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Tanzania: La Croce dei giovani arriva a Makambako PDF Stampa E-mail
Scritto da p. Remo Villa, imc   
(Foto: p. Marcelo De Losa)Era il 12 dicembre 2006 quando a Nyigo, il paese della nostra parrocchia che confina con la Diocesi di Iringa, abbiamo accolto la Croce della Giornata Mondiale dei giovani, nel suo viaggio verso l’Australia dove quest’anno, in agosto 2007, verrà celebrata la giornata mondiale.

Questa grande Croce, come sappiamo, e’ stata consegnata ai giovani da Papa Giovanni Paolo II nel 1984, a conclusione dell’ Anno Santo della Redenzione. Da allora sta facendo il giro di varie nazioni prima di fermarsi nella citta’ della nazione dove si tiene la Giornata Mondiale dei giovani. Dal 2003, assieme alla Croce vi è anche un’icona della Madonna donata anch’essa ai giovani da Papa Giovanni Paolo II.

Nello scorso dicembre anche la Chiesa del Tanzania, per la prima volta, ha avuto l’opportunità’ di sostare qualche giorno davanti a questo legno, segno della nostra redenzione e di rinnovare, specialmente i giovani, il suo impegno di fedeltà e testimonianza a Cristo crocefisso e risorto.

Njombe e’ stata una delle 13 diocesi del Tanzania che avevano avuto l’opportunità’ di questa grande e storica “visita”. Anche noi di Makambako ci siamo dati da fare affinché il suo passaggio avesse un significato profondo per tutti ma specialmente per i nostri giovani. Una novena molto sentita e partecipata e’ stata la preparazione spirituale che ci voleva.

(Foto: p. Marcelo De Losa)E gia’ a Nyigo tante persone, cristiani e non, si assieparono ai lati della strada statale, in attesa della croce accolta poi con gioia e vero tripudio. Senz’altro per tutti noi era la prima volta che vedevamo questo “legno” che ormai ha fatto il giro del mondo e incontrato centinaia di migliaia di giovani, e quindi tutti volevamo vedere montata la Croce gia’ a Nyigo, ma la cosa fu impossibile, per via della tabella di marcia su cui eravamo gia’ in ritardo.


(Foto: p. Marcelo De Losa)Quindi in corteo con piu’ di 30 macchine ed anche qualche camion strapieno dei cori della parrocchia, ci siamo mossi verso Makambako, dove la gente stava gia’ assiepando l’ultimo pezzo di strada verso la chiesa parrocchiale, e dove la chiesa era gia’ stracolma di fedeli.







(Foto: p. Marcelo De Losa)L’ingresso solenne in chiesa dei contenitori con la croce e l’icona della Madonna fu accolto da un applauso generale, e dai trilli di gioia delle donne, come sanno fare molto bene da queste parti. L’attenzione e la solennità con cui gli incaricati aprirono i contenitori e montarono la croce e l’icona, significavano senz’altro il grande rispetto per questi due “segni” fondamentali della nostra fede.







(Foto: p. Marcelo De Losa)Il vescovo di Njombe, Mons. Alfred Maluma, dopo aver accolto la Croce entrata nella sua diocesi, in alcuni pensieri di riflessione per i fedeli di Makambako, sottolineo’ l’importanza della Croce che ci mostra come sia possibile impegnarsi per gli altri con amore disinteressato. Spiegando il fatto che la Croce non aveva il corpo di Gesu’, ricordo’ ai cristiani che Gesu’ si e’ messo da parte per dare ad ognuno di noi la possibilità di prendere il suo posto, facendoci carico dei pesi e delle sofferenze di chi ci sta vicino e rendendoci disponibili a seguire il piano di Dio senza tirarci indietro.

Da Makambako, molti si sono poi accompagnati al corteo della Croce fino a Njombe, a 70 km da Makambako, dove, ormai sera, due ali di folla accolse il corteo dalla prime case della citta’ fino alla cattedrale.

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Missione Oggi

Globalization and the Gospel: The Challenge of Religious Life
Introduction

For the last couple of days we have been talking about the globalization, the Church, and mission. In this our final day of the conference we want to look at the role of religious life and spirituality in our current global climate. The issue of globalization, as is abundantly clear, is so complex and far reaching that we often do not even know where to begin. As leaders of Religious Communities, you know the great extent to which Religious life also has been affected, positively and negatively, by these changes. Discerning the presence of the Spirit and committing ourselves to the demands of the gospel is the foremost challenge we face, and it is the reason why we are here for these days.
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