| Home Page |
| Chi siamo... |
| Intranet IMC |
| Indirizzi utili |
| Ricerca avanzata |
| Contattaci |
| Mappa del sito |
| Credits |
| Webmail Consolata.org |
| Webmail Consolata.net |
| Notizie |
| I Missionari dicono... |
| Missione Oggi |
| “Prima dunque santi, poi missionari: un fine aiuta l’altro” |
|
|
| Inviato da P. Aquileo Fiorentini, Superiore Generale | |
|
Santità di Vita (XICG, 53-55): Biennio di studio e approfondimento (7 ottobre 2006 – 20 giugno 2008) Carissimi,
Sant’Ignazio di Loyola c’invita a valorizzare l’intelligenza e l’immaginazione quando meditiamo sulle Scritture e parliamo con Dio. C’invita quasi a “vedere” quello che sta succedendo tra i personaggi che parlano tra di loro. Su questa linea, vi voglio invitare a ricordare un evento importante per noi. Torniamo con la memoria, con i sentimenti e l’intelligenza a sedici anni fa, qui a Roma, era il 1990 e celebravamo la Beatificazione del nostro Padre Fondatore. La Chiesa ha affermato con fede che Giusepe Allamano visse da santo e vive oggi con i santi. Poiché proclamiamo le lodi al Signore per la sua santità, c’impegniamo a camminare sulla sua scia. Tre Capitoli Generali sono stati celebrati da quel giorno memorabile.
Tra gli atteggiamenti di questo terzo e ultimo Capitolo Generale, spicca quello della Santità di vita. È stata una scelta chiara. Santità di vita, dei singoli missionari e delle comunità (XICG, 53-55). Facendo una radiografia spirituale dell’Istituto, il Capitolo ha notato che Cristo non sempre è al centro della nostra vita e che alle volte ci lasciamo trascinare dal nostro io (individualismo, attivismo) diventando come quelle persone che nella società attuale si lasciano trascinare da ideologie come il relativismo, il consumismo, lo sfruttamento dei poveri... Per uscire da questa situazione, i capitolari e noi, vogliamo:
Ritorno alle radici Torniamo alle nostri radici. Esistiamo, nella Chiesa, per evangelizzare i popoli. Questo é il nostro fine (cf. Cost. 5). Lo realizziamo per la gloria di Dio e nella santità della vita (“Prima dunque santi, poi missionari” - VS. 113). Tale fine deve permeare tutti gli aspetti che hanno a che fare con la nostra vita, la spiritualità, le scelte, la formazione e le attività apostoliche. Questo fine implica pertanto, lo zelo, la testimonianza, l’impegno, la capacità di sacrificio, il donare la vita per coloro per i quali ci siamo fatti servitori (cf. Cost. 18). Questa affermazione tocca profondamente, la mia vita e la vasta rete delle mie relazioni.
I grandi personaggi della storia della salvezza hanno reso al popolo questo servizio. Il più profondo e radicale che esista. Noi missionari siamo chiamati a continuare a svolgere tra le genti la stessa funzione, condizionata da una densa e continua comunione con Dio. Biennio Ci siamo proposti come obiettivo, durante il Biennio che inizia oggi di studiare attentamente e approfondire gli elementi che concretizzano la santità. Questo significa dover trattare il tema dalle radici. Vogliamo prenderci cura della nostra vita nelle piccole cose, ogni giorno e vogliamo che sia santa nella concretezza del quotidiano. La mia, la tua, la nostra! L'undicesimo Capitolo (55,5), indica vari elementi da valorizzare. L’adorazione, la lectio divina, la direzione spirituale, l’esercizio del perdono e della promozione fraterna, la revisione di vita, tutti mezzi che favoriscono la spiritualità di comunione, la celebrazione degli anniversari secondo la nostra tradizione, la carità. In altre parole, desideriamo percorrere, in alcuni aspetti fondamentali, il cammino che il Beato Allamano percorse e che lasciò a noi come eredità, quali, la ricerca del primato di Dio, la centralità dell’Eucaristia, la dimensione mariana, la missione vissuta con atteggiamenti tipici, la preghiera liturgica e personale. Non vogliono che esse siano delle puntualizzazioni restrittive. Sono solo alcune. Noi possiamo rivisitare la vasta produzione di studi fatti sul nostro Fondatore e riscoprilo sempre nuovo, per noi, singolarmente, per l’Istituto e per la Chiesa. La sua paternità sia testimoniata nella nostra santità di vita che così confermerà la nostra fedeltà come figli di un padre santo. Confronto Nelle nostre scelte di vita e attività, curiamoci di confrontarci sempre con il Fondatore perenne e vivo (cf. XICG, 7,2), per:
Nel presente biennio, animati dal suo spirito, vogliamo camminare:
Cos’è la santità? Questo si domandava P. Inverardi scrivendo ai missionari, poco prima della festa della beatificazione del nostro Fondatore (cf. Consacrazione e Missione, pp. 769-770). La risposta è semplice. Afferma che la santità è intensità di amore verso Dio e verso i fratelli. Più si ama e più si è santi. L’amore, poi è come la luce, un’armonia di virtù. Per cui la Chiesa riconosce canonicamente come santo colui che in modo eroico ha praticato le virtù teologali e le altre. Inteso così, l’amore è concretezza di vita nel servizio. Servizio che assume specificità diverse secondo le inclinazioni personali e i doni dello spirito. L’Allamano ci ha pensato e voluto come famiglia. La via privilegiata per amare Dio e per amare i fratelli nella missione come il Beato Allamano ci ha consegnato, è quella di rafforzare il nostro senso di famiglia. La nostra tensione verso la santità non può essere disgiunta da questa dimensione di carisma. Essere fratelli, essere famiglia, volerci bene come fratelli, mantenere l’unità di famiglia. Famiglia aperta ad accogliere e a donare, famiglia forte nella comunione e per vocazione tutta aperta all’universalità, famiglia missionaria. La Madonna ci accompagni, Lei la tutta santa. Oggi la ricordiamo con il titolo di Madonna del Rosario. Meditando i misteri di Cristo, nella recita del Rosario, ci faccia sentire uniti, come fratelli, impegnati con amore, nella missione che il Signore ha affidato a ciascuno di noi. |
| < Precedente | Prossimo > |
|---|
| Biennio di Santità |
| Biennio di Interculturalità |
| IMC nel Mondo |
| Da Casa Madre |
| Documentazione |
| Documentazione PDF |
| Assemblee e Conferenze |
| Libri |
| Ricerche |
|---|
|
|
Missione Oggi
|
|||||||
#