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83. Enucleazione dell’orientamento “In principio era la parola” (Gv 1,1), ossia la comunicazione. È Dio che comunica se stesso in Gesù Cristo. Il secondo documento approvato dal Concilio ecumenico Vaticano II, Inter mirifica, riguardava proprio i mezzi di comunicazione sociale. Non sono mancati altri documenti del Magistero sullo stesso argomento. “Più che giudicare i mezzi di comunicazione sociale, la tradizione della Chiesa si pone al loro servizio”. La sapienza della Chiesa “può evitare che la cultura dell’informazione dei mezzi di comunicazione sociale divenga un accumularsi di fatti senza senso” (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, 560). I missionari della Consolata, eredi di Giuseppe Allamano e Giacomo Camisassa, fondatori nel 1899 del pregevole periodico La Consolata, da sempre comunicano anche con le loro riviste e gli altri bollettini (cf. XCG 63-64). È encomiabile che i confratelli della Corea del Sud, mentre ancora stentavano nell’idioma del paese, abbiano prodotto una rivista in coreano. D’altra parte siamo coscienti che il mondo della comunicazione è indicato come “il primo areopago” del tempo moderno (RM 37).
84. Aspetti che motivano il tema 1. E’ proprio dell’essere umano comunicare. L’odierna globalizzazione accelera questa esigenza: la comunicazione avviene in tempo reale, scavalcando i limiti di tempo e spazio. 2. Comunicare è potere di incoraggiare e consolare, ma anche di persuadere, manipolare, dominare. 3. Si comunica ciò che si vuole e conviene. Nasce il fenomeno del consumismo e del consenso imposto alla mercé dei poteri dominanti. 4. Come missionari, dobbiamo impegnarci a difendere il diritto dei popoli a essere rettamente informati, affinché tutti possano far sentire la loro voce. L’informazione giusta è democratica, promuove e garantisce a tutti i diritti di cittadinanza responsabile. L’informazione deve mirare alla formazione di una sana coscienza critica nella società. 5. Per essere efficaci nell’annuncio della Parola, dobbiamo servirci di questi strumenti e aggiornarci sul linguaggio corrente dei mezzi di comunicazione sociale. 6. I mezzi di comunicazione sociale sono strumenti indispensabili di AMV.
85. Proposte operative 1. Organizzare un incontro internazionale dei principali operatori nei mezzi di comunicazione sociale dell’Istituto, in collaborazione con le missionarie della Consolata. 2. Favorire, collaborare e diffondere i mezzi di informazione comuni in aree della stessa lingua, compresi i sussidi per l’AMV. 3. I missionari delle circoscrizioni sostengano anche economicamente le riviste IMC, ne promuovano la diffusione e favoriscano la produzione di pubblicazioni a carattere missionario. 4. Educarci ed educare a valorizzare correttamente i mezzi di comunicazione sociale (stampa, tivù, radio, video, internet, cellulare). Saperci anche adattare alle situazioni dei luoghi dove non è possibile avere tutta la gamma degli attuali mezzi di comunicazione sociale, pur facendoci promotori di un loro sviluppo. 5. Favorire la “comunicazione sociale alternativa” valorizzando la simbologia locale: teatro, poesia, marionette, poster, danza, musica... 6. Incoraggiare la partecipazione ad emittenti radiofoniche e televisive locali. 7. Coordinare fra le riviste IMC pagine web comuni, per scambio di materiale. 8. Favorire la collaborazione di laici e tecnici competenti, che siano in sintonia con la linea editoriale dei nostri mezzi di comunicazione sociale. 9. Servirsi dell’e-mail dove è possibile per l’invio dei bollettini regionali e altro materiale IMC. 10. Mantenere aggiornati i nostri siti internet come strumenti per trasmettere documenti e materiale di formazione permanente. Anche per questo ci sia un coordinatore per i mezzi di comunicazione sociale nel Segretariato generale per la missione. 11. Essere presenti, mediante comunicazioni da parte dei missionari, nelle agenzie d’informazione, in particolare MISNA. A tal fine in ogni circoscrizione ci sia un incaricato.
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