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Il contesto mozambicano attuale PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Francisco Lerma   

I. - PRELIMINARI

Al principio della nostra riflessione, volesse indicare alcuni parole chiave, dei che più si usano attualmente tra la gente, per una lettura corretta della realtà mozambiqueña.

a, a livello sociale: corruzione, HIV/SIDA, malaria, tubercolosi, colera, criminalità, droga, povertà assoluta, asimmetrie regionali, salario minimo, debito esterno, soci, partiti, autarchie, elezioni, globalizzazione, modernità, identità culturale.

b, a livello ecclesiale: inculturación, autonomia economica della chiesa locale, quadri dirigenti, recupero delle installazioni, progetti, vocazioni, seminari, clero diocesano, ministeri, laici, catechisti, giustizia sociale, pace, pastorale giovanile, pastorale familiare, visi, pastorale di insieme.

Il paese ha celebrato recentemente (25.06.02), 27 anni di Indipendenza Nazionale. Non è molto tempo per la storia di un paese, ma sì un periodo sufficientemente ampio, se si tengono in conto i fatti che si sono vissuti che possiamo considerarli come "epocali": l’indipendenza con tutto quello che ella ha significato di conquista di diritti inalienabili e del riconoscimento internazionale della propria dignità nazionale; la drammatica esperienza della rivoluzione marxista-leninista; la guerra civile contrarrevolucionaria, con suo più di un milione di morti, distruzione di infrastrutture economiche, sanitarie ed educative, ben visibili ancora oggi; e, finalmente, la pace, il cui X Annuale si è celebrata questo anno (4.10.02), con l’introduzione del sistema democratico e multipartidista e di un’economia di mercato.

Facciamo un sforzo per capire bene i vari contesti in cui ci situiamo. Le sfide più urgenti che abbiamo davanti possono formularsi così: formare persone capaci di contribuire per migliorare la sua vita e quella degli altri, coi valori dinamici del Vangelo, portandoli ad approfondire la democrazia e la convivenza sociale, rispetto dei diritti e doveri umani, preservando i valori culturali più genuini, collaborando in questo modo nella costruzione del regno, secondo i piani di Dio.

II. - CONTESTI

Generalità

Il Mozambico ha attualmente una popolazione stimata in 17.242.240 abitanti; è un paese multiculturale, formato per vario gruppi etnolingüísticos, nella sua maggioranza, di origine bantu: Makhuwa, Makonde, Yao, Nyanya, Lomwe, Shuabo Nyungwe, Teve, Ngoni, Manyika, Barue, Senna, Ndau, Mutshwa, Tonga, Chope, Changane e Ronga, tra i più numerosi.

Il 70 percento della popolazione è rurale, benché il fenomeno dell’urbanistica cresca giorno per giorno. L’agricoltura è la base della sua sussistenza. La situazione economica della popolazione è allarmante, perché più del 70 percento della stessa vive sotto alla linea di povertà assoluta (= meno di un dollaro per giorno.

Anche il tasso di analfabetismo tra gli adulti è molto alto, il 60 percento della popolazione. Appena il 46 percento dei bambini ed il 35 percento delle bambine da 6 a 12 anni frequentano la scuola elementare, secondo i dati più recenti dell’Istituto Nazionale per lo Sviluppo dell’Insegnamento (INDE), del Ministero di Educazione del Mozambico, Maputo, 2002.

Le cause di morte più numerose sono la malaria, la tubercolosi, il colera e l’AIDS. Le infezioni giornaliere di AIDS sono 700, secondo le ultime informazioni del Ministero di Sanità (Maputo) 2002.

1. CONTESTO SOCIOECONOMICO

Nonostante essere un paese indipendente già 27 anni fa, attualmente il Mozambico vive una situazione di "dipendenza politica, economica e culturale" allarmante. I paesi più sviluppati hanno fatto del Mozambico, un paese dipendente.

Ufficialmente si parla che il Mozambico ha accumulato alti indici di crescita, mentre il cittadino comune dice che tutto è uguale e fino a che sembra che tutto stia affondando. La piccola borghesia si rafforza ogni giorno che passa, al passo che migliaia di mozambiqueños si trovano nella disoccupazione, vivono in condizioni infrahumanas e non hanno quanto basta per mangiare. Il fosso che divide ad alcuni ed altri è ogni volta maggiore.

Tuttavia, bisogna riconoscere che, durante l’ultima decade, si è dato una crescita economica progressiva nella macroeconomia. Si è controllato l’inflazione; si è stabilizzato relativamente il Metical, moneta nazionale :1 $= 25.000 Mt,; si è normalizzato il sistema bancario e si è creato una sicurezza sociopolitica accettabile, dando fiducia agli investimenti stranieri. Neanche può negarsi la progressiva ricostruzione della rete sanitaria, scolare e commerciale in tutto il paese.

La crescita ufficiale continua essendo discutibile. In realtà, se si è dato una certa crescita economica che nessuno può negare, non si può dire la stessa cosa dello sviluppo sociale ed integrale di tutta la popolazione. Vediamo:

Parallelamente a quello che si è detto fino ad ora, non si è dato la crescita della chiamata microeconomia. Lo sviluppo non è arrivato ai più poveri e gli manca il componente sociale; per ciò chi sta pagando la fattura più cara sono i più deboli della società. Si sta vivendo una situazione economica allarmante dovuto al numero tanto grande di cittadini che vivono in povertà assoluta. Come si è detto già in questo lavoro, il 70 percento della popolazione vive sotto alla linea della povertà assoluta. In una maniera comparativa, il paese si trova ancora sotto agli indici economici che aveva in 1973, vigilie dell’indipendenza.

Gli indicatori economici più significativi sono i seguenti: il salario minimo, ultimo aggiornamento di maggio 2002: 1,1 $), è assolutamente insufficiente per il sostentamento giornaliero di una famiglia; l’industria nazionale è sommersa in innumerevoli difficoltà di ordine strutturale, tecnologiche e finanziarie,; le privatizzazioni che si sono fatti hanno dato in fallimento, molte industrie hanno chiuso al poco tempo della privatizzazione; ed altre non hanno liquidato i debiti contratti con lo Stato per la sua acquisizione. Tutto questo ha trasportato l’aumento di operai nella disoccupazione e la mancanza di controllo del mercato informale.

Il modello di sviluppo dritto per il Mozambico si basa nelle basi stabilite per la Banca Mundíal (BM), e per il Fondo Monetario Internazionale (FMI). Il paese è appena uscito dal modello socialista e sta entrando in un altro di tipo neoliberale. Si è dato un cambiamento strutturale
profondo, del quale ancora il paese non si è rimesso. Di lì la sua destabilizzazione economica attuale. Assolo si può parlare di stabilizzazione economica a partire dagli anni 1995/97.

Bisogna riconoscere l’esistenza di un piano ufficiale per per affrontare la situazione economico attuale, chiamato "Piano di Azione per la Riduzione della Povertà Assoluta" (PARPA), col seguente obiettivo generale: ridurre il tasso di povertà, del 70 percento per il 50 percento, durante i prossimi cinque anni (2002 -2007). In questo piano si dà priorità ai seguenti settori: educazione, sanità, agricoltura, infrastrutture di base, buono governo e macroeconomia.

Ci sono flussi di denaro, ma di denaro prestato ed il suo controllo si è sciolto. Per esempio, la metà del finanziamento esterno non è sommessa a registro contabile, poiché il suo controllo sta fuori dell’area di azione della Banca Centrale, Banca del Mozambico: BM. Inoltre, entra nel paese molto denaro, offerto con un certo aspetto politico ed altri criteri meno trasparenti. Le risorse della Banca Mundíal/Fondo Monetaria Internazionale e di altri, arrivano per progetti determinati e più del 50 percento degli stessi ritornano al paese di origine per vie di contrattazione di imprese, tecnici e materie manufatte.

Il finanziamento dei Presupposti Generali dello Stato, dipende in più del 50 percento di risorse esterne. Oltre a questa situazione strutturale di dipendenza, il problema si acutizza, dovuto alla brutta gestione delle riferite risorse. Bisogna domandarsi se si applicano in mezzi di produzione, in fattori di produzione in beneficio dell’economia nazionale; o, se al contrario, si usano in beneficio di questioni, nell’acquisto di beni di lusso (automobili) residenze, viaggi...), ed in commerci personali e di gruppi. Sarebbe drammatico e scandaloso.

. Economicamente parlando, il paese non fa nessuna pianificazione, senza prima conoscere la risposta della quale possono dare denaro ed imporre quello che si deve fare e come si deve fare. Se continua questo ritmo di cose, non sta molto lontano il giorno in cui la dipendenza economica sia totale.

L’alternativa a lunga portata è la formazione. Senza persone formate non c’è sviluppo, non va via lontano. Facendo una buona programmazione nel campo dell’educazione, un prestito oggi, sarà domani un credito.


2. L’EDUCAZIONE

L’educazione è il fondamento sicuro di un buon sviluppo. La promozione integrale della persona e della società è elemento centrale nel processo di eliminazione della povertà, assicura lo sviluppo dei risorse umane e è, contemporaneamente, una necessità innegabile per l’esercizio effettivo della cittadinanza.

Non può negarsi il fatto che la rete scolare si è estesa per tutto il paese durante gli ultimi dieci anni, cominciando immediatamente dopo la firma dell’Accordo Generale di Pace (Roma) 4.04.1992, che mise fine alla guerra civile. In quella data, più del 50 percento della rete scolare era stato distrutta o era paralizzata per la guerra.

Presento alcuni dati significativi:

a, Il tasso di analfabetismo continua dimissione, 60 percento, con tendenza a crescere;
b, la copertura scolare di tutta la popolazione in età scolare non è completa;
c, si mantiene lo strangolamento strutturale del sistema educativo:

Anno 1996: Scuole elementari di I livello (EP1) esistenti: 5.165.
II livello, EP2",: 283.

Anno 1999: Scuole elementari di I livello (EP1) esistenti: 6.608.
"II, EP2", 454.

Secondo i dati riferiti, si deduce che c’è 14,5 percento scuole di 1 livello per una di 2 livello; quello che praticamente equivale a che, di ogni 60 alunni di EP1, solo quattro passano per il grado superiore.

d, Molte delle strutture esistenti (edifici scolare) case, mobilia ed equipaggiamento, si trovano in stato molto precario.

e, I risorse umane (maestri) amministrativi e personale ausiliare, e finanzieri sono insufficienti per soddisfare il diritto che ogni bambino ha all’insegnamento.

f, La qualità dell’insegnamento non è la necessaria: l’efficacia delle scuole elementari è molto bassa; li misuravi ripetitive sono del 25 percento; e le desistencias del 15 percento; suolo il 25 percento degli alunni che si iscrivono all’I Clase riesce a finire con successo la V Clase del primo livello dell’insegnamento. I tassi di transizione del secondo livello, sono altrettanto molto bassi; solo 66 di ogni 100 alunni passano per il grado superiore.

g. La proporzione alumno/maestro è alta: 61 alunni per maestro (= 61: 1.

h. La preparazione dei maestri è deficiente. Un ¼ del totale dei maestri non ha formazione specifica; la maggior parte dei maestri ha avuto una scolarizzazione di sei anni ed un anno di formazione professionale.

i. Le condizioni di vita e di lavoro dei propri insegnanti ed alunni sono molto precari.

j. non bisogna dimenticare lo scompiglio delle strutture e contenuti dei corsi, discipline e la sua distribuzione per i differenti corsi, testi ed altri sussidi pedagogici.

Dobbiamo riflettere su tutta questa realtà tanto complessa.

La scuola elementare ha una carta determinante nel processo di socializzazione dei bambini, enculturación, identità culturale e formazione della personalità, specialmente, e nella trasmissione di conoscenze fondamentali per arrivare ad essere adulti e competenti, essendo capaci di applicare le conoscenze acquisite in beneficio proprio e della comunità. Inoltre, l’educazione è un strumento fondamentale per la crescita economica e lo sviluppo sociale.

In Mozambico, si sta dando attualmente un processo di ristrutturazione dell’Insegnamento Elementare. Ci sono qui alcune delle innovazioni più significative:

a, Riorganizzazione di tutto l’insegnamento elementare:

- Primo livello di insegnamento: I Ciclo che corrisponde all’I ed II Classi attuali.
Secondo livello di insegnamento: II Ciclo che corrisponde agli III, IV e V Classi attuali.
Terzo livello di insegnamento: III Ciclo che corrisponde a li Vidi e VII Classi attuali.
b, Introduzione delle lingue mozambiqueñas già nel primo livello dell’insegnamento. La giustificazione è doppia: la lingua materna è quella che l’alunno conosce meglio; e, contemporaneamente, è il mezzo naturale per preservare l’identità culturale degli individui e delle comunità che formano il paese. Si selezionano un o due, per ognuna delle grandi aree culturali della nazione, nord, centro e sud.

c, Introduzione dell’inglese nei primi anni dell’insegnamento, per il suo innegabile valore internazionale e per il contesto geografico nel che si trova il Mozambico, perché confina con paesi tutti essi di espressione inglese, come lingua nazionale.

d, Introduzione di alcuni elementi pratici di insegnamento tecnico-professionale e di alcuni tecnologie.

e, Introduzione delle nuove discipline di morale ed etica. Nei Cicli Gli ed II, queste discipline non avranno un orario specifico, perché si integreranno nelle Scienze Sociali e nei restanti si integreranno in maniera trasversale, come nei contatti alumno/maestro, genitori e responsabili dell’educazione dal bambino. Nell’III Ciclo, attuali Vidi e VII Classi, la morale ed etica saranno discipline con programma ed orario proprio.

Per l’abilitazione di maestri nelle aree di morale ed etica, si sta studiando un piano di comune accordo tra i Centros Catequísticos Interdiocesanos, Nampula, Beira ed Inhambane, l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Maputo e la Facoltà di Scienze dell’Educazione, dell’Università Cattolica del Mozambico.

3. SANITÀ

Indichiamo alcuni indici significativi:

a, La mortalità. Il 14 percento dei bambini muoiono prima di compiere un anno di vita; il 2mueren prima dei cinque anni. La donna mozambiqueña vive 44 anni e l’uomo 41 anni.

b, Malattie. Il 54 percento delle consultazioni mediche ed il 40 percento delle persone ricoverate è dovuto alla malaria che è, contemporaneamente, la prima causa di morte nel paese. Altre malattie con maggiore frequenza sono le diarree, la tubercolosi e l’AIDS.

c, Il 40 percento della popolazione vive a 20 Km. del servizio sanitario più prossimo.

d, Solo il 44 percento dei parti si fa in una maternità o con l’assistenza di un professionista di Sanità.

e, La denutrizione colpisce il quasi metà della popolazione infantile.

Situazione del HIV/SIDA

Il primo studio realizzato in Mozambico sull’AIDS si fece in 1987, nelle capitale provinciali, con una popolazione compresa tra i 15 a 44 anni, e dimostrò che la prevalencia di questa malattia era globalmente del 3,3 percento.

A partire dal 1992, anno dell’Accordo Generale di Pace, si osserva un progressivo aumento del numero di persone portatrici di HIV, incontrandosi col ritorno di mozambiqueños ospitato in Zambia, Zimbabwe, Malawi e Sudafrica, paesi con livelli elevati di sieropositivos.

Attualmente, un numero molto elevato della nostra società, specialmente bambini, adolescenti e giovani sono vittime di questa malattia. Vediamo le ultime statistiche del Ministero di Sanità
, Ministero Dà SAUDE Di MOCAMBIQUE, Dadi di 2001,:

Infettati di HIV/SIDA: 1.340.000, persone, delle quali 92.000 sono minori di 15 anni;
Orfani minori di 15 anni per causa di AIDS: 248.301 bambini.

Distribuzione di quegli infettati per HIV/SIDA, da 15 a 49 anni di età, per Regioni:

Regione Nord, Province di Capo Magro, Niassa e Nampula,:............ ..13, 9 percento
Regione Centro (Province di Zambezia) Tete, Manica e Sofala,............ ..20,9 percento
Regione Meridionale (Province di Inhambane) Gaza e Maputo,........................... ..12,8 percento.


4. LE FORZE POLITICHE

Il Partito nel potere, il FRELIMO

Il Partito FRELIMO (Fronte di Liberazione del Mozambico), nel potere già 27 anni fa, ha una linea politica ben definita, riaffermata nei due ultimi Congressi, realizzati in 1996 e 2002. Il Partito FRELIMO si considera socialista, come fu riaffermato nelle tesi promosse per i Congressi VII e VIII, riferiti. Il FRELIMO che guadagnò le ultime elezioni, 1999, ha la maggioranza nel Parlamento, con 133 posti, di un totale di 250 deputati.

Tale affermazione teorica, nel proprio seno del FRELIMO si dà nonostante attualmente una contraddizione. I membri del Partito, all’interno dell’organizzazione, si considerano e trattano come "camerata"; ma, esternamente, si dividono tra grandi proprietari ed alti dirigenti, da una parte, ed operai, per un altro. La classica "lotta di classi" che prima si dava tra il Partito e "il nemico", attualmente si è trasportato nell’interno del Partito che ha divorziato delle grandi masse operaie, abbracciando ostensivamente il neoliberalismo. Tutti vogliono salire, non mostrando lavoro, bensì le ricchezze accumulate per mezzi poco chiari.

Il Partito FRELIMO si lascia portare per i venti del neoliberalismo, mantenendo molto forte una dipendenza dell’esterno. Per funzionare minimamente, il paese dipende dal 60 percento dell’aiuto esterno. Per esempio, in Ottobre di 2001, il Governo liderado per il FRELIMO, sollecitò al Gruppo Consultivo di Paris/Banco Mundíal 600 milioni di Dollari, per anno, affinché lo Stato potesse realizzare le sue attività normali.

Il VIII Congresso del FRELIMO (Matola) Giugno 2001: "Rinnovazione" nella continuità, promise molto, svegliando aspettative di rinnovazione, ma finì deludendo tutti. Ebbe, in realtà, molta continuità e poca rinnovazione. Al vecchio stile leninista, le decisioni arrivarono già al Congresso fatte; pensate nella Commissione Politica (organo supremo tra congressi), passarono come parola di ordine al Comitato Centrale e da questo andarono al Congresso.

Nel riferito VIII Congresso, la "vecchia guardia" del Partito si rifiutò di lasciare le redini del potere ai più nuovo. In nucleo centrale del FRELIMO non è rinnovabile. Il Partito, in realtà, tentò alcuno rinnovazione in quello che non ha molto peso. Non ci fu sangue nuovo.

Il nuovo Segretario Generale e candidato alle elezioni presidenziali del 2004, Armando GUEBUZA, appartiene alla "vecchia guardia" ed ala dura del FRELIMO, per quello che i "antichi combattenti" non si sorpresero per la sua elezione. Le sessioni del Congresso, furono trasmesse per la Televisione del Mozambico che mostrò ripetute volte le immagini di alcuni dei personaggi storici del partito: Marcelino due Santi, Jorge Reselo e Sergio Vieira, tra altri, volendo dire che i veterani della rivoluzione continuano nel potere. La Commissione Politica che è successo all’antico Bureau Politico, attualmente è l’organo che prende le grandi decisioni, la mente pensante e è formato per 17 membri. Praticamente è l’organo supremo del Partito.

L’opposizione parlamentare: Il Collegamento RENAMO-U.E.

L’opposizione parlamentare è formata per la coalizione del Partito Resistenza Nazionale del Mozambico (RENAMO) e per un insieme di piccoli partiti attorniati nell’Unione Elettorale (UE), con 117 scanni nel Parlamento, di un totale di 250 deputati (risultati delle elezioni di 1999).
Il RENAMO è un partito grande e con forti radici nel paese, ma con poca esperienza nella sabbia politica. Fu il movimento di guerriglia che lideró la guerra contro il FRELIMO, tra gli anni 1976 e 1992. Ma questo non è sufficiente per essere un’alternativa valida al partito nel potere. Come organizzazione politica ha poca esperienza, perché suolo col fine della guerra, in 1992, lasciò le armi e si trasformò in partito politico. Ancora ha molto da imparare. Nonostante essere il maggiore partito dell’opposizione, non è capace di presentare un’alternativa seria al FRELIMO. Il suo programma non differisce molto del programma del Governo, non ha saputo approfittare politicamente dei gravi ed infiniti errori del FRELIMO, e non si prepara seriamente per l’alternanza nel potere; inoltre, non hanno un programma definito e concreto per la formazione dei suoi quadri dirigenti.

5. IL DÍALOGO INTERELIGIOSO

L’Islamismo

I musulmani sono il 31 percento della popolazione attuale del Mozambico, formando varie comunità:

a, L’Associazione Maomettana. A questa comunità appartiene il 5 percento del totale dei musulmano del Mozambico; nella sua maggioranza è formata per commercianti pachistane ed indi.
b, Il Consiglio Islamico del Mozambico. I suoi membri sono il 10 percento dei musulmano che appartengono al mondo dei commerci e delle finanze, con gran potere economico. Tra essi ci sono gruppi di radicali con tendenze fondamentalista.
c, Il Congresso Islamico. È formato per la maggior parte della popolazione musulmana del paese, specialmente nelle province settentrionali di Capo Magro, Niassa, Nampula e Zambezia. In generale sono tolleranti, moderati e più aperti che i gruppi anteriori.
d, Benché di poco valore numerico, ma con molta influenza ideologica, bisogna menzionare alcuni gruppi stranieri, di difficile identificazione, come, per esempio, persone legate all’African Muslim Agency ed altri simile. Si trovano principalmente in Nacala, Nampula, Beira e Maputo.

La Religione Tradizionale Africana (RTA).

Sulla Religione Tradizionale Africana, brevemente, si può dire che è l’espressione religiosa con maggiore diffusione e pratica in al paese, benché sia il più difficile da catalogare, per il fatto di essere legata ad ognuno dei gruppi etnici che formano il Mozambico. La maggioranza dei credente delle altre religioni, in determinati momenti della vita osservano i riti delle R.T.A.
Bisogna aprirsi al dialogo con la R.T.A, se vogliamo che l’evangelizzazione sia profonda, perché in tali espressioni religiose troviamo i valori più alti ed intimi del paese che evangelizziamo, stima in realtà e di santità, come ci ricorda il Concilio il Vaticano II, nella Nostra Aetate, e l’Esortazione post-sinodal La Chiesa in Africa.

I Centros Catequéticos Interdiocesanos di Anchilo (Nampula), Nazaré, Beira, e Guiúa (Inhambane), il Centro diocesano di studi Macuas di Maúa, Niassa, e le Settimane Teologiche di Baira che si realizzano tutti gli anni, tra gli altri, stanno lavorando nella raccolta di dati, nell’analisi ed interpretazione del materiale etnográfico relazionato con questo tema specifico e con altri relazionati con la cultura. Non possiamo dimenticare la rivista Rotta Novo che attualmente si pubblica in Beira, dedicata specificamente allo studio delle culture del Mozambico ed alla teologia dell’inculturación.

I Movimenti religiosi emergenti.

Come in tanti paesi dell’Africa ed anche negli altri continenti, anche in Mozambico nascono giorno per giorno nuovi gruppi religiose, nuove chiese ed altri movimenti di origine straniera, Sudafrica e Brasile, specialmente. È difficile classificarli, perché ci sono differenze fondamentali tra molti di essi. Per capirci li chiamiamo semplicemente Nuovi Movimenti Religiosi, o nuovi movimenti religiosi. Non può ignorarsi la sua importanza numerica e le sfide che collocano all’evangelizzazione. Meritano un’attenzione speciale nel pastorale ed un studio a parte che c’aiuti a comprenderli meglio e trovare risposte adeguate alle sue sfide.

Il dialogo con le altre Chiese cristiane.

Il movimento ecumenico in Mozambico fu tradizionalmente abbastanza attivo negli anni che seguirono al Concilio, specialmente con le Chiese di maggiore presenza e tradizione nel paese, la Chiesa Anglicana, la Chiesa Metodista coi suoi tre rami, Unita, Libero e Wesliana, la Chiesa Congregazionale, oltre ad altre di recente introduzione e numericamente meno espressive. Il dialogo si fa a partire dalla Commissione Episcopale di Ecumenismo e di suoi corrispondenti nelle Diocesi, parrocchie e piccole comunità, da parte della Chiesa Cattolica. Da parte delle Chiese riferite, l’organo nazionale è il Consiglio Cristiano del Mozambico.

Si lavora nella traduzione del Bibbia nelle lingue che ancora non sta tradotta (Gitonga) Chope ed altre, nel buon intendimento e fraternità cristiana, nel campo sociale (progetti di diverso ordine) e nelle celebrazioni di date commemorative; ed anche nel discorso e celebrazioni nelle piccole comunità con motivo di battesimi, matrimoni, funzioni funebri e feste delle comunità.


III. - SITUAZIONE ECCLESIALE

Hanno passato già 500 anni dai primi contatti del cristianesimo col Mozambico e di più di 60 di un lungo periodo di evangelizzazione sistematica. Oggi i cattolici del paese sono un 24 percento del totale dei suoi abitanti; c’è 12 diocesi, con 15 vescovi, dei quali 13 sono mozambiqueños, e 150 sacerdoti diocesano mozambiqueños. I missionari e missionarie sono più di un migliaio.

La Chiesa ha una Università Cattolica (UCM), con facoltà di Economia e Medicina, in Beira, Diritto e Scienze dell’Educazione, in Nampula; Agronomia in Cuamba; e Turismo, in Pemba. Esiste anche l’Istituto Superiore di Scienze Religiose e tre centri Catequéticos Interdiocesanos per tutte le diocesi.

L’esperienza di fede di questa Chiesa, la strada fatta e le sue caratteristiche formano nel suo insieme una "memoria storica" che si proietta fino ai nostri giorni e che dobbiamo riconoscere, ricevere e continuare, arricchendola e rinnovandola col dinamismo dello Spirito.

Questa Chiesa locale ha le sue linee pastorali ed i suoi ritmi che formano il contesto ecclesiale nel quale l’Istituto deve inserirsi, condividendo e compromettendosi in ognuna delle sue priorità. Tali linee pastorali formano un insieme dottrinale e di prassi pastorale, raccolto nei documenti delle due Assemblee Nazionali di Pastorale, Beira, 1987 e Matola, 1991, in ognuno dei piani diocesani e nella vita delle piccole comunità.

Dall’Iª Assemblea Nazionale di Pastorale (Beira 1977), il pastorale della Chiesa in Mozambico mirava fondamentalmente alle piccole comunità, i ministeri laicali, la formazione degli stimolanti ed alle risposte alle sfide urgenti della Rivoluzione marxista-leninista.

C’è con l’andare del tempo cambiando le circostanze sociopolitiche, per quello che risentì la necessità di proporsisi altri obiettivi, senza abbandonare le linee di base anteriori. Così si è tenuto in conto la formazione di altri ministeri e servizi, ed una maggiore preoccupazione per la vita sacerdotale e religiosa locale e la risposta alle sfide fondamentale che sorgeva della guerra civile: il compromesso di tutti per la pace.

Nell’II Assemblea Nazionale di Pastorale (Matola) 1991, che ebbe come tema principale "Consolidare" la Chiesa locale, si indicarono le priorità più adeguate per il momento storico che si stava vivendo: la formazione del clero pazza, l’espressione della fede inculturada, l’autonomia economica della Chiesa locale, i ministeri che rispondevano alle esigenze attuali ed il pastorale giovanile e la parente.

Per raggiungere gli obiettivi indicati nella riferita Assemblea, si indicarono i seguenti mezzi: tornò ad insistere nelle piccole comunità; la formazione a tutti i livelli, parrocchie formadoras e centri catequísticos,; lo studio e l’investigazione per un’inculturación seria e profonda della fede; il discernimento dei segni dei tempi; e la consapevolezza dei cristiani per l’autonomia economica con piccole iniziative locali.

Attualmente ci troviamo nella fase di preparazione dell’III Assemblea Nazionale di Pastorale. Brevemente si indicherà l’obiettivo generale e gli obiettivi parziali davanti alle sfide del momento presente. Questo lavoro ci spetta a tutti e si deve fare a partire dalle piccole comunità e delle parrocchie. La prossima Assemblea non potrà slegarsi delle orientazioni fondamentali che ha seguito fino ad ora la Chiesa in Mozambico e raccoglierà il frutto della strada che si è fatto nelle nostre comunità. Discernerà, senza dubbio, sulle strade che dovremo seguire. Ci deve trovare tutti in disposizione di apertura e collaborazione.

Presento alcuni sfide urgenti in questo momento:

a, L’urgenza della Missione.
"Troviamo un tesoro". dobbiamo condividere con gli altri questa allegria. "Troviamo" il Messia (Jn 4,1). dobbiamo comunicarlo a tutti. Riceviamo "un mandato per la Missione", dobbiamo compierlo. Dobbiamo trasmettere un’esperienza di vita e non teorie desencarnadas della realtà. "Quello che sentiamo..., quello che tocchiamo..., quello che contempliamo"... (1Jn 1,1-3). si tratta di una missione urgente. I problemi che attualmente affliggono al paese mozambiqueño devono essere illuminati per la luce del Vangelo.

b, Aree.
1 - la lotta contro la situazione aflictiva di miseria e di ingiustizia in cui si trova la maggioranza
della gente;
2 - l’inculturación profonda: la fede che mette radici nel paese; esige studio serio, molto lavoro di investigazione, osservazione, rispetto ai ritmi della gente, ascolta degli altri per non camminare soli, attenzione ai semi del Verbo, condividere il lavoro realizzato, collaborazione coi laici, con gli anziano, coi giovani e molto amore per questo paese;
3 - la promozione vocazionale, la formazione del clero locale ed i vari ministeri laicali;
4 - l’autonomia economica della chiesa locali, piccole comunità, parrocchie, diocesi, incominciando con iniziative concrete;

Davanti alla società attuale, il missionario, discepolo di Gesù, deve essere attento alle sfide e le necessità più urgenti che affliggono i suoi fratelli, ascoltare costantemente il clamore del quale soffrono ed agire conseguentemente con la sua opzione per Cristo, missionario del Padre.


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Domenica Missionaria

XXII Domenica TO
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“Perdere la vita per trovarla
nella via della croce”

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Missione Oggi

"Missio Ad Gentes" en el CAM - COMLA
1. Introducción
Pentecostés y el Nacimiento de una Iglesia Misionera
Me han pedido hablar, bajo el tema del Foro "Misión Ad Gentes", sobre la "Comunidad, discípula de Jesús". Quisiera comenzar con el Pentecostés que señala el nacimiento de la iglesia, la comunidad discípula de Jesús. Y hay que notar desde el comienzo che la Iglesia que nació en Pentecostés es una iglesia misionera. Esto queda de manifiesto en la descripción del evento de Pentecostés plasmada en los Hechos de los Apóstoles. Hay tres elementos que sobresalen en la misma: un viento impetuoso, las naciones de la tierra y las lenguas de fuego.
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