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Kenya: Gli evangelisti contro il museo Stampa E-mail
Scritto da p. Antonio Bellagamba, imc   
ImageSolo due mesi fa, scrissi su questo sito della situazione economica molto favorevole dei ministri evangelici in Kenya (le loro chiese somigliano più a teatri che a luoghi di culto), e sulla pressione che operano sui loro credenti per fargli dare il 10% del loro salario alla chiesa. Quello che sembrava un successo senza limiti, aveva fatto segnare una scia discendente di credibilità e di onestà. Ora questi stessi ministri evangelici stanno portando avanti una questione estranea a molti dei loro seguaci, e che li divide ancor più dal resto dei Cristiani: la questione dell’evoluzione.

Tutto è iniziato perché il Museo Nazionale del Kenya sta ristrutturando le sale di esposizione dove sono esposte le famose ossa degli ominidi, e i ministri evangelici vorrebbero che nel rinnovato museo, queste ossa non venissero esposte, perché, secondo loro, promuovono una teoria dello sviluppo dell’umanità e della terra, contraria al creazionismo biblico. La guerra è sorda, ma combattuta con tutte le forze possibili e alla portata dei Ministri Evangelici, i quali sono inorriditi al pensiero che il Museo Nazionale del Kenya possa diventare uno dei mezzi più potenti e più convincenti, non tanto della teoria dell’evoluzione, ma del fatto stesso dell’evoluzione, e possa offrire l’evidenza più concreta di questo fatto.


Il Vescovo Biniface Odoyo, della Chiesa Pentecostale di Nairobi chiamata “Cristo è la Risposta”, è diventato la forza propositrice di questa campagna contro il Museo. Odoyo è il Presidente dell’Alleanza Evangelica del Kenya, che comprende circa 35 chiese con una popolazione di circa 6 milioni di credenti e seguaci. La sua opposizione è basata sull’influsso che queste ossa potrebbero avere sui bambini riguardo l’evoluzione. Egli ha dichiarato alla televisione e alla stampa: “Io sono molto preoccupato per i bambini che, dopo una visita al Museo crederanno che noi proveniamo dalle scimmie. E questa non è la verità …..questo è uccidere la loro fede”.

Circolano voci che il Vescovo e le chiese evangeliche hanno richiesto a istituzioni religiose dell’Europa e dell’America fondi per poter organizzare una compagna capillare nelle chiese attraverso le omelie domenicali, e nei mass media, e per influenzare i responsabili del Museo in modo che non riportino quelle ossa nel museo stesso. Anzi sembra che si stiano organizzando anche dimostrazioni di massa sia davanti al museo, che al Parlamento, per evitare questa che è considerata dagli Evangelici come “una tragedia per la fede della gente”.

Il rinnovato museo avrà 13 gallerie, ed una di queste conterrà queste ossa che risalgono a circa un milione e mezzo di anni fa e che, come dice il Dott. Mzalendo Kibunja, direttore dei musei del Kenya “sono il gioello più invidiato da tutti i musei archeologici del mondo. Ossa scavate nei pressi del Lago Turkana nel 1984, e che costituiscono il più completo scheletro umano che esiste nel mondo”, chiamato Turkana Boy (il ragazzo Turkana).

Dall’altra parte, i difensori dell’evoluzione sono del tutto esterrefatti che ci siano ancora persone che contrappongono l’evoluzione alla descrizione biblica della creazione. Il Dott. Kibunja ha però affermato che “noi siamo contenti che ci sia questo dibattito. E’ molto utile a tutti, purché si rispettino le opinioni degli altri”. Ed ancora: “Noi però non abbiamo ancora ricevuto ufficialmente nessuna richiesta delle chiese evangeliche. Abbiamo letto su giornali internazionali delle loro intenzioni e strategie”.Il Dott. Wilson Chiko, della Università protestante Daystar, ha reagito con queste parole: “Chiedere che quello scheletro venga rimosso dal Museo, mi sembra troppo estremista. L’uomo non è mai stato una scimmia, e vice versa. Le scimmie c’erano, gli uomini pure, e ognuno si è sviluppato secondo la propria natura, e come l’ecologia richiedeva”.

L’Arcivescovo Cattolico di Nairobi, Mons. Ndingi Mwana a’ Nzeki, ha affermato: “Sono stato informato della campagna dei ministri evangelici: ma la storia dovrebbe essere rispettata: Noi non possiamo negare gli avvenimenti storici”. Poi rifacendosi al discorso del 1996 di Papa Giovanni Paolo II, alla Pontificia Accademia delle Scienze, ha ripetuto: “Oggi, nuove scoperte e nuove conoscenze hanno portato alla conclusione che l’evoluzione è più che una ipotesi”.

La guerra si sta inasprendo. Il Vescovo Adoyo ha accusato il Museo di “voler affermare chiaramente con la sua esposizione dello scheletro ed altre ossa, che l’uomo è l’evoluzione della scimmia e per questo ha offeso tanti Cristiani che credono che Dio ci ha creati”. Il Dott. Chiko ha concluso il suo intervento con un vero monito, forse appropriato: “Le chiese dovrebbero essere interessate nell’evangelizzazione dei giovani e dei bambini, interessarsi della giustizia e della pace, più che essere in pensiero per gli ominidi”.
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