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Italia: Condivisione dei Superiori Locali Stampa E-mail
Scritto da P. Gianfranco Zintu, imc   
FORMAZIONE DEI SUPERIORI DI COMUNITA’ DELLA REGIONE ITALIA
BEDIZZOLE 27 NOVEMBRE – 2 DICEMBRE 2006



1) COMUNICAZIONE

DIFFICOLTA’
  • Diversità di linguaggio
  • Quello che è importante per me, non lo è per gli altri
  • Ci sono schemi fissi e pregiudizi
  • Lo si sa già tutto: tutto è trito e ritrito.
  • Si prendono decisioni senza consultare o si consulta quando è già stato deciso.
  • Diplomatici e calcolatori nella comunicazione.
  • Non solo non si comunica ma neanche si informa: per esempio, sapere dove siamo.
  • Non si comunica perché è violare la mia privacy e realizzazione personale
  • Caratteri e temperamenti diversi.
  • Si ha difficoltà a parlare di se stessi.

POSITIVI
  • C’è buona volontà.
  • La comunicazione è reciprocamente gratificante
  • Quando c’è apprezzo per l’altro e un camminare insieme con un progetto comune.
  • Cercando spazi fuori dai ruoli delle persone e dal fare: gratuiti
  • Correzione fraterna
  • Anche i momenti difficili possono favorire una comunicazione profonda
  • Quando c’è disponibilità

ORIENTAMENTI
  • Favorire la fiducia e il rispetto reciproco
  • Imparare a ringraziare e a chiedere per favore
  • Più apertura dato che nessuno ha la verità in tasca
  • Non dare niente per scontato e cercare di conoscerci meglio ed evitare giudizi affrettati
  • Incoraggiare
  • Lavare i propri panni in casa
  • Preparare con serietà gli incontri comunitari
  • Non pretendere ma attendere
  • Scoprire e credere al positivo che c’è nell’altro


2) RUOLI – VERIFICA – MISTICA. CASI DIFFICILI

DIFFICOLTA’
  • Come conciliare il carisma personale (quello che so fare, voglio fare, il mio progetto) con il compito che ti affida l’Istituto.
  • Non si crede nella Missione: la Missione non è l’orizzonte di quello che facciamo.
  • Si vuol fare pastorale perché più “comodo” dell’AMV
  • Arroccamento nelle proprie idee che crea difficoltà alla comunità
  • Non si accetta con entusiasmo il servizio qui in Italia

POSITIVI
  • C’è disponibilità e dimensione di fede nell’accettare e nel svolgere l’incarico affidato.
  • Ci si vuol bene al di là dei ruoli di ognuno.
  • Si vede uno sforzo per prepararsi ad affrontare l’incarico ricevuto.
  • C’è condivisione delle responsabilità e la ricerca del consenso quando bisogna prendere decisioni.
  • C’è rispetto del ruolo specifico
  • Spirito do umiltà
  • Si da per primi l’esempio.

ORIENTAMENTI
  • Bisogna prendere l’iniziativa e preoccuparti della vita e del lavoro dell’altro.
  • Cercare non solo gli incontri “ufficiali” ma quelli dove ci si sente come fratelli
  • Accompagnare chi arriva nuovo
  • Che i ruoli siano scritti e chiariti per facilitare il lavoro delle persone (una piccola ratio?)
  • Che ci sia una verifica dei ruoli per aiutare le persone a programmarsi e a lavorare meglio
  • Credere ai ruoli
  • Con le persone che hanno difficoltà saper ascoltare, accompagnare e aver pazienza
  • Non rifiutare nessuno

3) CORRESPONSABILITA’ - ECONOMIA

DIFFICOLTA’
  • Non si fa resoconto economico. Di molti non si conoscono le entrate che gestiscono al margine della comunità.
  • Ci sono visioni distinte sull’economia e sulla povertà
  • Nell’aspetto economico si “scarica barili”: il problema è dell’economo, che si aggiusti.
  • Poca sincerità: ci sono progetti personali che si finanziano a insaputa della comunità creando forti sospetti e tanto malumore.
  • Per alcuni tutto è dovuto. Non c’è nessuna preoccupazione per l’IMC e per la Missione.
  • Mancanza di spazi per condividere i ruoli specifici
  • “Per una buona comunione c’è bisogna prima di una bella confessione”
  • Molto spesso si creano i “miei” benefattori

POSITIVI
  • Si presenta il bilancio sensualmente
  • Si consegnano i resoconti economici
  • Ci vedono disponibili per la missione
  • Si tiene un collegamento con i benefattori e con i parenti
  • C’è preoccupazione per la situazione economica dell’IMC
  • C’è uno sforzo per automantenersi
  • Lavorare per l’IMC e per la Missione superando la visione del “mio” cortile
  • La cura della casa
  • La gioia nel condividere lo sforzo economico e quello che la provvidenza ci da
  • Ci si aiuta vicendevolmente, c’è disponibilità
  • C’è ottimismo e laboriosità

ORIENTAMENTI
  • Avere un budget, un preventivo
  • Sentirsi una vera famiglia
  • Richiamare gli orientamenti dell’IMC con rispetto all’economia
  • Che ci sia più comunicazione per coinvolgere la comunità
  • Continuare ad approfondire il tema della cassa comune
  • Essere cosciente delle spese e del valore dei soldi: quanto costa una macchina, i viaggi…
  • Impegno di aiutare di più la regione
  • Stile di vita sobrio
  • La povertà è la nostra dipendenza anche dal superiore

4) ACCOGLIENZA

DIFFICOLTA’
  • Ci si stanca delle persone e ci si scusa con il tema della privacy e dell’orario
  • Avere ospiti blocca la comunità
  • Quando manca il superiore non c’è nessuno che accoglie
  • Qualcuno approfitta della nostra accoglienza
  • Quando si accolgono quelli di fuori si usano due misure

POSITIVI
  • Ci si accoglie e si fa lo sforzo per conoscerci ed apprezzarci
  • C’è un’attenzione speciale per i benefattori e per i parenti
  • C’è amicizia e spontaneità
  • Disponibilità al dialogo
  • La teologia del “caffè”: quando arriva qualcuno gli si offre un caffè
  • La presenza degli anziani è importante e positiva: raccontano la missione

ORIENTAMENTI
  • Imparare ad ascoltare ed essere prudenti prima di parlare
  • Accogliere come Gesù: visione di fede
  • Essere delicati e per aiutare meglio conoscere i canali appropriati (Caritas…)
  • La accoglienza è anche invitare: giovani per vivere alcuni giorni nella nostra comunità
  • L’accoglienza deve far partecipare la persona della nostra vita comunitaria: soprattutto i momenti di preghiera. (presentare l’orario della nostra comunità)
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Domenica Missionaria

I dom Avvento - B
I Domenica Avvento B

Nell’attesa della sua venuta

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Missione Oggi

La opción por el pobre después de Aparecida: Confirmación, desafío, y búsqueda
INTRODUCCIÓN
 
El objetivo de la ponencia que les voy a compartir es triple:
 
Primero: mostrar cómo Aparecida tiene el inmenso valor no solo de confirmar ( G. Gutiérrez emplea el término de reafirmar) el valor y el sentido de la Opción por el Pobre, expresión que empezó a utilizarse en la Teología desde la Conferencia de Medellín y que popularizó y divulgó la Teología de la Liberación, sino sobre todo, de poner un punto final a las discusiones, ambigüedades, diversidad de interpretaciones que suscitó esa expresión y sobre todo de mostrar el valor fundamentalmente evangélico de la manera de pensar y de actuar que conllevaba la práctica de esta Opción por el pobre.
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