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Novena della Consolata: quinto giorno Stampa E-mail
Scritto da P. Giuseppe Allamano   
ImageNon si è mai troppo devoti della Madonna

Con la sua tenerezza materna la Madonna entra nelle intenzioni del suo Figlio. Sa quanto gli siamo costati, conosce la precisa volontà di Dio che vuole che tutti siano salvi. Non temete di essere troppo devoti della Madonna , di onorarla troppo. Più la amiamo, più ricorriamo a Lei, e più facciamo piacere a Gesù. Tutti i titoli onorifici convengono alla Madonna e la pietà cristiana attribuì a Lei tutti gli uffici di Madre pietosa e misericordiosa. È quindi anche onorata e invocata come protettrice delle anime sante del purgatorio. E veramente la SS. Vergine è Regina, Madre e Consolatrice anche di quelle anime. Dunque ricordatelo: se non saremo devoti della Madonna, non faremo mai niente, né per noi e né per gli altri.

Prima di tutto riguardiamo Maria SS. come vera nostra Madre, sull’esempio di S. G. Cafasso che diceva: «Ricordatevi che avete in Maria SS. una seconda Madre, che vi ama più della prima, senza tuttavia prenderle il posto». In una madre si ha fiducia, le si vuole bene. Eccitiamo in noi l’amore filiale alla Madonna, desideriamo di sentirlo sempre più intenso in noi e diciamole con grande affetto: «Madre mia!». Come non sentire il gusto della mamma? E se si sente per la mamma terrena, perché non per quella del cielo?
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Missione Oggi

La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa
La mia riflessione sulla centralità della Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa è anzitutto quella di un pastore, che attinge certamente al suo cammino di teologo al servizio della Verità che libera e salva, ma soprattutto parla in rapporto ai molteplici vissuti umani che continuamente incontra e a cui annuncia la Parola della fede. È tenendo conto di questi vissuti che vorrei articolare le mie considerazioni costruendo una sorta di “menorah” dello spirito, un settenario ispirato al candelabro sacro, che arde nel Santuario di Dio, per aiutarci a illuminare gli scenari del tempo e gli scenari del cuore con la luce della Parola. Partendo dall’attesa della Parola, dal bisogno cioè di una rivelazione che rompa il silenzio del mondo e delle sue solitudini, vorrei riflettere sul Verbo rivelato anzitutto nel suo carattere di buona novella per tutte le solitudini, per fermare quindi la riflessione sull’evento che ha inondato il silenzio dell’intero creato e ha aperta la possibilità della comunicazione trasformante con l’Amore eterno: “Deus dixit!” – “Dio ha parlato!”.
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