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Djibouti: Elementi portanti sul dialogo Islamo – Cristiano PDF Stampa E-mail
Scritto da IMC-MC   
ImageNoi, comunità IMC e MC di Djibouti, abbiamo scelto come tema, per un momento forte di Formazione al dialogo con l’Islam, gli ”Elementi portanti sul dialogo Islamo – Cristiano”. E’ stata Sr. Zita Amanzia ad accompagnare sia la preparazione che la realizzazione dal 30 novembre al 9 dicembre 2007.

L’incontro si è svolto nella comunione e nella fraternità nella comunità IMC e, nei pomeriggi, presso le MC.

A. Base teologica- spirituale del dialogo


Vivere la nostra chiamata specifica ad essere missionari ad gentes in un contesto musulmano, richiede prima di tutto una riflessione teologica-spirituale sul valore del dialogo, continuamente ripresa e approfondita. Infatti con il passare del tempo e con le concrete difficolta’ quotidiane le ragioni profonde di questa missione possono offuscarsi.

Dal documento post concilare Dialogo e annuncio abbiamo riflettuto sui seguenti punti:

L’UNITA’ di tutta l’umanita’ che ha un’unica origine, e un unico destino
- Unita’ che inizia con la creazione (Gn 1, 26 ; LG1. 9; GS 42; NA 1)
- Con l’Incarnazione, Gesu’ si e’ unito ad ogni persona umana. (GS 22,2 ; RH 8, 10, 11, 13, 14).
La Chiesa con la sua PRESENZA INCARNATA TRA I POPOLI contribuisce alla costruzione sempre piu’ forte e universale di questa UNITA’.

• Il MISTERO DELLA SALVEZZA raggiunge tutti, anche quelli ignari che Gesu’ Cristo e’ la fonte della loro salvezza, grazie all’azione invisibile dello Spirito di Cristo.
Gv 4,42; AG 3; 9; 11; GS 22;
La Chiesa e’ sacramento e strumento di questo universalita’ dell’azione salvifica di Dio.
Dio, in un dialogo che dura attraverso i tempi, ha offerto e continua ad offrire la salvezza all’umanita’. Per essere fedele all’iniziativa divina, la CHIESA DEVE QUINDI ENTRARE IN UN DIALOGO DI SALVEZZA CON TUTTI. (DA 38)

I BENI SPIRITUALI, MORALI, E I VALORI SOCIO CULTURALI CHE SI TROVANO NELLE PERSONE E NELLE SOCIETA’ anche al di fuori del corpo visibile della Chiesa, sono segni della presenza attiva di Dio stesso attraverso il suo Verbo, nonche’ all’azione universale dello Spirito, sono quindi segni dell’inizio del Regno di Cristo nell’umanita’.

La missione della Chiesa e’ riconoscere, conservare e far progredire questi valori , per collaborare cosi’ alla crescita del Regno del Signore nostro e del suo Cristo (NA 2; Cf. Ap.11,15).

B. Quale influenza hanno sulla nostra vita concreta tra i djibutini i punti di riflessione di cui sopra?

Unita’

- Guardando alla mia vita quotidiana, quali sono i momenti piu’ forti in cui percepisco nella fede che IO SONO VERAMENTE UNITA AL POPOLO A CUI DIO MI HA MANDATA ?

- C’e’ qualche esperienza concreta che posso condividere, nella quale ho sentito questa UNITA’ come un dono che mi ha dato nuova forza per Amare di piu’ il popolo?

- Quali elementi visibili di INCARNAZIONE che vivo/viviamo mi aiutano a crescere nell’ UNITA’ ?

- Quali ostacoli vedo nella mia vita quotidiana/ nel mio pensiero/ giudizio, che mi impediscono di crescere nell’UNITA’ con il mio popolo?

- Sono convinta che ogni CRESCITA NELL’ UNITA’ con un popolo diverso da me per cultura e religione e’ per se stessa un aspetto fondante della mia missione evangelizzatrice?

- Mi sento veramente missionaria a Djibuti? Ho scoperto concretamente che questa nostra presenza a Djibouti puo’ davvero arricchire il nostro carisma?

- Che cosa condividerei con le Sorelle della Altre Circoscrizioni la cui missione si puo’ esplicare anche nell’ Annuncio esplicito del Vangelo?

Salvezza

- Conosco bene l’insegnamento del Concilio Vaticano II circa la salvezza dei non cristiani?

- In quali modi vivo quotidianamente la mia chiamata specifica ad entrare in un dialogo di salvezza con i Djibutini?

- Ci sono stati momenti nella mia vita di questi anni in cui ho percepito chiaramente di VIVERE INSIEME AL POPOLO L’ ESPERIENZA DELLA SALVEZZA ? Li voglio condividere?

Beni spirituali, morali e valori socio-culturali

- Abbiamo scoperto tali valori? Quali?

- Abbiamo fatto come comunita’ momenti di condivisione circa quanto abbiamo scoperto ?

- Abbiamo inserito nel nostro progetto comunitario momenti in cui approfondire insieme la conoscenza di questi valori per poter trovare vie per assimilarli noi stesse, lasciarci convertire ad essi, e collaborare a farli progredire?

C. Elementi della fede islamica che scopriamo nella nostra vita con i djibutini e che sarebbe utile approfondire

“ I cristiani e gli altri sono chiamati a collaborare con lo Spirito del Signore Risorto, Spirito che e’ presente e che agisce universalmente….
Lo scambio e la condivisione consistono in una testimonianza mutua del proprio credo e in una scoperta comune delle rispettive convinzioni religiose.” (DA 40)

• Abbiamo visto o vediamo la possibilita’ di iniziare questo tipo di dialogo piu’ profondo con alcune persone con cui lavoriamo ?

• Abbiamo preso tempo personale/comunitario per approfondire alcuni aspetti della fede islamica , attraverso la lettura di passi del Corano o di studi fatti da missionari circa la teologia e spiritualita’ islamica vissuta in questa zona dell’Africa?

Esempi :

Corano, Sura 2: La Vacca

E’ considerato dagli studiosi come un sommario del Corano

I passi del Corano che riguardano Dio e la fede in lui, Abramo e la sua fede, Giuseppe d’Egitto, sono molto importanti per capire la fede dei Musulmani.

Sura 5: la Mensa

E’ la piu’ utile per noi , per capire un po’ la posizione del Corano nei riguardi di ebrei e cristiani e delle loro Scritture Sacre.

Sura 3: La famiglia di Imran: parla di Zaccaria, Elisabetta, Giovanni Battista e Gesu’

Sura 19: Maria


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Vi condividiamo alcune nostre riflessioni emerse durante l’incontro:

- Cammino di unita’ con questo popolo. Il fatto che tutta la vita dei djiboutini e’ scandita dal richiamo a questa presenza, quando li vediamo lasciare ogni cosa e prostrarsi per la preghiera, ci fa sentire che siamo uniti a loro , che davvero condividiamo con loro la Fede nel Dio che ci ha creati e che ci ama nella nostra diversità, come suoi figli. E’ anche sempre un richiamo a vivere uniti a Dio pur nelle attività che ci assorbono.

Nel luogo dove operiamo percepiamo con intensità il lavoro della grazia comune che ci salva, ci libera, dal nostro egoismo ci aiuta ad essere più attenti ai bisogni altrui e più comprensivi delle comuni debolezze.

- Abbiamo notato molte volte una capacita’ di alcuni djiboutini di fede di lasciarsi confrontare con i nostri atteggiamenti di gratuità e di attenzione ai più poveri di altre fedi e culture. Ci dicono chiaramente quanto rimangono colpiti, ci ringraziano con senso forte di riconoscenza e alcuni offrono concretamente la loro collaborazione. Percepiamo l’opera della grazia salvifica del Dio in cui crediamo insieme.

- Man mano che le nostre relazioni si fanno più autentiche, scopriamo i tanti valori del popolo djiboutino: senso dell’amicizia, dell’ospitalità’, del grande rispetto per le persone che riconoscono essere persone di Dio, del bisogno di riconciliazione, di pace e serenità nelle relazioni e di grande solidarietà nei momenti di bisogno e di dolore.

In alcuni, a noi più vicini, abbiamo sperimentato un aspetto molto bello dell’autentica fede islamica: l’abbandono fiducioso e riconoscente in Dio soprattutto nei momenti di prova e fatica.

Alcune sfide

Dopo questi primi 3 anni di ‘noviziato’ e di questo apostolato di testimonianza silenziosa dell’Amore di Dio in Gesù, in situazioni dove a volte un po’ tutti ci sentiamo davvero impotenti e quasi inutili, abbiamo capito di aver bisogno di più discernimento per trovare vie nuove, al fine di perseguire l’obiettivo principale di questa apertura al mondo dell’Islam, che e’ un dialogo anche a livello spirituale e di fede. Sentiamo che questo aspetto del nostro obiettivo è molto importante perchè anche Djibouti è attraversata dall’influenza del secolarismo che colpisce quasi tutte le nazioni. I valori religiosi stanno scomparendo soprattutto nei giovani. Si incomincia a scorgere solo ora alcuni segni di un radicalismo islamico strisciante. Per meglio comprendere questo aspetto problematico interno all’Islam in generale, abbiamo preso una giornata del nostro laboratorio per riflettere sul fondamentalismo islamico nei suoi aspetti storici e socioculturali fino all’odierno terrorismo.
Ci siamo resi conto che questa situazione è una grande sfida che ci chiede più preghiera unita ai musulmani che temono la minaccia della violenza e desiderano continuare a vivere nella pace e nella comprensione. Ci chiede anche più sforzo di dialogo a tutti i livelli.

Le riflessioni e le domande sopra descritte ci hanno aiutato a rimettere a fuoco gli obiettivi di questa nostra presenza in terra d’Islam, e a fare un momento qualificato di valutazione su come li viviamo.

Volete anche voi lasciarvi aiutare da questo materiale di studio e di approfondimento, riprendere le domande personalmente, in comunità o con i vostri agenti di pastorale e magari... scambiare con noi le vostre riflessioni?
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“Perdere la vita per trovarla
nella via della croce”

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"Missio Ad Gentes" en el CAM - COMLA
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Me han pedido hablar, bajo el tema del Foro "Misión Ad Gentes", sobre la "Comunidad, discípula de Jesús". Quisiera comenzar con el Pentecostés que señala el nacimiento de la iglesia, la comunidad discípula de Jesús. Y hay que notar desde el comienzo che la Iglesia que nació en Pentecostés es una iglesia misionera. Esto queda de manifiesto en la descripción del evento de Pentecostés plasmada en los Hechos de los Apóstoles. Hay tres elementos que sobresalen en la misma: un viento impetuoso, las naciones de la tierra y las lenguas de fuego.
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