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89. Enucleazione dell’orientamento Le numerose e diversificate riflessioni o valutazioni espresse dai missionari riguardo alla formazione di base manifestano una giusta preoccupazione per questo settore vitale della vita dell’Istituto. Se da una parte non si mette in discussione l’insieme del nostro progetto educativo (Ratio Formationis), dall’altra c’è perplessità, soprattutto per quel che riguarda alcuni aspetti, in particolare: interculturalità, composizione dei gruppi nei seminari, desistenze di diversi professi temporanei, scelta e preparazione dei formatori e il loro eccessivo avvicendamento. La Consulta del 2002 ha preso atto della revisione della Ratio Formationis, successivamente approvata dalla Direzione generale, e ha sottolineato l’importanza di studiare la possibilità di un’esperienza missionaria per tutti i nostri formandi, prima della professione perpetua, come pure la necessità di assicurare un adeguato accompagnamento ai giovani missionari nell’iniziazione alla missione.
90. Aspetti che motivano l’orientamento 1. Pur essendo chiaro l’obiettivo della Ratio Formationis e adeguati i contenuti, il metodo e i mezzi per raggiungerlo, non tutti gli studenti manifestano entusiasmo, disponibilità e zelo missionario, secondo lo spirito del Fondatore e le attuali esigenze della missione. Un certo numero di professi temporanei desiste e abbandona la comunità prima della professione perpetua. 2. Molti confratelli ritengono che il progetto formativo debba prevedere anche un tempo consistente di lavoro sul campo di missione o in un servizio dell’Istituto, prima della professione perpetua, per un confronto più personale e concreto con le esigenze e la bellezza della nostra vocazione. Ma è altrettanto vero che da più parti vi sono dubbi su questa proposta, anche per la difficoltà di garantire comunità e missionari disponibili o capaci di accompagnare adeguatamente i giovani. 3. La vocazione e la formazione alla vita consacrata e al ministero sacerdotale per alcuni giovani non sembrano soddisfare le loro aspirazioni e conferire sicurezza e preparazione sufficiente per i compiti futuri. Essi si sentono bisognosi di ulteriori studi accademici in campo teologico o nelle scienze umane. Parecchi giovani missionari, che non hanno avuto la possibilità di acquisire una licenza durante la formazione di base, appena arrivati in missione o poco dopo, chiedono alle Direzioni di circoscrizione o generale di frequentare una università per studi superiori. 4. L’interculturalità -valore da proporre ai futuri missionari e opportunità formativa- deve essere accompagnata con cura. A questo riguardo, la tappa del prenoviziato è il periodo più adeguato per la conoscenza di se stessi, dell’identità culturale del giovane e delle sue vere motivazioni. 5. In questi ultimi anni la mobilità e l’avvicendamento di missionari destinati alla formazione di base sono stati elevati. 6. Ci sono giovani che desiderano far parte dell’Istituto per consacrarsi alla missione e formatori disponibili ad accompagnarli.
91. Proposte operative 1. Vi sia un anno obbligatorio per tutti i professi temporanei, come parte del curriculum formativo, da impiegare nei servizi dell’Istituto e da attuare al termine della teologia di base. Sia trascorso nella circoscrizione del seminario teologico e seguito dal proprio formatore. Le circoscrizioni con seminari teologici provvedano ad identificare e preparare le comunità locali, che saranno coinvolte in questo anno di servizio missionario dei professi temporanei. 2. Il Capitolo conferma le indicazioni e gli orientamenti del XCG, che afferma: “almeno dove è possibile tutti gli studenti di teologia conseguano un grado accademico di licenza” (XCG 84). Questo avvenga dopo l’anno di servizio missionario. Nel corso del prossimo sessennio la Direzione generale studi e faciliti una prassi comune in tutti i nostri centri teologici. Solo dopo un consistente e positivo apostolato missionario si programmino, secondo le reali necessità dell’Istituto e delle circoscrizioni, studi superiori, licenze e dottorati. 3. Per l’iniziazione alla missione si segua la Ratio Formationis ai numeri 134 e 135. 4. Si presti la massima attenzione alla preparazione dei formatori, proseguendo con il programma di specializzazione avviato nel passato. Per l’importanza che ha la tappa del prenoviziato, la Direzione generale, in comunicazione con le circoscrizioni, deve essere coinvolta nella scelta e preparazione dei formatori ad essa destinati (cf. XCG 84). 5. I Superiori di circoscrizione si adoperino che le comunità dei seminari siano costituite da missionari ben identificati, perché direttamente o indirettamente coinvolti nel processo formativo. 6. La Direzione generale e quelle di circoscrizione studino: a) la composizione numerica degli studenti nei seminari teologici, per renderla più multiculturale possibile, b) la vicinanza dei seminari alla gente e ai missionari del luogo, c) l’opportunità o meno di altre eventuali forme per attuare meglio la preparazione alla missione. 7. Si ribadisce il valore dell’internazionalità dei nostri seminari teologici, nonostante qualche difficoltà. Questo permette di educare all’interculturalità, condizione per essere missionario.
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