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6. Comunione e Collaborazione con altri PDF Stampa E-mail
Scritto da Direzione Generale   

68. Enucleazione dell’orientamento
La missione è comunione (AG 1): nasce da Dio Trinità, che vuole radunare tutta l’umanità nella sua vita.
La missione esige una spiritualità di comunione, che deve entrare nell’animo del missionario; va ricondotta alla sua sorgente e vissuta come azione corale.
Le nostre comunità sono chiamate a diventare “case e scuole di comunione” (NMI 43), di collaborazione e missione:
1. fra di noi,
2. con coloro che condividono il nostro carisma: le missionarie e i laici missionari della Consolata,
3. con gli altri Istituti missionari e religiosi, in particolare con le Congregazioni fondate dai nostri missionari,
4. con i benefattori e i collaboratori, gli amici e i volontari, le associazioni e gli organismi, anche di ispirazione “laica”, impegnati nella solidarietà, ecologia, giustizia, pace e nuovi stili di vita coerenti con gli ideali della missione,
5. con tutte le forze della Chiesa locale,
6. con le altre confessioni religiose.
In questo cammino di comunione e collaborazione per la missione è necessario che la nostra specificità di missionari ad gentes traspaia con chiarezza e orienti tutta la nostra azione.

69. Aspetti che motivano l’orientamento
Oggi la missione conta su nuovi soggetti, anch’essi chiamati a lavorare in comunione e collaborazione.
I problemi che si affacciano all’orizzonte della missione coinvolgono tutto il mondo ed esigono risposte globali, con la partecipazione attiva e solidale di tutti.
Vivere la missione nella comunione e collaborazione ci permette di superare l’individualismo e il protagonismo proveniente da una concezione superata del ruolo degli istituti missionari, per sentirci non padroni, ma servi umili della Chiesa e della missione.

70. Proposte operative
1. Nei programmi di formazione permanente si tenga presente la possibilità di corsi, incontri, sussidi -organizzati sia a livello generale che di circoscrizione-, affinché si realizzi un cambiamento di mentalità e il missionario sia sempre più capace di lavorare in comunione.
2. Gli incontri continentali dei Superiori di circoscrizione con la Direzione generale programmino la preparazione di personale qualificato e il ricorso ad esperti per i seguenti ambiti: globalizazzione, problematiche continentali, metodologia pastorale, cambiamenti culturali.
3. I missionari imparino a lavorare in collegamento dentro e fuori l’IMC. Si preveda la possibilità di scambiarsi aiuti per alcuni servizi qualificati e di programmarli a livello continentale.
4. Ogni missionario si senta in dovere di partecipare agli incontri promossi dalla Chiesa locale, imparando a cercare e creare collaborazione con i gruppi intercongregazionali ed ecumenici nei campi della pastorale, AMV, spiritualità e GPIC.

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