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RADICALITÀ DELLA SEQUELA Stampa E-mail
Scritto da p. Alvaro Pacheco, imc   
Parola

“Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde.” (Luca 11:23)

Meditazione

Sappiamo che Gesù non ha mai forzato nessuno a diventare suo discepolo, a seguirlo fino alla croce. Lui ha sempre rispettato la volontà e la situazione personale di ognuno dei suoi discepoli.

Allo stesso tempo, però, lui ha sempre chiesto radicalità a coloro che hanno deciso di seguirlo. Radicalità non significa fanatismo, intolleranza e violenza, ma disponibilità, umiltà e voglia d’imparare da Lui con un cuore deciso a cambiare. Lui vuole che facciamo del suo vangelo il nostro stile di vita, perché ci vuole felici. La vera felicità la troviamo nel vivere con radicalità l’amore ed il servizio del prossimo, come l’ha fatto Lui.
 

Preghiera

Gesù, mio vero amico,
Sai che ti amo e che sono deciso a seguirti sempre.
Aiutami ad avere ogni giorno il coraggio e la forza
Di rinnegare me stesso, di prendere la croce per seguirti davvero.

Amen.

Azione

Che posto occupa la mia fede in Dio nelle mie decisioni?

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Missione Oggi

La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa
La mia riflessione sulla centralità della Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa è anzitutto quella di un pastore, che attinge certamente al suo cammino di teologo al servizio della Verità che libera e salva, ma soprattutto parla in rapporto ai molteplici vissuti umani che continuamente incontra e a cui annuncia la Parola della fede. È tenendo conto di questi vissuti che vorrei articolare le mie considerazioni costruendo una sorta di “menorah” dello spirito, un settenario ispirato al candelabro sacro, che arde nel Santuario di Dio, per aiutarci a illuminare gli scenari del tempo e gli scenari del cuore con la luce della Parola. Partendo dall’attesa della Parola, dal bisogno cioè di una rivelazione che rompa il silenzio del mondo e delle sue solitudini, vorrei riflettere sul Verbo rivelato anzitutto nel suo carattere di buona novella per tutte le solitudini, per fermare quindi la riflessione sull’evento che ha inondato il silenzio dell’intero creato e ha aperta la possibilità della comunicazione trasformante con l’Amore eterno: “Deus dixit!” – “Dio ha parlato!”.
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