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Misna compie 10 anni e parla una nuova lingua Stampa E-mail
Scritto da Misna   
ImageUna nuova pagina in Arabo per festeggiare i 10 anni di attività. L'agenzia di stampa MISNA, che avvalendosi anche di una rete intercontinentale di migliaia di missionari e volontari, produce quotidianamente notizie e approfondimenti dal Sud del mondo, aggiunge una nuova lingua alle sue pagine in Italiano, Inglese, Francese e Spagnolo. Con un archivio poliglotta di oltre 250.000 titoli, la MISNA costituisce già oggi – anche grazie al suo 'taglio' integrativo e correttivo - un prezioso strumento di consultazione per molti addetti ai lavori del mondo dell'informazione non soltanto in Italia, in Europa e in Nordamerica, ma soprattutto in diversi paesi africani e latino-americani.

"La pagina araba –
sottolinea il direttore della MISNA, Pietro Mariano Benni – intende costituire un ulteriore strumento per rafforzare la volontà di dialogo interculturale e interreligioso e per favorire quell' "alleanza di civiltà" di cui il Mediterraneo è stato spesso impareggiabile crogiuolo.

Curata da redattori e traduttori di lingua araba o con significative esperienze di lavoro giornalistico in paesi arabi, la pagina spera anche di essere utile ai tanti immigrati originari del mondo arabo presenti nel nord del mondo per motivi di lavoro e di studio". A parere del presidente della MISNA srl, padre Venanzio Milani, " la costante crescita dell'agenzia e di coloro che regolarmente la consultano e se ne servono costituisce la prova non solo della bontà dell'intuizione che ne volle la nascita ma anche della necessità di uno strumento d'informazione agile e privo dei tradizionali condizionamenti del potere pubblicitario, politico o finanziario".

L'agenzia di stampa MISNA nasce nel dicembre 1997 per volontà di alcune congregazioni missionarie che, incoraggiate dalla grande potenzialità della rete di missionari distribuiti in tutto il Sud del mondo, decidono di affidarne la direzione al comboniano padre Giulio Albanese che la dirige fino all'estate 2004. Dopo un biennio di brillante rodaggio e di rapida affermazione, in questi ultimi anni la MISNA, anche grazie alla recente pagina spagnola e al lavoro di una redazione romana di giovani "specialisti del Sud del mondo", mette a punto un notiziario on-line (www.misna.org) i cui principali contenuti – in particolare quelli totalmente originali - vengono costantemente rilanciati o comunque riutilizzati da altri mezzi d'informazione grandi e piccoli in più lingue.

Accanto all'agenzia di stampa è nata da qualche mese la Fondazione MISNA Onlus, con lo scopo di promuovere non soltanto l'agenzia e le attività inerenti al suo servizio, ma soprattutto lo sviluppo sociale di paesi che spesso non sono nemmeno presi in considerazione dai media tradizionali; l'organizzazione di Master in comunicazione interculturale, in collaborazione con i rappresentanti di diversi istituti religiosi, costituisce uno dei suoi impegni prioritari. La Fondazione si propone infine di avviare un "osservatorio internazionale" sulle iniziative di dialogo interreligioso in accordo con università e altre agenzie di informazione.
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Missione Oggi

La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa
La mia riflessione sulla centralità della Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa è anzitutto quella di un pastore, che attinge certamente al suo cammino di teologo al servizio della Verità che libera e salva, ma soprattutto parla in rapporto ai molteplici vissuti umani che continuamente incontra e a cui annuncia la Parola della fede. È tenendo conto di questi vissuti che vorrei articolare le mie considerazioni costruendo una sorta di “menorah” dello spirito, un settenario ispirato al candelabro sacro, che arde nel Santuario di Dio, per aiutarci a illuminare gli scenari del tempo e gli scenari del cuore con la luce della Parola. Partendo dall’attesa della Parola, dal bisogno cioè di una rivelazione che rompa il silenzio del mondo e delle sue solitudini, vorrei riflettere sul Verbo rivelato anzitutto nel suo carattere di buona novella per tutte le solitudini, per fermare quindi la riflessione sull’evento che ha inondato il silenzio dell’intero creato e ha aperta la possibilità della comunicazione trasformante con l’Amore eterno: “Deus dixit!” – “Dio ha parlato!”.
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