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| Colombia: Natale a Marialabaja |
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| Scritto da p. Giuseppe Svanera, imc | |
Carissimi Amici di Marialabaja,Buon Natale e Buon Anno a voi e alle vostre famiglie nella festa della Vita che dura e si rinnova. Una data troppo importante per non viverla intensamente e con tanta gioia nonostante tanti, troppi, segni di morte nella nostra vita e nella nostra umanità sconvolta e preoccupata da guerre e ingiustizie di ogni genere. Nell’ultima lettera vi parlavo di un Foro. Lo abbiamo realizzato lunedì 10 dicembre e domenica scorsa, 16 dicembre, ci siamo riuniti in assemblea con la partecipazione dei rappresentanti dei 35 paesi che compongono la parrocchia di Marialabaja per valutare l’anno e programmare le attività pastorali del 2008. La conclusione del Foro non poteva essere più contundente: per la nostra gente e per il nostro territorio non si può parlare di biocarburanti (bio=vita) ma di necrocarburanti (necro=morte). Le ragioni sono molteplici e complesse ma tutte conducono a politiche nazionali e internazionali basate sul solito capitalismo selvaggio che disprezza la vita delle persone e distrugge le risorse del pianeta per affermare gli interessi egoistici dei pochi di turno. Purtroppo però ci rendiamo conto che tutti siamo complici, e quindi responsabili, per il nostro stile di vita che esige tutte le comodità e gli agi offerti dalla società in cui viviamo. Sarà possibile vivere diversamente e quindi con sobrietà in Marialabaja o in New York o Milano senza voler accaparrare e divorare le risorse del creato perché ogni uomo possa vivere in libertà e dignità? Non sarà forse anche questa la sfida del Povero che nasce a Betlemme e di un Natale che si rinnova ogni anno perché “tutti abbiano vita e l’abbiano in abbondanza?”. Probabilmente dovremmo lasciarci evangelizzare dalla nostra gente, dai poveri che nonostante tutto continuano afferrati alla vita e ai valori veri e lo dimostrano in mille modi diversi. Qui da noi il Natale non è una festa qualsiasi ma un lungo periodo di festa. Dicembre è dicembre. Un mese assolutamente speciale da vivere e godere con la famiglia e gli amici. Non piove e fa caldo, tanto caldo anche se all’aurora il termometro può scendere fin verso i 20 gradi. Mai sotto! Bellissimo! E’ la festa della famiglia che si raduna. Sono tanti gli emigranti che tornano dal Venezuela, da Panama e dalle grandi città della Colombia. Indipendentemente dalle ragioni della lontananza il ritorno è sempre motivo di festa, allegria, celebrazione perché la famiglia è la famiglia anche quando le situazioni famigliari sono le più assurde, almeno dal nostro punto di vista di famiglia monogamica. Dicembre è ritorno a casa, al calore della famiglia, alle radici della propria esistenza, alla mamma e ai fratelli per presentare e conoscere i bimbi nati recentemente e esprimere affetto con le parole e i gesti repressi dalla lontananza e che finalmente trovano libero sfogo. E della famiglia, soprattutto in queste giornate di dicembre fanno parte anche i vicini con i quali si da vita a lunghe sedute e a interminabili chiacchierate a base di “sancochos” o minestroni e piatti tipici innaffiati da abbondanti bevute di rum e birra con la musica assordante dei cosidetti “picò”. Tutto questo è Natale anche se per chi viene da fuori abituato a un “Natale religioso al freddo e al gelo” queste manifestazioni tipicamente tropicali hanno un effetto a volte traumatico. Sono tante comunque le espressioni di bellezza, semplicità, allegria, affetto che permettono alla nostra gente vivere un tempo assolutamente speciale e sereno da ricordare con tanta nostalgia e da aspettare quasi con ansietà anno dopo anno. Il consumismo è arrivato anche qui ma si mantiene certamente un diffuso e profondo sentimento religioso, sacro e profano, che porta a preferire questo tempo per Battesimi, prime Comunioni e matrimoni che alimentano e rallegrano la vita della famiglia e della comunità. Per noi missionari che sentiamo la necessità e l’urgenza di comunicare l’esperienza della presenza del Signore Gesù nella vita questo è un “tempo favorevole” per la disposizione interiore del nostro popolo, aperto all’annuncio religioso e alla speranza di una vita migliore. Tra l’altro questo è il periodo di vacanza. L’anno scolastico è terminato nel mese di novembre e solo a febbraio riapriranno le scuole. Anche i bimbi delle scuolette parrocchiali si sono dispersi ma li ritroviamo ogni sera nei diversi quartieri dove si celebra con estrema vivacità e tanta allegria la Novena di Natale. Sono pochi quelli che possono permettersi regali e vestiti nuovi. Bastano pero’ strumenti improvvisati con tappi di bottiglie, lattine, tamburi e tamburelli per creare un ambiente di festa con la partecipazione gioiosa di grandi e piccini. Con loro vi mandiamo un cordiale saluto e i migliori auguri di Buon Natale e felice Anno nuovo. |
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