|
Italia: Un nuovo cammino inizia |
|
|
|
Scritto da p. Luigi Manco, imc
|
Cari amici di Bedizzole, esattamente due anni fa allo stesso bollettino parrocchiale, consegnavo - quasi a maniera di inputs - le mie riflessioni . Erano dettate dalla spontaneità del momento: 8 giovani, a distanza di circa 40 anni, animavano Bedizzole in qualità di “Novizi missionari”: quasi una riedizione dei bei tempi…! Erano, le mie, anche delle considerazioni “profetiche” : sono certo che tra i Novizi e voi di Bedizzole si creerà un’amicizia bella, un feeling . A conclusione del secondo anno, mentre altri tre giovani, Emanuele, Piero e Pietro stanno per consacrarsi al Signore per la missione, aggiungo: credo di non essermi sbagliato. Anzi, avverto solamente un nostalgico rimpianto da parte di molti: che dispiacere che il prossimo anno non ci saranno giovani novizi. Coraggio, continuiamo a pregare per la fedeltà di quanti abbiamo conosciuto e imploriamo ardentemente nella preghiera nuove vocazioni…ché la messe è molta, ma gli operai sono pochi.
Di questo tempo trascorso insieme con voi, una parola s’incide come sigillo su pietra viva: grazie, tante grazie a tutti e per tutto! Anch’io sto per lasciarvi e ritornare alle missioni dell’Argentina. L’affetto e il bene ricevuto da voi si conserverà incancellabile nei nostri animi: la memoria dell’affetto sincero un archivio resistentissimo ai virus più insidiosi della corrosione del tempo: quella chiave o password è custodita da Dio stesso. Voi siete là !
Con l’approssimarsi della Professione Religiosa vedo innanzi a me una porta che si chiude, come conclusione di un cammino, e l’apertura di una nuova, che segna l’inizio di un nuovo percorso, avente come termine ultimo il sacerdozio. Soprattutto in quest’anno, definito “l’anno del noviziato”, ho avuto modo di sperimentare attraverso la Parola di Dio e la meditazione quotidiana, come Egli sia presente nella mia vita e come sia Lui stesso a guidarmi in questa non facile, ma entusiasmante “avventura” della vocazione missionaria. L’essere stato per un anno qui a Bedizzole, è stato per me come un raccogliere i frutti di bontà, stima e riconoscenza seminati negli anni da tanti missionari, attraverso tanti bedizzolesi che hanno contraccambiato con gratitudine e affetto. lieto nella pace del Signore
Emanuele Roberti
Siamo ormai giunti alla nostra ultima settimana in Bedizzole e viene naturale guardarsi indietro per ringraziare del tempo vissuto. Tento di rispondere ad una domanda che qualche tempo fa mi hanno posto: che cos’è il noviziato? E’ difficile darne una definizione esauriente, ma da quello che a me sembra di aver capito è soprattutto un tempo per approfondire, radicare, gustare la nostra relazione con Dio e con Gesù Cristo. E’ un’amicizia iniziata tanto tempo fa; il profeta Geremia legge così il suo rapporto con YHWH: “Prima di formarti nel grembo materno ti conoscevo …”; è un amore da custodire e coltivare ogni giorno. Ma come accade anche nelle relazioni tra un uomo ed una donna, molto della serenità del rapporto dipende dall’ossigeno che entra nella coppia, dalle loro amicizie, dall’ambiente che li circonda. Per me, ma credo anche per i miei compagni, Bedizzole è stato un posto davvero fantastico, abbiamo incontrato amici, persone con cui lavorare, con cui condividere la passione per la musica, con cui parlare di Dio e degli uomini. Questo affetto che abbiamo ricevuto è una componente importante di ciò che ci impegniamo a vivere: la fedeltà a Dio e alla missione.
Piero
Fra pochi giorni, partirò da Bedizzole per andare studiare teologia a Roma. Mentre faccio le valigie, mi vengono in mente tante bei ricordi per le tante cose vissute quest'anno in mezzo a voi. Ho sentito da parecchi bedizzolesi come una specie di "autogiudizio": che voi sareste persone dure. In realtà, io ho scoperto esattamente il contrario. Camminando per le strade, venivo sempre salutato per nome da tanti di voi che io neppure conoscevo o dei quali non ricordavo il nome, ma solo vagamente la fisionomia. Anche in seno al gruppo universitario dell'oratorio, dove mi recavo la domenica sera, mi sono sentito accolto con sincera amicizia: sia dai giovani che dal "don". Purtroppo - o meglio... grazie a Dio - sono un missionario e il Signore Gesù mi chiama altrove (per ora a Roma) a ultimare la preparazione che si richiede per la formazione completa di un apostolo di Gesù e, quindi, dovrò lasciarvi...
Vi ringrazio di cuore per la vostra amicizia e vi assicuro che non vi perderò mai da dentro delle mie preghiere.
|