioni di abuso, e proponeva “una appropriata riflessione sulla condivisione, la perequazione, il distacco, l’utilizzazione dei beni destinati alla missione e ai poveri” (cf. XCG 34-35). La Direzione generale rispose al richiamo con la lettera “Povertà, Economia e Missione”.
2. La prassi della cassa comune è consolidata nell’Istituto ed è stata chiarita nella lettera citata: nelle singole comunità “ogni entrata verrà consegnata al Superiore e posta dall’Economo nella cassa della comunità. Le spese ordinarie per provvedere ai bisogni della comunità saranno normalmente fatte dall’Economo della stessa. Ogni missionario riceve dalla cassa quanto gli occorre per le necessità ordinarie della sua vita e del lavoro. Per spese particolari egli avrà bisogno del consenso del Superiore della comunità” (PEM, BU 101, 25).
3. Nello spirito di comunione dei beni, la prassi di distribuire i sussidi che la Direzione generale attua annualmente, è un esempio per tutte le circoscrizioni ad aprirsi alla solidarietà e condivisione.
4. Emerge un’inquietudine riguardo all’uso e abuso del denaro, che non è solamente mancanza contro il voto di povertà, ma ancor più ingiustizia nei confronti dei poveri.

97. Proposte operative
1. La Direzione generale promuova una riflessione sul rapporto tra povertà, comunione dei beni e interculturalità.
2. L’amministratore generale, con le circoscrizioni, studi un piano d’investimenti in loco per una loro crescita responsabile che miri all’autosufficienza.
3. Ogni missionario è invitato a mettere i propri beni nella cassa comune, sull’esempio del Fondatore che usò i suoi a favore dell’Istituto.
4. Coinvolgere il più possibile i missionari nella conoscenza dei criteri dell’economia IMC, descritti nel Direttorio per l’amministrazione dei beni e nello studio “Poveri per arricchire altri”. Di quest’ultimo documento si faccia un’edizione nuova, tradotta in altre lingue, come sussidio per l’approfondimento della nostra spiritualità sulla povertà.
5. Tutti i confratelli siano consultati nel definire le priorità circa le spese della comunità locale. La presentazione in comunità del bilancio preventivo e l’analisi delle spese straordinarie fatte creano un clima di fiducia e corresponsabilità per la vita di famiglia e il progetto pastorale.
6. È necessario adottare uno stile sobrio di vita, avere una chiara consapevolezza che il denaro non è proprietà nostra, educarci al valore e all’uso del denaro, al senso del risparmio e all’apprezzamento del lavoro manuale come scuola di solidarietà con i poveri. A tale fine si sottolinea la necessità di rivedere:
a) viaggi e vacanze,
b) arredamento delle nostre case,
c) uso delle automobili,
d) utilizzo dei mezzi di comunicazione, cellulari, telefoni satellitari, computer...,
e) abbigliamento.
7. Data l’esigenza di professionalità nel settore amministrativo, nel prossimo sessennio si preparino adeguatamente dei missionari.
8. I futuri missionari nella formazione di base siano educati ai principi dell’economia di comunione: laboriosità, sobrietà, conoscenza del valore del denaro, responsabilità nel suo uso... In collaborazione con l’Amministratore generale, l’ufficio generale della formazione di base organizzi una guida sulla pratica e spiritualità della povertà. Lo spirito di povertà sia considerato come un criterio determinante per l’ammissione alla professione religiosa.
9. Vengano appoggiate, promosse e attuate iniziative di economia solidale (banca etica, microcredito, bilanci di giustizia...).
10. Si promuova l’autosufficienza delle comunità locali IMC attraverso l’apporto personale.

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Domenica Missionaria

XXII Domenica TO
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“Perdere la vita per trovarla
nella via della croce”

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Missione Oggi

"Missio Ad Gentes" en el CAM - COMLA
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Pentecostés y el Nacimiento de una Iglesia Misionera
Me han pedido hablar, bajo el tema del Foro "Misión Ad Gentes", sobre la "Comunidad, discípula de Jesús". Quisiera comenzar con el Pentecostés que señala el nacimiento de la iglesia, la comunidad discípula de Jesús. Y hay que notar desde el comienzo che la Iglesia que nació en Pentecostés es una iglesia misionera. Esto queda de manifiesto en la descripción del evento de Pentecostés plasmada en los Hechos de los Apóstoles. Hay tres elementos que sobresalen en la misma: un viento impetuoso, las naciones de la tierra y las lenguas de fuego.
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