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4. Comunione e Collaborazione con le Missionarie della Consolata PDF Stampa E-mail
Scritto da Direzione Generale   

COMUNIONE E COLLABORAZIONE CON LE MISSIONARIE DELLA CONSOLATA

62. Dichiarazione comune d’intenti (IMC – MC)
Noi missionari e missionarie della Consolata capitolari, a nome dei nostri rispettivi Istituti, desideriamo rinnovare il nostro impegno di rispondere con determinazione alla volontà espressa ripetutamente dal nostro padre Fondatore perché fossimo “famiglia” e lavorassimo nella missione in unità di intenti.
Consapevoli della comune eredità carismatica che ci unisce nella nostra consacrazione a Dio per la missione, sentiamo il bisogno di “purificare la memoria”, nel contesto dei nostri Capitoli Generali, qualora nei nostri Istituti ci siano stati lentezze e poco impegno nel perseguire questa espressa volontà lasciataci dal Beato Giuseppe Allamano. Coscienti che non ci dovranno essere di remora le ovvie differenze tra i nostri due Istituti internazionali e il loro rispettivo carattere femminile e maschile, siamo fermamente convinti che le diversità e i reciproci valori possono e devono essere accolti e tesoreggiati da tutti, missionarie e missionari, per rendere il nostro servizio ad gentes più ricco e completo.
Vogliamo pertanto impegnarci oggi e in futuro a camminare in un clima di mutuo rispetto, fiducia vicendevole e accoglienza, nella convinzione che soltanto coltivando rapporti basati sulla reciprocità, comunione e collaborazione, possiamo dirci veri figli e figlie dell’Allamano. Desideriamo confermare il nostro impegno a lavorare assieme con tale spirito e intraprendere anche comuni progetti missionari. Crediamo così che la nostra stessa vita, come tutti gli ambiti del nostro lavoro, ne beneficeranno grandemente.

63. Motivazione
Negli ultimi Capitoli generali dei missionari e delle missionarie della Consolata è nata una rinnovata coscienza di fare un cammino comune, come voleva il Fondatore. Lo sforzo compiuto dalle nostre Direzioni generali e di circoscrizione ha rafforzato questa tendenza.
Nel cammino fatto si constatano alcuni elementi che lo hanno favorito:
1. Le due Direzioni generali hanno realizzato insieme diverse attività: un atto penitenziale in occasione del Giubileo, riunioni regolari e nuove aperture congiunte, scambio di informazioni su programmi, visite congiunte ad alcune comunità, eventi celebrativi, feste di famiglia e, infine, la celebrazione contemporanea dei due Capitoli nella stessa città.
2. Nei continenti si sono realizzati incontri e attività di AMV, GPIC, pastorale indigena e corsi di formazione permanente per missionari e missionarie giovani.
3. Nelle circoscrizioni alcune commissioni hanno programmato e lavorato insieme; si sono realizzate aperture in comune; in qualche circoscrizione i due Superiori hanno visitato insieme le comunità, mentre formatori, formatrici e formandi hanno avuto incontri in comune.
4. Nelle comunità locali si è collaborato in alcune attività: pastorale parrocchiale, ospedali, progetti di sviluppo, formazione permanente.
Il cammino fatto ha individuato anche aspetti suscettibili di miglioramento:
5. la collaborazione vissuta in modalità diverse e il cammino di comunione non assunto da tutti;
6. la lettura del carisma non approfondita e confrontata insieme;
7. la mancanza di riflessione comune su temi come: inculturazione, criteri d’inserimento nell’apostolato e resistenze a discernere, programmare, agire e valutare in équipe;
8. progetti diversi riguardo ai laici missionari della Consolata;
9. Alcune immaturità umane nelle mutue relazioni.

64. Proposte operative
Al servizio della missione ad gentes, dobbiamo formarci ad una nuova mentalità, con atteggiamenti di collaborazione, ascolto, fiducia e rispetto vicendevole.

Sul piano umano e culturale
1. Continuare il cammino di conversione e di sensibilizzazione, particolarmente per quanto riguarda le mutue relazioni a livello umano, accogliendo le ricchezze altrui e approfondendo l’interculturalità.
2. Ricercare tempi comuni di riflessione e programmazione delle attività nella formazione di base e permanente.
Sul piano carismatico
3. Continuare il cammino di rilettura e riflessione sul Fondatore, a livello generale e di circoscrizione, attualizzandone la figura e l’insegnamento, mediante riflessioni e studi che ci ispirino nella missione e nella vita consacrata.
4. Nella formazione di base cercare insieme cammini formativi sul carisma e sulla spiritualità, che aiutino i giovani ad assumere uno stile di vita fraterna e di comunione d’intenti. Si curino gli incontri tra giovani in formazione, le celebrazioni e ricorrenze di famiglia, i corsi di formazione permanente per missionari e missionarie giovani (10 anni di ordinazione o professione perpetua).
5. Le due Direzioni generali promuovano un confronto sulle esperienze in atto con i LMC.
Nella pastorale
6. Si prosegua nella reciproca consultazione, già intrapresa dalle Direzioni generali, riguardante le nuove aperture sia a livello generale che continentale.
7. Dove possibile le Conferenze di circoscrizione siano realizzate nello stesso periodo, per dare l’opportunità di uno scambio, in continuità col cammino iniziato dai Capitoli del 2005.
8. Promuovere e approfondire la riflessione e il lavoro in équipe, sulla base del modello di Chiesa-famiglia-comunione, Chiesa ministeriale, lavorando con un progetto pastorale ben definito, valutato regolarmente.
9. Nel prossimo sessennio, almeno nelle circoscrizioni, proporre qualche scelta significativa (progetto, campagna…), realizzata in comunione con una presenza consistente di missionari e missionarie.

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Domenica Missionaria

XXII Domenica TO
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“Perdere la vita per trovarla
nella via della croce”

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"Missio Ad Gentes" en el CAM - COMLA
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Pentecostés y el Nacimiento de una Iglesia Misionera
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