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1 IL TITOLO Il titolo della tesi, tradotto dall'originale inglese, è: MOZAMBICO, IL CAPITALISMO NEO-LIBERALE E MORALITÀ, IMPLICAZIONI PER UNA TEOLOGIA DELLA GIUSTIZIA IN CONTESTO. In esso troviamo alcuni termini importanti: 1.1 Mozambico e contesto sottolineano la dimensione reale del nostro studio. Il nostro discorso fa riferimento a una economia reale, quella che si svolge in Mozambico, con tutti i diversi fattori economici e non-economici, nazionali ed internazionali che la determinano. Non ci limitiamo quindi a qualche teoria sulla economia in senso generale. Il nostro campo è ben definito. Questi termini ci offrono anche il punto di vista teologico della nostra indagine. Si tratta di una Teologia Morale Sociale della Chiesa in Mozambico, che riflette il suo ambiente socio-economico e politico e la sua consapevolezza e responsabilità di essere Chiesa attiva nel suo contesto storico. Abbiamo riflettuto dal di dentro piuttosto che dal di fuori della Chiesa in Mozambico. 1.2 Neo: questa parola applicata al capitalismo liberale implica un capitalismo che va al di là delle frontiere e delle considerazioni nazionali. L'economia di oggi è fondamentalmente capitalista e irreversibilmente planetaria. Di conseguenza, la sua moralità implica una dimensione e una responsabilità internazionali. 1.3 Giustizia riflette il leitmotiv morale di tutto il nostro discorso. È a partire dalla giustizia che parliamo del primato del soggetto umano nello sviluppo, del bene comune e dei modi della sua promozione. 1.4 Moralità e Teologia implicano che i valori proposti nella nostra tesi presuppongono l'atteggiamento e i contenuti essenziali della fede cristiana. Però, non si limitano unicamente al mondo cristiano, perché l'economia tocca la vita di tutti i popoli, culture e religioni. 2 L'OBIETTIVO Il nostro obiettivo è quello di dimostrare che la centralità del soggetto umano è fondamentale per lo sviluppo integrale e sostenibile in Mozambico. Tuttavia, l'economia di mercato centrata sul profitto, la mentalità neo-liberale che la ispira e la politica economica nazionale neo-liberale non prendono in seria considerazione questa realtà. 3 LE MOTIVAZIONI 3.1 Uno sforzo per dare un senso morale a un popolo che sta cercando di uscire moralmente e spiritualmente da 30 anni di guerra, anche se attualmente soffre ancora a causa delle conseguenze di questo conflitto; a un paese che dopo anni di un'economia pianificata secondo il modello socialista sta sperimentando le delusioni del capitalismo neo-liberale globale; ad una Chiesa che nonostante i suoi 5 secoli di storia ha cominciato a crescere solo dopo la seconda guerra mondiale, perdendo quasi tutto il suo personale e le sue infrastrutture con l'arrivo dell'indipendenza nazionale (1975); ad una Chiesa che ha sofferto a causa di una propaganda costante contro la religione in generale e contro la sua fede in particolare e che adesso sta cercando di riorganizzare la sua vita interna e le sue attività pastorali in un mondo e in una società che stanno cambiando rapidamente. 3.2 La mancanza sul posto di uno studio teologico-morale consistente su questioni economiche in un momento in cui l'economia è alla base della maggior parte dei discorsi nazionali ed internazionali. Il Mozambico è un paese ancora non studiato dal punto di vista economico-morale. La Chiesa locale sta cercando la sua via ispiratrice in merito a questo particolare settore. 4 LE FONTI 4.1 La bibliografia Tre criteri hanno determinato la nostra scelta bibliografica: la Teologia Morale Sociale, in particolare la dottrina sociale della Chiesa; l'ordine economico internazionale; e la situazione socio-economica e politica del Mozambico. Le nostre fonti primarie sono: la Centesimus Annus, per la parte teologica; "Effects of Globalisation and Liberalisation on Poverty: Concepts and Issues", della Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) per la parte sull'ordine economico internazionale; e la politica ufficiale dello sviluppo del Mozambico - O Programa do Governo: 2000-2004, per la parte sulla situazione socio-economica e politica nazionale. 4 LA METODOLOGIA Abbiamo adottato un approccio analitico, sintetico e descrittivo-storico. Si tratta infatti di una metodologia complessa. Questo approccio è importante in qualsiasi studio morale di una economia reale come è nel nostro caso. LO SVOLGIMENTO DELLA RICERCA Il primo capitolo è dedicato all'analisi dell'attuale ordine economico internazionale: il suo funzionamento, le sue politiche fondamentali, la centralità del profitto e gli ambivalenti sforzi, particolarmente nazionali, fatti per una sua umanizzazione. Contro questa situazione planetaria, abbiamo presentato il bene comune da una prospettiva internazionale, sottolineando l'importanza dell'interdipendenza nel mondo globalizzato d'oggi. Il secondo capitolo presenta la situazione economica del Mozambico. Il paese diventa sempre più povero perché costretto a spendere più di ciò che costituisce le sue entrate ogni anno. Il terzo capitolo è un confronto fra i contenuti dei primi due. Riprende il tema delle politiche macroeconomiche globalizzatrici alla luce della giustizia e dei principi di solidarietà, sussidiarietà e responsabilità. L'ultimo capitolo, infine, sottolinea il primato del soggetto umano negli sforzi per lo sviluppo del Mozambico. Nonostante tutte le difficoltà, il governo mozambicano rimane il primo responsabile della vita dei suoi cittadini.
RISULTATI 1 PROBLEMMA CHIAVE La internazionalizzazione delle politiche macroeconomiche e di conseguenza dei mercati, degli investimenti, del commercio e dell'informazione , ossia la globalizzazione, non è uno sviluppo spontaneo che si inserisce gradualmente nell'evoluzione normale dei processi legislativi internazionali e nazionali, beneficiando l'umanità intera. Nel nome della libertà del mercato globale la crescita economica naturale viene manipolata da politiche rigide, basate sul debito estero e destinate ad arricchire una percentuale molto piccola degli abitanti del pianeta già super-sviluppati a scapito del resto dell'umanità, e senza la condivisione del genio inventivo e innovativo nella scienza e nella tecnologia. La giustizia, e di conseguenza il bene comune, vengono abbandonati. 1.1 Le politiche macroeconomiche globalizzatrici e le loro conseguenze 1.1.1 Punti essenziali [a] Stabilizzazione macroeconomica a. La svalutazione delle monete nazionali e la uniformizzazione dei tassi di cambio. b. L'aumento dei tassi d'interesse. c. La de-regolazione che consiste: (i) nella liberalizzazione, cioè, nell'eliminazione o non-applicazione delle leggi che controllano il costo del lavoro, (ii) il cambiamento dei rapporti ad intra e ad extra del mercato nazionale per creare uno spazio ampio e libero per il funzionamento del principio della domanda e offerta, (iii) l'eliminazione dei sussidi e dei controlli dei prezzi. d. Una revisione periodica dei prezzi dei carburanti per spingere l'economia rapidamente verso gli obiettivi delle riforme. NB: Gli obiettivi immediati di queste strategie sono: (i) il controllo dell'inflazione, (ii) l'apertura del paese alle forze e alla disciplina del mercato globale realizzate particolarmente dalle multinazionali, (iii) l'incoraggiamento della crescita economica, (iv) l'aumento dell'impiego, e, (v) la garanzia del pagamento degli interessi sul debito. Con la perdita del controllo dei punti strategici dell'economia sulle forze del mercato, i governi dei paesi in via di sviluppo cercano di garantire la loro sopravvivenza tramite: (i) la modernizzazione del sistema delle imposte, (ii) la ritirata dallo stato sociale, e (iii) la riduzione dei suoi servizi ed investimenti. Il motivo è il contenimento del deficit del suo bilancio. [b] Aggiustamento Strutturale L'aggiustamento strutturale mira al rafforzamento dei punti della stabilizzazione macroeconomica e all'apertura totale della struttura economica del paese sulla base delle esigenze delle forze del mercato globale. I suoi punti chiavi sono: (i) la de-regolazione del sistema bancario e del mercato finanziario, e (ii) la privatizzazione della terra e di altre infrastrutture controllate dallo stato . NB: Per assicurare l'implementazione piena di queste politiche, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale esigono tre misure chiavi: (i) una revisione del sistema legale del paese, particolarmente nelle sue dimensioni economiche, fiscali e monetarie per favorire una implementazione piena dei punti essenziali della stabilizzazione macroeconomica e dell'aggiustamento strutturale del paese che cerca i prestiti, (ii) l'esecuzione di questi punti per alcuni anni prima dell'approvazione dei prestiti e (iii) la creazione di un personale tecnico residente delle due organizzazioni per accompagnare la riorganizzazione di ministeri chiavi e dell'economia in generale. In questo modo, i governi eletti democraticamente nei paesi in via di sviluppo diventano strumenti per l'esportazione di capitali ai paesi più ricchi dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) che controllano le organizzazioni di Bretton Woods. 1.1.2 Dimensioni aggravanti della povertà nei paesi in via di sviluppo: [a] La svalutazione delle monete nazionali riduce il valore dei prodotti locali, favorendo così gli investitori stranieri e gli esportatori che agiscono con la valuta estera forte. Questa politica taglia il potere locale d'acquisto costringendo la maggioranza dei cittadini senza la moneta estera alla povertà. [b] L'aumento dei tassi d'interesse limita il credito bancario ai più ricchi ed efficienti che hanno la possibilità di ripagarne i debiti in fretta con il profitto. I poveri vengono abbandonati. [c] La liberalizzazione del lavoro secondo il principio di domanda e offerta costringe gli operai alle fluttuazioni del mercato. Anche se aumenta l'impiego, la povertà continua ad aumentare perché il lavoro non viene ben remunerato. Le tecnologie moderne limitano la manodopera al minimo valorizzando primariamente il servizio specializzato. [d] L'eliminazione dei sussidi, dei controlli sui prezzi e sulle dogane, e la modernizzazione del sistema delle imposte eliminano lo stato come punto di riferimento per i poveri. Il governo diventa un fattore del principio di domanda e offerta. [e] L'aumento periodico dei prezzi delle risorse energetiche aumenta il prezzo del trasporto ed isola le zone rurali dai centri urbani. I prodotti agricoli dalle zone rurali non possono essere facilmente trasportati in grandi quantità e venduti nei centri urbani nazionali a prezzi accessibili. Le città rimangono fondamentalmente rifornite dai prodotti importati dal mercato globale. NB: L'internazionalizzazione dell'economia ha inevitabilmente condotto all'internazionalizzazione dei prezzi, anche di quelli dei prodotti locali. I prezzi vengono calcolati sulla base della moneta più forte ed internazionalmente cambiabile, cioè, il dollaro americano. È così che sorge la parola dollarisation che viene usata anche nei documenti internazionali. La povertà nei paesi in via di sviluppo viene così ulteriormente aggravata dal fenomeno dollarisation. I fattori indicati sopra agiscono contemporaneamente e vengono complicati ulteriormente da altri fattori economici e non economici, locali ed internazionali. L'economia è sempre inserita in tanti fattori che la determinano. 1.2 Valutazione morale L'obiettivo primario di queste politiche è il profitto tramite una crescita economica rapida, sotto il controllo di poche mani efficienti e già ricche ma senza la corrispondente giusta distribuzione. Le relazioni economiche di nazioni intere vengono ristrutturate secondo politiche globali, per favorire profitti stranieri più ampi possibili e a breve scadenza. La dignità e la centralità della persona umana vengono così sostituite dal profitto. La giustizia è stata definita dal Professor de la Torre come il "dinamismo regolatore generale e totalizzante che organizza l'intera area del vivere morale dell'uomo" . La sua mancanza nelle relazioni economiche nazionali ed internazionali è quindi una cosa seria. Nelle politiche macroeconomiche globalizzatrici non esiste una base solida per la giustizia contributiva. Ciò che i cittadini dei paesi poveri contribuiscono con le loro tasse e i loro prodotti agricoli, che costituiscono una parte importante delle esportazioni nazionali, viene impiegato per fini quali: il pagamento dell'interesse del debito estero, il rimpatrio dei profitti degli investitori stranieri e quasi-nazionali, fatto in moneta estera, e l'importazione dell'energia che arricchisce i pochi ricchi, più che la maggioranza povera. I contributi non conducono ad un'accumulazione di capitale sufficiente per il fabbisogno nazionale. L'inadeguata giustizia contributiva ha dure ripercussioni anche sulla giustizia distributiva. I governi non trovano fondi sufficienti per impegnarsi nel campo sociale, particolarmente nei settori chiavi come l'istruzione e la salute. Con l'aumento della povertà aumenta anche l'analfabetismo, le epidemie e la mortalità infantile. Non è viabile neanche la giustizia commutativa. I prodotti primari dei paesi in via di sviluppo e la loro manodopera non specializzata non sono competitivi sul mercato mondiale. Ecco perché gli immigranti non specializzati non riescono a trovare facilmente impiego stabile anche se riescono ad arrivare nel primo mondo, alle fabbriche che cercano operai. Si indebolisce anche la giustizia sociale. La classe media sparisce. La società viene composta da una maggioranza che vive in una povertà che si aggrava sempre di più e da una minoranza ricca che diventa sempre più ricca e sempre più piccola e che vive, psicologicamente e moralmente, nel primo mondo pur trovandosi fisicamente nel terzo mondo. L'unica "giustizia" che rimane è quella retributiva perché quando i ricchi si sentono minacciati, manipolano il ruolo coercitivo dello stato per difendersi. Ma è chiaro che, pur non giustificando tutti gli atti "illegali" dei poveri, difficilmente si può parlare di giustizia in questo caso. In situazioni estreme la proprietà privata diventa proprietà comune. I principi portatori della giustizia: solidarietà, sussidiarietà e responsabilità, non appaiono da nessuna parte nelle politiche globalizzatrici. In fondo, è il bene comune a quasi tutti i livelli che viene sostituito dal profitto. Una carenza morale multiforme e consistente in politiche socio-economiche planetarie, produce delle ripercussioni che vanno al di là delle frontiere nazionali. Nel caso dei Programmi di Aggiustamento Strutturale, le conseguenze sono la degradazione ecologica, la migrazione massiccia illegale, la insostenibilità della democrazia, la criminalità organizzata ed il terrorismo. Queste carenze esigono un'attenzione maggiore al bene comune globale e nazionale. Viviamo in un mondo interdipendente. 2 IL MOZAMBICO PERDE 2.1 Le cause 2.1.1 L'ordine economico internazionale è ispirato dalle politiche macroeconomiche neo-liberali anziché dalla giustizia di cui il Mozambico potrebbe beneficiare. Gli interessi privati delle multinazionali dei paesi forti costituiscono i fattori determinanti dell'andamento del mercato globale. 2.1.2 La società mozambicana non è così diversificata e specializzata da potere competere economicamente su scala nazionale e mondiale. 2.1.3 Il Mozambico non affronta il mondo come un'unità compatta. Pressioni economiche dall'esterno aggravano il problema interno del regionalismo. 2.1.4 La corruzione crescente e sempre più complessa. 2.1.5 La Chiesa, che serviva come punto di riferimento nel campo sociale, particolarmente nel settore dell'istruzione e della salute, è stata indebolita dal marxismo-leninismo. Le organizzazioni non-governamentali, condizionate dalle politiche dei governi dei loro paesi di provenienza piuttosto che dalle necessità del Mozambico, non hanno mostrato d'essere capaci di inserirsi nella cultura locale, come faceva e ancora fa la Chiesa nella sua missione di promozione umana. LA NOSTRA PROPOSTA MORALE La cosa più importante oggi non è quella di tornare indietro ad un'economia nazionale, ma piuttosto quella di lavorare per una globalizzazione che sia retta a livello nazionale ed internazionale secondo criteri di giustizia. La Tobin Tax può servire come uno dei punti chiavi in questo campo. È in questo modo che la globalizzazione sarà basata sul primato del soggetto umano. Il problema non è tanto nella globalità dell'economia ma nell'assumere le responsabilità socio-economiche e morali dell'interdipendenza internazionale. CONCLUSIONE I mutamenti rapidi nel mondo di oggi, in quasi tutti i settori, esigono un adeguamento costante al bene comune a tutti i suoi livelli. Il bene del Mozambico, dei paesi in via di sviluppo, e dell'umanità come tale, è una sfida politico-morale costante che tutti devono assumere responsabilmente per il bene di tutti. Il riconoscimento della dignità e della centralità del soggetto umano sono indispensabili per l'integralità e la sostenibilità dello sviluppo in Mozambico. BIBLIOGRAFIA Papale JOHN PAUL II, Centesimus Annus, Encyclical Letter on the Hundredth Anniversary of Rerum Novarum, Rome, St. Peter's, 1 May 1991, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 1991, (AAS 83 [1991], p. 793-867). _________, Sollicitudo Rei Socialis, Encyclical Letter on Social Concerns, Rome, St. Peter's, 30 December 1987, Homebush-Australia, St. Paul Publications, (AAS 80 [1988], p. 574-586).
Teo-filosofica HEILBRONER, R. L., The Nature and Logic of Capitalism, New York, London, W. W. Norton & Company, 1985. de la TORRE, La Giustizia, Roma, Accademia Alfonsiana, Istituto Superiore di Teologia Morale della Pontificia Università Lateranense, 1989. Internazionale UNITED NATIONS CONFERENCE ON TRADE AND DEVELOPMENT, DIVISION OF TRANSNATIONAL CORPORATIONS AND INVESTMENT, Foreign Direct Investment in Africa, United Nations, New York and Geneva, 1995. WOODWARD, D., "Effects of Globalisation and Liberalization on Poverty: Concepts and Issues", in UNITED NATIONS CONFERENCE ON TRADE AND DEVELOPMENT, Globalisation and Liberalization: Effects of International Economic Relations on Poverty, Inter-Agency Thematic Contribution to the International Year for the Eradication of Poverty, New York and Geneva, 1996, p. 25-128. Economica TOUSSAINT, E., Your Money or Your Life! The Tyrant of Global Finance, London, Sterling-Virginia, Dar-es-Salaam, Pluto Press, Mkuki na Nyota Publishers, 1999, (Original: La Bourse ou la Vie: La Finance contre les Peuples, Translation of Krishnan, Raghu).
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