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Brasile: "siamo cresciuti nella fraternità" Stampa E-mail
Scritto da Missionari della Consolata - São Paulo   
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Carissimi fratelli e sorelle,
alla fine di questi tre mesi di formazione permanente, nella quale abbiamo vissuto un tempo di grazia che ci ha regalato la nostra famiglia per fare una pausa nel cammino, possiamo dire con allegria che siamo cresciuti nella fraternità. Siamo arrivati da posti diversi e lontani per condividere la missione, la fede e il nostro proprio cammino missionario. Alcuni di noi si conoscevano già e così hanno potuto condividere la fraternità vissuta nel tempo passato. Per altri era la prima volta che ci si incontrava ma questo non é stato un ostacolo per vivere momenti indimenticabili.

In questi anni la missione ha lasciato un segno indelebile nella nostra vita: gioie e speranza in certe occasioni, ferite e stanchezze in altre. La preghiera, la riflessione e la condivisione ci hanno aiutato a leggere e celebrare il cammino percorso in questi primi anni. Anni di consacrazione alla missione di Gesù e della chiesa e al servizio del Regno di Dio. Abbiamo cercato di fare tutto questo con gli occhi di Dio, come amici, come fratelli e come membri della famiglia missionaria della Consolata.

Questo cammino non l'abbiamo fatto da soli. L'abbiamo percorso con la compagnia di alcuni fratelli che ci hanno aiutato a pensare la missione in un modo diverso: come ricerca del Regno di Dio che si impone alla nostra storia a partire dai poveri nel dialogo interreligioso e negli areopaghi e modelli nuovi di missione. Ci hanno accompagnato anche numerose comunità cristiane: comunità nuove e disposte a camminare, comunità allegre e accoglienti, comunità fertili, gente che sta cercando di vivere il vangelo in modo radicale e nuovo. Nel trascorrere dei giorni abbiamo trovato persone che ci hanno regalato luce e suscitato domande che hanno toccato il “cuore del nostro cuore”: la missione di Gesù Cristo oggi. In tutte questi contributi, per le quali siamo sinceramente grati, abbiamo trovato, come in un gigantesco puzzle, i pezzi che ci aiuteranno a costruire il nuovo paradigma della missione.

Alla vigilia del ritorno ai nostri paesi di lavoro vediamo all'orizzonte la missione che ci confronta con un volto nuovo e di sfida: la sogniamo più evangelizzatrice, alla ricerca di alternative che possano aiutare a costruire una nuova umanità e un mondo nuovo, più articolata con le differenti forze ecclesiali e civili, più coordinata in settori di interesse specifico, illuminata da una spiritualità incarnata e disposta ad assumere il conflitto, fedele alla promessa e all'alleanza che Dio ha fatto e continua a fare qui e nell'oggi della nostra storia.

Sappiamo che il nuovo volto della missione, che guardiamo con speranza, sfida la chiesa, la nostra comunità missionaria ma,  prima di tutto, il nostro proprio progetto di vita. Per questo motivo, rinnovati nella speranza, vogliamo essere più aperti all'azione dello Spirito Santo che ogni giorno mette in discussione la nostra identità e le nostre certezze e ci invita a dare un significato nuovo alla sequela di Cristo. Sedotti da Gesù povero, sacramento della debolezza di Dio, ascoltiamo il grido dei poveri nel quale riconosciamo il realizzarsi del Regno di Dio nelle situazioni umane che accompagniamo. Con l'aiuto di Dio e dei fratelli speriamo poter continuare a vivere con passione ogni nuova alba missionaria.

San Paolo, 30 ottobre 2007

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Nell’attesa della sua venuta

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Missione Oggi

La opción por el pobre después de Aparecida: Confirmación, desafío, y búsqueda
INTRODUCCIÓN
 
El objetivo de la ponencia que les voy a compartir es triple:
 
Primero: mostrar cómo Aparecida tiene el inmenso valor no solo de confirmar ( G. Gutiérrez emplea el término de reafirmar) el valor y el sentido de la Opción por el Pobre, expresión que empezó a utilizarse en la Teología desde la Conferencia de Medellín y que popularizó y divulgó la Teología de la Liberación, sino sobre todo, de poner un punto final a las discusiones, ambigüedades, diversidad de interpretaciones que suscitó esa expresión y sobre todo de mostrar el valor fundamentalmente evangélico de la manera de pensar y de actuar que conllevaba la práctica de esta Opción por el pobre.
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