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Bibbia E Corano: Un Confronto Sinottico - Una Valutazione Del Libro Di Cherubino Mario Guazzetti PDF Stampa E-mail
Scritto da p. Ottone Cantore   

PRESENTAZIONE DELL'OPERA

1. Autore: L'autore è un cristiano, Salesiano, che coniuga assieme una profonda adesione al Cristianesimo e l'interesse verso l'Islam, di cui è un conoscitore profondo, avendo vissuto per una trentina d'anni nel Medio Oriente.

2. Contenuto: Il libro contiene le seguenti parti:

- Presentazione, di Gianfranco Ravasi
- Introduzione
- Confronto sinottico tra Bibbia e Corano. Essi sono posti su pagine opposte e per questo risulta facile vedere - con un colpo d'occhio - la pagina biblica e quella coranica corrispondente.
Il testo biblico è preso da La Bibbia. Nuovissima versione dai testi originali (Cinisello Balsamo, 1991). Le citazioni del Corano sono prese da: C.M. Guzzetti, Il Corano. Introduzione, traduzione e commento. (Leumann, Torino, 1993).
Il testo biblico è la base; quello coranico è posto vicino a quello biblico.
- Le note: Se ne trovano sia sotto il testo biblico che sotto quello coranico.
Quelle situate sotto il testo biblico servono a:
i. Spiegare maggiormente il testo biblico al lettore
ii. Paragonare il contenuto biblico a quello coranico .
Le note che si trovano sotto il testo coranico hanno varie funzioni:
i. Spiegazione di parole e di frasi ;
ii. Richiamo ad altri testi coranici ;
iii. Paragoni tra episodi narrati dal Corano e testi biblici ;
iv. Spiegazione di elementi storici e geografici ;
v. Spiegazione di concetti teologici .
- Apparati e indici: il libro finisce con i seguenti apparati:
§ Bibliografia essenziale;
§ Concordanza per la grafia biblica e coranica dei nomi (molto valida per collegare il contenuto dei due libri);
§ Glossario (che dà una breve spiegazione dei termini più usuali che s'incontrano nella lettura del Corano);
§ Indice analitico del Corano (esso lista in 45 pagine i nomi propri e i concetti principali che si trovano nel Corano, indicandone il significato, il contesto in cui sono citati e i testi in cui si trovano);
§ Indice delle citazioni dalla Bibbia;
§ Indice delle citazioni dal Corano;
§ Indice Generale.

3. Personaggi e Temi esposti
L'autore, per confrontare la Bibbia con il Corano, fa la scelta più ovvia e semplice: cominciando dal Genesi e proseguendo fino al Nuovo Testamento, sceglie i personaggi biblici che vengono considerati nel Corano. A questa lista sono aggiunti anche i temi: Creazione del mondo; Creazione dell'uomo; Lode al Creatore. In tal modo, risulta facile al lettore rendersi conto di come il Corano abbia trattato tali personaggi, quali siano i dati in comune con la Bibbia e quelli divergenti. Inoltre, per facilitare il confronto, quando i testi biblici e/o coranici sono piuttosto lunghi, essi vengono divisi in capitoletti. Ecco la lista:
- Creazione del mondo;
- Creazione dell'uomo;
- Lode al Creatore;
- Peccato d'Adamo ed Eva;
- Caino ed Abele;
- Noè e il diluvio;
- Torre di Babele e Torre di Faraone;
- Abramo;
- Giuseppe;
- Mosé;
- Saul;
- Davide;
- Salomone;
- Elia ed Eliseo;
- Giona;
- Giobbe;
- Zaccaria, Elisabetta, Giovanni Battista;
- Maria, madre di Gesù;
- Gesù.

 

VALUTAZIONE CRITICA DEL LIBRO

A mio parere, il libro è un'ottima introduzione al Corano in rapporto alla Bibbia, sia per i Cristiani che non conoscono il Corano, sia per i Musulmani che volessero conoscere un po' di più la Bibbia. Ovviamente non posso esaminare tutti gli aspetti del libro. In particolare vorrei annotare gli aspetti seguenti.

Introduzione.
L'autore fa giustamente notare come il confronto tra Bibbia e Corano sia difficile, ma nello stesso tempo necessario, "perché è soprattutto dalla conoscenza reciproca che può nascere lo stimolo al rispetto e alla convivenza pacifica" .
L'autore poi procede nel rilevare le differenze che esistono tra la Bibbia e il Corano.
§ Il Corano è la Parola di Dio che "occupa nell'Islam la posizione centrale occupata da Gesù nel Cristianesimo" .
Questa chiarificazione è importante, perché permette di evitare errori grossolani di valutazione. Oserei anzi aggiungere che - da parte Islamica ovviamente - il Corano viene percepito in una maniera addirittura più perfetta di ciò che noi Cristiani riconosciamo in Cristo. Per noi Cristo è vero Dio (quindi perfetto), ma anche vero uomo (con i suoi limiti umani, ad esempio, limiti di conoscenza), mentre per l'Islam il Corano è totalmente divino e inimitabile, come troviamo in 17,88: "Se anche uomini e ginn si unissero per fare un Corano come questo, pur aiutandosi a vicenda non ci riuscirebbero" .
§ L'autore del Corano è Dio, che detta "parola per parola, anzi lettera per lettera" ciò che il profeta deve scrivere. Questo è profondamente diverso dalla comprensione cristiana ed ebraica della Bibbia, dove l'autore non è il "dattilografo sotto dettato" di Dio, bensì mantiene la sua personalità che si può notare in ogni pagina della Bibbia e del Nuovo Testamento. Per il Cristianesimo questa rivelazione impedisce solo errori in campo dogmatico e morale, non elimina la personalità dell'autore sacro.
§ Mentre il Cristianesimo riconosce le fonti e influenze umane della sua rivelazione, l'Islam non si pone il problema delle fonti del Corano, perché secondo essi, l'unica fonte è Dio .
§ Il Corano, in quanto rivelazione "discesa" da Dio, non può essere tradotto, perché ogni lettera ha un suo significato nascosto.
Vediamo invece come, per il Cristianesimo, la traduzione sia normale, in quanto la Bibbia, per Gesù e la Chiesa Primitiva, era già giunta in traduzione Greca! Quando si accetta una traduzione, si accetta pure una pluralità di vedute, perché ogni traduzione deve mediare tra due mondi diversi. Il detto popolare "traduttore traditore" è quanto mai vero! La mancanza di traduzioni ufficiali del Corano (fino in tempi recentissimi) forse spiega perché l'Islam sia un sistema monolitico.
§ Secondo il Corano, la Bibbia e il Vangelo sono incompleti (in quanto rivelati ad un'umanità immatura) e corrotti nel corso dei secoli; di qui la necessità di una nuova rivelazione .
Certo - a mio parere - il confronto con questa critica islamica nei nostri confronti ci sprona ad un esame di coscienza!
§ Il concetto di Profeta, per l'Islam è quello di "legislatore", non quello biblico di colui "che fa conoscere i misteri divini" . A mio parere, questo concetto è inadeguato a rappresentare i profeti biblici.
§ Inoltre i maggiori profeti biblici (Isaia, Geremia, Ezechiele, Osea, ecc.) sono ignorati dal Corano. Perché? L'autore opina che forse gli ebrei con cui Mohammed ebbe contatto non erano interessati agli ideali religiosi e morali con cui questi profeti ebbero contatto .


GIUSEPPE

Il Corano dedica alla figura di Giuseppe la sura n. 12, che è considerata la più bella del Corano. I due insegnamenti principali che traggo dalla lettura del testo coranico sono:
- Dio provvede alle necessità dei suoi seguaci, anche in mezzo ai pericoli più gravi. Ciò è dimostrato dal comportamento integerrimo del giovane Giuseppe, schiavo in un paese straniero, benché desiderato con forza e prepotenza dalla sua padrona e benché sentisse ardente desiderio sessuale per lei (12,24). In questo, il Corano segue il modello Biblico.
- Giuseppe è presentato come un perfetto musulmano , un perfetto "hanif", in quanto obbedisce a Dio. Qui l'enfasi è più musulmana, anche se ha fondamento biblico.

Il confronto però tra il testo biblico e quello coranico rivela i seguenti aspetti:
- Nella Bibbia la descrizione è psicologicamente fine e rivela forte tensione ed emozione (es. Gen 39,7-11 e 45,1-15). Inoltre, come fa chiaramente notare Guzzetti , il contesto del racconto biblico è molto più tipicamente egiziano, con la presenza di maghi, indovini, carestie e prosperità causate dal Nilo, il Faraone e la corte.
- Il racconto coranico di Giuseppe invece è "anacronisticamente islamico, e lo stesso Faraone non è che un qualsiasi re" . Inoltre la finezza psicologica "è quasi assente nel racconto coranico" ; esso è più freddo del racconto biblico .
Dal confronto pertanto tra i due racconti per me è chiaro che:
- Il racconto biblico è senz'altro da preferirsi da un punto di vista estetico, storico e psicologico. E' doveroso però aggiungere che la mia valutazione è basata sulla lettura in traduzione e sulla valutazione del Guzzetti; non sono certamente in grado di valutare il testo coranico in Arabo!
- Alla base del racconto coranico c'è il racconto biblico, nonostante sembra che il Corano - nell'interpretazione del Guzzetti - neghi tale dipendenza. Infatti in 12,102 leggiamo: "Questa è una delle storie del mondo invisibile che noi ti riveliamo" . Eppure la dipendenza letteraria dalla Bibbia è evidente!


MARIA

Il Guzzetti fa notare i seguenti punti:
- Le fonti da cui il Corano trae le sue informazioni su Maria, Gesù, Zaccaria, Elisabetta e Giovanni Battista sono il Nuovo Testamento, gli Apocrifi e fonti eretiche, specialmente manichee .
- La narrazione su Maria si trova specialmente in sura 3 e 19, con varie altre citazioni .
- L'Islam, a causa dell'accentuazione della trascendenza divina, rigetta assolutamente il concetto d'incarnazione (19,35) .
- Il Corano dimostra un grande rispetto verso Maria, Gesù e Giovanni Battista .
- La venerazione coranica di Maria probabilmente era alimentata dalla grande venerazione che c'era verso di lei nel Cristianesimo Bizantino e dal fatto che - nella stessa Caaba - si trovasse un'immagine della Madonna col Bambino, che Maometto volle conservare anche dopo la conquista della Mecca del 630 .

Vediamo adesso alcuni dettagli. Per quanto riguarda l'ANNUNCIAZIONE, il Corano presenta:
§ Due versioni per i messaggeri di Dio a Maria: l'angelo Gabriele ("Spirito di Dio") in 19,17-21 e gli angeli in 3,45-46.
§ La verginità di Maria è sottolineata in modo più esplicito e concreto che nel Vangelo. Maria afferma con enfasi: "Nessun uomo mi ha mai toccata" (3,47); e "Non sono una donna dissoluta" (19,20).
§ L'onnipotenza divina è presentata in modo più concreto che nei Vangeli: "Dio crea ciò che vuole. Quando decide una cosa, non ha che da dirle: 'Sii!', ed essa è" (3,47b).

Per quanto riguarda la NASCITA DI GESU', vediamo che:
§ Il contesto in Luca è ben definito, mentre "il Corano si limita ad un racconto generico, senza alcuna indicazione storica o geografica, e situato in un ambiente tipicamente arabo" .
§ Il Corano chiama Maria "sorella d'Aronne" (19,28). E' questo dovuto a confusione tra la Maria del Nuovo Testamento e quella dell'Antico Testamento? Il Guzzetti propugna l'opinione che il Corano non confonde le due donne chiamate Maria, bensì intende "sorella d'Aronne" come a significare "della discendenza di Aronne" .
§ Il Corano, basandosi su racconti apocrifi, fa parlare Gesù appena nato, per scagionare Maria dall'accusa di essere donna dissoluta (19,30-33).
§ Il Corano sottolinea che Gesù è "figlio di Maria" (19,34), per indicare che non si tratta affatto di figliolanza divina.
§ Maria viene chiamata "Santa" (5,75), che nel testo arabo è "siddiqa", cioè "veritiera, sincera, giusta, eccellente, e quindi santa" .
§ La figura di Giuseppe come sposo di Maria è totalmente taciuta nel Corano, probabilmente per sottolineare il carattere miracoloso della nascita di Gesù. Si trovano però vari hadith che riguardano Giuseppe .


GESU'

La figura di Gesù, centrale per il cristianesimo, è anche molto importante per l'Islam. Il Guzzetti fa notare i seguenti aspetti della trattazione coranica di Gesù.
§ E' un operatore di miracoli fin dall'infanzia e giovane età (19,30-33; 3,48-49; 5,112-115) .
§ E' un profeta (19,39), in tutto inferiore a Maometto. Questa inferiorità è dimostrata anche - secondo il Corano - dal fatto che Gesù annuncia la venuta di Mohammed (61,6) .
§ E' un messaggero di Dio (4,171; 61,6).
§ E' il Messia, inteso non in senso ebraico-cristiano di "Unto" e "Consacrato da Dio", bensì in senso di uno che "tocca" o "è toccato" .
§ E' un esempio da seguire (43,57-58).
§ Ha maledetto i miscredenti (5,78) .
§ Molti degli insegnamenti evangelici sono riflessi nel Corano: ad esempio, perdono e riconciliazione (42,40), elemosina in segreto (2,271) .
§ Gesù, secondo 4,157-158, non morì in Croce, ma fu sostituito da uno simile a lui, mentre lui fu innalzato in cielo da Dio .
§ Certamente Gesù non è figlio di Dio. Su questo il Corano è enfatico. Esso rigetta con forza ogni affermazione della Trinità (4,171; 5,73; e 5,116) .


CONCLUSIONI

Vorrei terminare questa valutazione del libro con le seguenti conclusioni.

· Il tema Bibbia e Corano potrebbe essere presentato in vari altri modi: (a) l'idea di Dio nella Bibbia e nel Corano; (b) valori morali nella Bibbia e nel Corano; (c) antropologia in Bibbia e Corano; (d) fondamentalismo in Bibbia e Corano; e altri ancora. Guzzetti ha scelto il metodo più chiaro e facile per confrontare i due testi sacri. Una sinossi permette con chiarezza di vedere i punti in comune e quelli divergenti . Solo dopo aver visto con chiarezza il confronto sinottico tra Bibbia e Corano, lo studioso può addentrarsi in paralleli tematici più profondi.

· Da un confronto spassionato tra Bibbia e Corano emerge chiaramente che il Corano ha tratto dalla Bibbia, e da altre fonti, molto materiale , anche se non si pone il problema delle fonti. Questo fatto pone in evidenza una divergenza notevole tra Cristianesimo e Islam. Il Nuovo Testamento infatti cita ampi brani direttamente dall'Antico Testamento (cfr. per esempio Mt 11,10; 11,23; Lc 3,4-6; e tanti altri…). Inoltre la Chiesa accetta come Parola di Dio tutto l'Antico Testamento degli Ebrei, invitando il credente alla lettura/ascolto diretto del testo. Non così l'Islam, che sottolinea solo l'origine divina della rivelazione a Mohammed, senza preoccuparsi delle fonti bibliche della Rivelazione. Su questo punto il Cristianesimo dimostra un senso storico e critico ben superiore all'Islam, in quanto accetta come Parola di Dio non solo il Nuovo Testamento (che è fondante per il Cristiano), ma anche l'Antico Testamento (che era la Bibbia di Gesù).

· Una lettura attenta del nostro libro permette di conoscere un poco l'Islam. Ciò è molto valido, sia perché molti Musulmani si trovano adesso in tutto il mondo, sia perché noi Cristiani crediamo che i Semi del Verbo sono sparsi dappertutto .

· La lettura sinottica di Bibbia e Corano ci permette di capire che, anche quando si parla dello stesso personaggio biblico, e anche quando si usano perfino gli stessi termini, ci possono essere divergenze notevoli di significato, ad esempio circa Maria e Gesù. Per noi Cristiani Gesù è il Figlio di Dio. Non ci può essere vero cristianesimo senza questa fede in Gesù, Figlio di Dio. Non è così per i Musulmani, come abbiamo visto sopra. Questo è bene sempre ricordarlo in un dialogo interreligioso, altrimenti si creano equivoci pericolosi, che possono portare alla confusione.

· Nella lettura del Corano in rapporto alla Bibbia, mi hanno colpito i seguenti elementi in senso positivo:
- Concretezza di linguaggio, ad esempio circa la verginità di Maria (3,47 e 19,20) e l'onnipotenza di Dio (3,47);
- Enfasi sul riconoscere i "segni" di Dio (es. 10,92; 2,61; 26,8; ecc.). Questo concetto è profondamente biblico e importante per la vita di rapporto con Dio.
- Vita morale di bontà con gli altri (es. 28,77; 21,90), d'onestà (38,24), di carità concreta (17,23-26).

· Invece i seguenti elementi coranici mi lasciano piuttosto perplesso:
- Mancanza di senso storico, come si vede, per esempio, nel trattamento della storia di Giuseppe di cui ho scritto sopra;
- L'arbitrarietà del comportamento di Dio, che è certamente strana ed anzi contradditoria (ad esempio, nel trattamento della morte reale o solo apparente di Gesù in croce);
- Mohammed predice l'inferno ad Abu Lahab e sua moglie (11,1-5). Questo mi sembra dimostrare uno spirito vendicativo che, a mio modo di vedere, non troviamo né nella Bibbia né nel Nuovo Testamento .

· Mancanza di considerazione della personalità dell'autore sacro, per sottolineare che tutto il testo è "disceso" direttamente da Dio. Questo atteggiamento deriva dal desiderio di presentare Dio come trascendente, ma non dà uno spazio realistico alla funzione dell'autore umano, che scrive il testo con le sue limitatezze. Tali limitatezze sono visibili in molti modi, ad esempio nel cambiamento d'opinione circa la qibla, o direzione della preghiera .
Tutti i documenti prodotti da persone umane, inclusa la Bibbia e il Corano, dimostrano chiaramente i limiti dello scrittore. Il negarlo comporta un esercizio impossibile, un chiudere gli occhi all'evidenza, un "arrampicarsi sui vetri", nel vano tentativo di provare che tutto deriva direttamente da Dio, anche le contraddizioni. La Chiesa Cattolica riconosce che la Bibbia è opera umana e divina. L'ispirazione divina salvaguarda gli aspetti dottrinali e morali "per la salvezza" . Tutto il resto è opera dell'autore umano.
Di qui l'accettazione della lettura critica di ogni testo. Per l'Islam invece questa mediazione umana non solo non è riconosciuta, ma viene semplicemente negata. Il Corano è solo Parola di Dio discesa dal cielo. Di conseguenza la lettura critica del Corano è inaccettabile. Per cui la sola lettura accettabile è quella fondamentalista.
Questa tendenza dell'Islam a porre l'accento sull'azione divina e a svalutare quella umana è evidente anche in testi fondanti. Ad esempio, in Gen 2,19 è l'uomo che impone il nome agli animali (indicando così il proprio dominio sul mondo animale). Nel passo corrispondente islamico (2,31) è Dio stesso che impone il nome a tutte le cose, rivelandolo poi all'uomo. Inoltre il dramma del peccato, che è così finemente e plasticamente presentato in Gen 3 (tentazione - peccato come ribellione - conseguenze - perdono da parte di Dio) è appena abbozzato nel Corano (2,36-39), con l'enunciazione: peccato - perdono da parte di Dio - cacciata dal giardino - responsabilità umana. Anche questo confronto mostra la superiorità artistica, letteraria, psicologica della Bibbia sul Corano.

· Infine un confronto tra Bibbia e Corano non può non tener conto delle seguenti differenze:
- Principio di Traduzione.
Come abbiamo già visto precedentemente, l'Antico Testamento arriva ai Cristiani in varie lingue (Aramaico ed Ebraico) e anche in traduzione (Greco). L'accettazione del principio di traduzione comporta l'accettazione di pluralità di punti di vista, perché ogni traduzione, anche quella che cerca di essere fedelissima, introduce nuove interpretazioni. Infatti la traduzione è come un ponte tra due culture. Per portare un testo dalla cultura che l'ha prodotto a quella che lo riceve, necessariamente deve essere spiegato in termini "nuovi", non originali, accessibili alla nuova cultura; di qui la necessità di interpretare il messaggio originale. Questo porta a pluralità di vedute, perché almeno due punti di vista devono essere tenuti presenti: quello originale e quello della lingua in cui si vuole tradurre il testo. Pertanto la Bibbia, per i Cristiani, sin dall'inizio permette un'apertura pluralistica a varie forme culturali.
Non così per l'Islam, che insiste sin dall'inizio sull'Arabo come la lingua essenziale della Rivelazione divina e della preghiera. Tutto questo fissa la forma e il contenuto della rivelazione, ed impedisce l'apertura ad interpretazioni nuove.
- Lunghezza del periodo in cui è avvenuta la Rivelazione.
Per l'Antico Testamento abbiamo un periodo molto lungo, di oltre 1000 anni. Questa lunghezza comporta notevoli varietà di esperienze religiose, di autori, di generi letterari. Una persona che accetta l'Antico Testamento come Parola di Dio è sfidata continuamente a capirne la varietà, a discernere tra l'essenziale e il messaggio che ebbe valore solo circostanziale, insomma, a cogliere il "canone nel canone".
Questo avviene anche, in minor misura, per il Nuovo Testamento, che fu scritto in circa 50 anni, e che racchiude l'esperienza religiosa di oltre 70 anni. Anch'esso fu scritto da molteplici autori che usarono generi letterari diversi (Vangeli, Epistole, Racconti, Letteratura Apocalittica).
Non così per il Corano. Il tempo in cui fu scritto è relativamente breve: al massimo 23 anni . La sua rivelazione fu pronunciata da una sola persona: Mohammed. Ci furono più varianti testuali, ma il processo d'unificazione del testo fu avviato molto presto . Un testo unificato fu imposto su tutti pochi anni dopo la morte di Mohammed . Tutto ciò porta ad un messaggio uniforme che difficilmente permette un pluralismo di vedute.


CONCLUSIONE

Da questo studio ho tratto notevoli vantaggi per una migliore conoscenza dell'Islam e del suo testo fondante, il Corano, proprio mettendolo in paragone con la Bibbia e il Nuovo Testamento, testi fondanti del Cristianesimo.
Come risultato di questo lavoro, sento d'apprezzare maggiormente la Bibbia e il Cristianesimo. Auguro lo stesso risultato a chi legge con attenzione il libro del Guzzetti.

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Se ha pedido una reflexión sobre cómo usar los bienes materiales durante el currículo formativo del Misionero de la Consolata. Tema actual en este momento histórico que estamos viviendo a nivel de sociedad y a nivel de Instituto. A nivel socio-económico nos encontramos en una sociedad post-moderna donde el consumismo arrasa no sólo las personas sino también las estructuras e vida de la Iglesia. A nivel de Instituto porque hoy nuestras comunidades son internacionales e interculturales con diferencias culturales en la apreciación de pobres y pobreza, de economía y hasta de estratos sociales bien diferenciados.
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