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LASCIARSI INGANNARE Stampa E-mail
Scritto da p. Alvaro Pacheco, imc   
Parola

“Ma i farisei replicarono loro:‘Forse vi siete lasciati ingannare anche voi?” (Giovanni 7:47)

Meditazione

Proviamo ad immaginare che sia Gesù a farci questa domanda. Sì, è facile anche per noi lasciarci ingannare da tante cose che la nostra società ci offre e ci promette.

Basta guardare gli spot pubblicitari per trovare subito il segreto della felicità. Ma la vera felicità non dipende dalle cose, ma dalle persone, cioè, dai rapporti umani che abbiamo creato lungo la vita. Non è il telefonino o l’aria condizionata o la macchina che può ascoltare i miei problemi, darmi una parola di speranza e di consolazione. Certo, abbiamo bisogno delle cose per vivere, ma siccome dopo la morte non le portiamo con noi, dobbiamo curare bene i nostri rapporti.

Preghiera

Gesù, mia verità,
Insegnami a dare il valore giusto alle cose,
Non diventandone schiavo, ma facendo del prossimo
Il centro dei miei interessi e preoccupazioni.

Amen.

Azione

Che posto occupano le cose materiali nella mia vita? Vivo per loro o per gli altri?

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Missione Oggi

La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa
La mia riflessione sulla centralità della Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa è anzitutto quella di un pastore, che attinge certamente al suo cammino di teologo al servizio della Verità che libera e salva, ma soprattutto parla in rapporto ai molteplici vissuti umani che continuamente incontra e a cui annuncia la Parola della fede. È tenendo conto di questi vissuti che vorrei articolare le mie considerazioni costruendo una sorta di “menorah” dello spirito, un settenario ispirato al candelabro sacro, che arde nel Santuario di Dio, per aiutarci a illuminare gli scenari del tempo e gli scenari del cuore con la luce della Parola. Partendo dall’attesa della Parola, dal bisogno cioè di una rivelazione che rompa il silenzio del mondo e delle sue solitudini, vorrei riflettere sul Verbo rivelato anzitutto nel suo carattere di buona novella per tutte le solitudini, per fermare quindi la riflessione sull’evento che ha inondato il silenzio dell’intero creato e ha aperta la possibilità della comunicazione trasformante con l’Amore eterno: “Deus dixit!” – “Dio ha parlato!”.
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