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59. Enucleazione dell’orientamento La fisionomia dei missionari della Consolata, come voleva il Fondatore, è di “Sacerdoti” e “Laici” consacrati per la missione ad gentes, che vivono in spirito di famiglia. 1. Il Fratello conforma la sua vita sull’esempio di Gesù: ritenuto il figlio di Giuseppe, il falegname, passò annunciando il Regno, curando le infermità, con gesti di misericordia e consolazione. 2. Vivendo sull’esempio di Maria che pregava, meditava e conservava tutto nel suo cuore. Come lei, il Fratello si rende disponibile al servizio. 3. “I Fratelli sono indispensabili nelle Missioni. ... Tanto più che, lavorando essi sempre a contatto con gli indigeni, riesce loro più facile far risplendere ai loro occhi la bellezza e santità della nostra Religione: farla risplendere nella pietà, nella carità e nell’esercizio di tutte le cristiane virtù” (VS 39). 4. Si dedica ad annunciare Cristo con la testimonianza di vita, partecipando alle attività pastorali. 5. Svolge il suo servizio come apostolo tra i più bisognosi portando loro la consolazione. 6. Il Fondatore evidenziò la vocazione dei Fratelli in funzione della promozione umana, quale componente necessaria del nostro metodo missionario. 7. Ai Fratelli l’Allamano spiegava la bellezza e l´importanza di vivere insieme ai confratelli sacerdoti, per aiutarli non solo nelle attività lavorative, ma anche nel sostegno morale, l’amicizia, l’incoraggiamento.
60. Aspetti che motivano l’orientamento 1. La laicità del Fratello, consacrata a Dio con la professione religiosa, favorisce e qualifica la sua testimonianza e rende efficace il suo servizio missionario. 2. La presenza del Fratello mette in luce la complementarietà delle prestazioni al servizio della missione. Così si evidenzia l’uguale dignità tra Fratelli e Sacerdoti, che condividono lo stesso carisma e la medesima consacrazione alla missione. 3. Con il suo esempio di laboriosità, il Fratello mostra che il lavoro è sempre riferito a Dio. 4. La diminuzione numerica dei Fratelli e la loro età media elevata non ne consentono la presenza in tutte le comunità di AMV.
61. Proposte operative 1. Nell’ambito della Direzione generale e dei suoi uffici vi sia una persona di riferimento, Fratello o Sacerdote, che s’interessi di questa vocazione, proponga cammini di approfondimento e di formazione specifica, orienti e incoraggi l’AMV, con una adeguata presentazione del Fratello, consacrato per la missione nell’Istituto. 2. Nell’AMV si proponga il Fratello come figura significativa per la missione, possibilmente contando sulla sua presenza. 3. Si promuovano momenti specifici di formazione permanente per i Fratelli, sulla loro identità di laici consacrati. 4. Si ribadisce il progetto di formazione presentato dall’XCG. Se questa, prima del noviziato, non permette un’adeguata educazione religiosa, si supplisca con un anno apposito prima del noviziato.
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