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CAPITOLO 7 – COME È ORGANIZZATO L’ISTITUTO
44 La nostra famiglia missionaria, nel suo insieme, forma un’entità unica, diretta in modo ordinario dal Superiore generale col suo Consiglio. Questa “unità organizzativa corrisponde alla fisionomia desiderata dal Fondatore per l’Istituto” (Cost 102). I missionari e le opere appartengono a circoscrizioni di carattere territoriale, che si distinguono in Regioni o Delegazioni, con Superiore e Consiglio propri, o in gruppi direttamente dipendenti dalla Direzione generale. 44.1 “La comunione, collaborazione e informazione reciproca tra Direzione generale e circoscrizioni favoriscono e garantiscono l’unità di intesa e di azione per il raggiungimento del fine missionario dell’Istituto e lo sviluppo delle circoscrizioni stesse” (Cost 106). 44.2 L’autorità è esercitata secondo il principio della collaborazione, della corresponsabilità e sussidiarietà, con rispetto e considerazione delle persone (cf. Cost 108). 44.3 L’Istituto “riconosce come sue norme: le Costituzioni, il Direttorio generale, le deliberazioni capitolari” (Cost 109).
La comunità locale 45 I missionari vivono in comunità, “nella stessa casa, in comunione di fede, di preghiera e di lavoro” (Cost 146), animate e guidate da un Superiore nominato dalla Direzione della circoscrizione (cf. Cost 147). 45.1 Ogni comunità sia formata da almeno tre missionari (cf. XCG 34). 45.2 Ogni comunità organizzi la propria vita e il lavoro missionario con un progetto comunitario di vita.
Le Circoscrizioni 46 Le circoscrizioni sono dirette dal Superiore col suo Consiglio. Il Superiore: 46.1 dirige e anima la circoscrizione, affinché viva autenticamente la propria vocazione missionaria e religiosa, e raggiunga gli scopi per cui esiste (cf. Cost. 134); 46.2 rappresenta l’Istituto, ecclesiasticamente e civilmente; 46.3 rivolge particolare attenzione all’inserimento dei nuovi confratelli, assicurando loro l’accompagnamento, la dovuta preparazione e l’iniziazione al lavoro; 46.4 ad un anno circa dalla fine del Capitolo (cf. XCG 81) organizza e dirige la Conferenza della circoscrizione, che ha il compito di esaminarne la situazione, stabilire un programma di vita e lavoro, secondo il proprio fine e le direttive del Capitolo e della Direzione generale (cf. Cost 142), e istituire gli uffici ritenuti necessari (cf. Cost 141).
La Direzione generale 47 Alla Direzione generale spetta il governo e l’animazione dell’Istituto, perché sia fedele alla sua vocazione secondo il carisma del Fondatore e compia la sua missione. “È la prima comunità dell’Istituto, che si deve distinguere per testimonianza, comunione e impegno. È segno e vincolo di unità tra i missionari e le Circoscrizioni” (Cost 116).
La visita canonica 48 Realizzata dal Superiore o dal Vice Superiore generale durante il sessennio, la visita canonica è occasione di incontro, revisione, esame dei problemi, momento di riflessione e rinnovamento. Termina con orientamenti concreti, che hanno valore normativo per le circoscrizioni visitate (cf. XCG 79). 48.1 Le visite canoniche seguono la prassi seguente: preparazione previa da parte delle comunità locali, uffici regionali e Consiglio regionale; dialogo individuale con tutti i missionari e momenti di discernimento comunitario; assemblea conclusiva.
Continentalità 49. Continuando la riflessione iniziata nel precedente Capitolo, l’attuale ha avuto un’attenzione speciale per la dimensione continentale, al fine di prospettare un camino unitario nell’ambito dello stesso continente. 49.1 La Direzione generale segua lo sviluppo delle direttive date e le trasformazioni che ne seguiranno, informandone il prossimo Capitolo.
I Consiglieri continentali 50 Hanno il compito di “promuovere e organizzare iniziative continentali ed interregionali nei vari settori della vita e attività missionaria” (XCG 80), al fine di rafforzare la comunicazione e la collaborazione all’interno del continente e con l’Istituto. Gli ambiti dei loro interventi sono principalmente l’evangelizzazione, la GPIC, la formazione permanente, l’AMV, la pastorale.
Il Segretariato generale per la missione 51 Alle dipendenze della Direzione generale e in stretta collaborazione con i Consiglieri continentali, il Segretariato generale per la missione “studia, promuove e sostiene le iniziative di formazione e di aggiornamento in tutti i settori dell’Istituto: formazione permanente, animazione missionaria e vocazionale, pastorale, giustizia e pace, laici missionari” (XCG 82). CONCLUSIONE
52 La parola del Fondatore riassume il nostro stile missionario, che plasma i vari settori della nostra vita. Esso parte dalla santità, unica realtà capace di dare profondità, unità ed efficacia al nostro lavoro. L’opera della missione esige grande santità: “Come missionari poi, dovete essere non solo santi, ma santi in modo superlativo” (VS 111). Il luogo privilegiato per formare il missionario alla santità è la vita quotidiana della nostra missione, fatta di gioie e speranze, di limiti e debolezze, nelle sue varie forme ed espressioni. Si tratta di viverla a imitazione del Signore Gesù, che “fece bene ogni cosa” (Mc 7,37), con la convinzione che “il bene bisogna farlo bene e senza rumore” (VS 128-129). L’efficacia della missione non sta nella straordinarietà o nella grandezza delle opere, ma nell’intensità dell’amore, dell’unità d’intenti e dello zelo apostolico che mettiamo per l’avvento del Regno di Cristo nel mondo. In questo stile di missione la comunità assume un ruolo protagonista; insieme possiamo realizzare le varie attività, programmandole, attuandole con professionalità e valutandole. Con gioia e sacrificio il missionario potrà dire veramente: “tutto faccio per il Vangelo! Tutto, tutto! Mi spenderò e mi sacrificherò” (VS 460). L’invito di Paolo ad offrire noi stessi “in sacrificio vivente, a Lui dedicato e a Lui gradito” (Rom 12,1), unito alla certezza che “annunziando la parola di Dio, io agisco come un sacerdote, perché faccio in modo che i pagani diventino un’offerta a Dio gradita, santificata dallo Spirito Santo” (Rom 15,16), resta il principio saldo della nostra spiritualità missionaria. Tale principio rivela il vero senso dell’esortazione del Fondatore di “essere missionari eucaristici” (Cost 123 e cf. VS 677): fare cioè dell’eucaristia la fonte e il vertice dell’evangelizzazione e della nostra vita. Così la missione diventa liturgia vivente (cf. Cost 12).
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