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VITTORIA DELLA SPERANZA Stampa E-mail
Scritto da p. Alvaro Pacheco, imc   
Parola

“Ed esse si ricordarono delle sue parole.” (Luca 24:8)

Meditazione

Ci sono ancora tante domande per le quali non si è ancora trovato risposta. Per esempio, perchè dobbiamo soffrire? Perchè l’essere umano è capace di tanta brutalità, di tanta violenza, di tanta mancanza di rispetto per il prossimo?

Se vediamo il caso di Gesù, possiamo anche chiederci come mai tanti l’hanno odiato fino ad ammazzarlo, anche se è stato uno che mai ha fatto del male o predicato la violenza. Non è per niente facile capire la natura umana fino in fondo. Se poi ci rendiamo conto della facilità con cui noi stessi siamo capaci di odiare, di disprezzare, di fare del male agli altri, diventa ancora più difficile. Ma non dobbiamo lasciarci prendere dalla mancanza di fede e di speranza in noi stessi, cosi come nell’intera umanità. Dio ci ha creati simili a Lui, cioè, innanzitutto capaci di amare e di essere amati. Dobbiamo, allora, anche se nel nostro piccolo mondo, fare il meglio per costruire con tutti rapporti di pace e fratellanza. Poi, Gesù è morto per salvarci, per ridarci la speranza e la gioia di vivere. Nonostante la sofferenza e il dolore, Dio non ci abbandona mai.
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Missione Oggi

La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa
La mia riflessione sulla centralità della Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa è anzitutto quella di un pastore, che attinge certamente al suo cammino di teologo al servizio della Verità che libera e salva, ma soprattutto parla in rapporto ai molteplici vissuti umani che continuamente incontra e a cui annuncia la Parola della fede. È tenendo conto di questi vissuti che vorrei articolare le mie considerazioni costruendo una sorta di “menorah” dello spirito, un settenario ispirato al candelabro sacro, che arde nel Santuario di Dio, per aiutarci a illuminare gli scenari del tempo e gli scenari del cuore con la luce della Parola. Partendo dall’attesa della Parola, dal bisogno cioè di una rivelazione che rompa il silenzio del mondo e delle sue solitudini, vorrei riflettere sul Verbo rivelato anzitutto nel suo carattere di buona novella per tutte le solitudini, per fermare quindi la riflessione sull’evento che ha inondato il silenzio dell’intero creato e ha aperta la possibilità della comunicazione trasformante con l’Amore eterno: “Deus dixit!” – “Dio ha parlato!”.
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