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| Djibouti: Lo Spirito soffia dove vuole! |
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| Scritto da IMC-MC | |
I Superiori Regionali IMC del Continente Africa durante l’assemblea Continentale svoltasi ad Iringa (Tanzania) dopo il X Capitolo Generale, hanno affrontato l’orientamento proposto dal Capitolo, di riflettere su una presenza specifica in un ambiente musulmano. Il primo passo é stato quello di proporre ad alcune Regioni, dove la presenza musulmana é più elevata, di studiare la possibilità di realizzare questa apertura. Le Regioni interessate erano il Kenya, il Tanzania, Costa d’Avorio, e il Mozambico.Nell’assemblea successiva svoltasi a Maputo (Mozambico) si é verificato che nessuna di queste Circoscrizioni vedeva la possibilità di un tale impegno. La Regione Etiopia, che aveva come Superiore P.José Martin Ruiz, ha proposto Gibuti. Infatti nel tempo di Mons. Perron, Vescovo di Gibuti, c’era stata una richiesta ai Missionari della Consolata di inserirsi nella sua Diocesi ( ricordiamo che in Gibuti capitale, vi é l’unica Diocesi in tutto il Paese). In seguito l’attuale Vescovo, Mons. Giorgio Bertin, ha rinnovato questa domanda; le porte erano dunque aperte da parte del Vescovo. Inoltre Gibuti é stato presentato come dotato delle condizioni favorevoli per realizzare gli obiettivi indicati dal Capitolo: un Paese democratico, a maggioranza musulmana, con una relativa tolleranza particolarmente verso la Chiesa Cattolica. Una questione che si poneva era che si trattava di un altro Paese dove IMC non sono presenti. Visto la piccolezza del Paese, 23.000 Km quadrati e in prossimità all’Etiopia, la decisione è che Gibuti sarà presa in considerazione dopo ulteriori visite ulteriori dei Superiori incluse le MC. La nostra vita quotidiana Il 16 marzo si é svolta la tradizionale marcia nel deserto: direzione Arta, paese che dista a circa 45 Km da Gibuti, la capitale. L’organizzazione é stata preparata da P. Armando e condotta da dieci animatori. I temi che hanno accompagnato i pellegrini lungo i quattro chilometri di cammino sono stati tratti dalla lettera enciclica del Papa Benedetto XVI, “Deus Caritas est”. La marcia si è conclusa con la celebrazione Eucaristica nella missione di Arta presieduta da Mons. Giorgio Bertin e concelebrata da P.Sandro, P.André, P.Armando. Dopo la S. Messa, l’agape fraterna ha dato la possibilità ai numerosi convenuti di stare insieme in comunione e nella gioia. Il 20 aprile, riuniti nella casa dei Missionari della Consolata, abbiamo trascorso una giornata di riflessione e di condivisione. L’incontro si é svolto in tre momenti: 1. Djibouti e la povertà.
2. Povertà in Charles de Foucauld. 3. Poveri per Cristo - Djibuoti e la povertà. P. Armando ci ha presentato la realtà di Gibuti sottolineando l’aspetto della povertà. La povertà é un tema messo sovente in discussione perché ambiguo nel vissuto e spesso rimane un’ideale che non diviene vita. Ha evidenziato l’aspetto negativo della povertà in quanto distrugge la persona umana per causa della malattia, della miseria e per la malnutrizione e ci ha fatto riflettere sull’aspetto positivo. Il povero, ogni povero é per sua natura accogliente, solidale, riconoscente, condivide con gioia il poco che ha, vive con serenità il presente e si accontenta del poco che riceve perché si abbandona alla provvidenza. Parlando di Djibouti ha sottolineato che, attraverso gli indicatori dello sviluppo umano, é sotto le norme dei Paesi in via di sviluppo e viene classificato al 154° su un totale di 177 Paesi. La disoccupazione é alta per gli uomini con una percentuale del 54,6% e del 68,8% per le donne. Una parte della sua popolazione, pari al 42,1% vive una povertà estrema e la vita di un Djiboutino non supera i 45 anni. La povertà é legata alla povertà monetaria per mancanza di risorse naturali. Questa riflessione ci ha sfidato profondamente e ci ha reso consapevoli che sono i poveri a richiamarci al nostro essere radicalmente indigenti, sono loro che ci aiutano a riconoscere e ad apprezzare quei valori che spesse volte ignoriamo per paura di perdere la nostra falsa immagine. Il vero povero sa amare. - P.André ci ha presentato la vita e la spiritualità di Charles de Foucauld sottolineando che le virtù da Lui esercitate, quali la povertà, l’umilta, la piccolezza, il nascondimento e la scelta dell’ultimo posto, sono un invito per noi ad annunciare con la testimonianza della vita il Vangelo tra i nostri fratelli musulmani. - Suor Dorota basandosi sul sussidio di Formazione Continuata MC, “Contempliamo Gesù il Figlio Povero” ci ha presentato una sintesi ricca e di grande portata carismatica perché centrata su Gesù povero e sulla nostra risposta alla sua chiamata. |
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