|
1. ANIMAZIONE MISSIONARIA E VOCAZIONALE IN AFRICA
1.1 Preliminari.
1.1.1 Contesti culturali e socio-politici.
I nostri Istituti sono presenti in paesi africani che risentono dei problemi più gravi del continente: povertà assoluta, per esempio in Etiopia considerato il 5º paese più povero del mondo; guerra in Costa d’Avorio, Liberia, Congo e Somalia; media molto alta di AIDS in Sudafrica e Mozambico; corruzione generalizzata, malattie endemiche, analfabetismo, basso livello di scolarizzazione, debolezza dei sistemi politici. Le aree culturali sono molto diverse quanto a culture, lingue, storia e sistemi di colonizzazione.
1.1.2 Contesti religiosi.
I cristiani, benché formino una Chiesa dinamica ed in espansione, sono numericamente una minoranza in un grande mosaico religioso. La maggioranza della popolazione segue la Religione Tradizionale Africana (RTA); l’Islamismo è molto forte in Guinea Bissau, in Somalia, in Gibuti, in Tanzania, in vaste aree del Mozambico, Costa d’Avorio e Kenya. In alcuni paesi sono innumerevoli i gruppi religiosi e le sette. La maggior parte di queste nazioni si trova pienamente nel primo annuncio, sono missioni ad gentes nel senso tradizionale e nel senso moderno (povertà assoluta).
1.1.3 Diversità di situazioni.
In situazioni tanto diversificate e difficili da qualunque punto di vista le consideriamo, si realizza la nostra azione missionaria e si stanno facendo i primi passi nella pastorale d’AMV in maniera organizzata. Non c’è tradizione in questo settore. Siamo agli inizi di un cammino nuovo in paesi, che fino a poco tempo fa erano considerati terra di missione. Ma il poco che si fa già comincia a dare frutti. 1.2 I primi passi organizzativi
1.2.1 Si dà priorità alla collaborazione diretta con la Chiesa locale, perché in tanti casi il nostro Istituto è l’unica o una delle forze pastorali più importanti della diocesi o perfino del paese.
1.2.2 I vescovi non sentono ancora la necessità dell’animazione missionaria, perché la Chiesa non è ancora sufficientemente consolidata. Nel settore vocazionale in diversi paesi (Costa d’Avorio, Mozambico), la priorità per le vocazioni diocesane è quasi assoluta, perché il clero locale non esiste o è ancora molto scarso.
1.2.3 Nonostante ciò, il nostro Istituto, considerando le diversità delle situazioni ecclesiali, crede che sia arrivato il momento di organizzare l’AMV IMC/MC in Africa, e incomincia a camminare, indicando obiettivi e programmando attività. 1.2.4 Si chiede che in ogni Regione ci sia un minimo d’organizzazione e di programmazione. In concreto, si sono organizzati i Segretariati Regionali d’AMV, con un responsabile regionale, non sempre a tempo pieno, e dei responsabili nei gruppi più importanti della Regione; anche in questi casi non sono a tempo pieno. Quando possibile, il Segretariato Regionale è formato da Missionari e Missionarie della Consolata. 1.2.5 Nell’ultimo Incontro Continentale d’AMV si prese la decisione di avere dei centri d’AMV dell’IMC nelle Regioni e si sono fatti progressi in questo senso (Kenya, Etiopia, Mozambico).
1.3 Linee operative
1.3.1 Avere una conoscenza profonda delle culture delle nazioni dove lavoriamo, della storia e dell’ambiente socio-politico. Si tende ad una vera inculturazione dell’AMV avente radici nei valori profondi del popolo, nelle istituzioni e nelle loro espressioni. 1.3.2 Essere consapevoli del valore, importanza e necessità dell’AMV. 1.3.3 Contribuire col nostro lavoro affinché la Chiesa locale prenda coscienza della sua dimensione missionaria, attraverso la nostra collaborazione diretta nelle commissioni diocesane, nelle parrocchie e piccole comunità. 1.3.4 Organizzare la nostra AMV (IMC/MC), tenendo conto della situazione concreta d’ogni Chiesa locale e degli orientamenti dell’Episcopato e delle Pontificie Opere Missionarie (PP.OO.MM.). 1.3.5 Favorire l’unità d’azione tra i nostri due Istituti e con gli altri agenti di pastorale, coinvolgendo i laici nella programmazione e nelle attività. 1.3.6 Fare un accompagnamento vocazionale individuale con cammini formativi e vocazionali propri. 1.3.7 Conoscere le famiglie dei postulanti e favorire il loro contatto con le nostre comunità.
1.4. Attività realizzate
. Incontro annuale del Segretariato Regionale (IMC/MC), o solo l’IMC, per la programmazione annuale. . Incontri periodici di valutazione ed aggiornamento dei programmi e formazione degli animatori. . Visite alle parrocchie e alle scuole. . Incontri formativi con i giovani: mensili ed annuali. . Campagna del mese missionario in collaborazione con le PP.OO.MM. . Attività d’AMV in occasione di professioni religiose, ordinazioni sacerdotali e dei vari anniversari dell’Istituto. Preparazione di sussidi per l’animazione e promozione vocazionale.
1.5 Problemi e difficoltà
. Le chiese locali in generale non considerano prioritaria l’Animazione Missionaria. . La scarsità di clero locale in diverse nazioni. . La difficoltà di avere una pastorale d’insieme tra le diverse congregazioni e con la Chiesa locale. . L’immagine che il missionario dà ai giovani e la qualità di vita delle nostre comunità religiose. . I modelli culturali che troviamo in ogni popolo. . L’impatto della globalizzazione in mezzo all’ambiente giovanile. . Data la grande affluenza di candidati nei seminari e case di formazione religiosa, bisogna chiedersi quali sono le ragioni di fondo ed aiutare i giovani a purificare le motivazioni vocazionali. . Il basso livello delle scuole statali e la scarsità di scuole superiori, spingono i giovani verso i seminari e le case religiose e, dopo aver completano gli studi, abbandonano (Tanzania, Mozambico).
2. ANIMAZIONE MISSIONARIA E VOCAZIONALE IN AMERICA
2.1 Un contesto complesso.
2.1.1 L’America Latina è scossa da fremiti di rinnovamento, che non riesce a decollare, ostacolato da situazioni gravi: regimi intransigenti, disparità socio-economica, il narco-traffico, le povertà urbane, la guerriglia. Ecco alcune motivazioni date dall’Episcopato:
- la situazione delle popolazioni indigene e afro-americane, private della loro terra, storia e cultura; - i regimi politici che impediscono alla maggioranza dei cittadini la partecipazione alla vita politica; - la pessima distribuzione delle risorse economiche (“pochi possiedono molto; molti possiedono poco”); - la persistenza di grandi aree sottosviluppate o inumane, con conseguenze drammatiche per milioni di cittadini; - l’urbanizzazione e l’industrializzazione vertiginose favoriscono il moltiplicarsi delle cinture di miseria, emarginazione e criminalità (“povertà urbane”).
2.1.2 Una così complessa problematica è sofferta intensamente dalla Chiesa. Vescovi, sacerdoti, religiosi/e e laici si dimostrano sempre più impegnati in una pastorale di sensibilizzazione, animazione e liberazione. L’opera di evangelizzazione passa dalla fase delle costruzioni di opere sociali e religiose, alla scelta di cammini nuovi che tendono a far vivere il Vangelo in un processo che tende ad una nuova evangelizzazione.
2.1.3 In questo complesso ambiente socio-ecclesiale è inserito l’IMC con il suo personale e le sue attività in paesi diversificati uno dall’altro come Brasile, Colombia, Venezuela, Argentina, Ecuador. La Regione Nord America merita una trattazione a parte. Cerchiamo di individuare le linee generali dell’AMV nel continente.
2.2 Organizzazione
Nelle Regioni normalmente c’è un segretariato regionale per la missione, nel quale si integrano anche le attività di formazione permanente, pastorale e giustizia e pace. In alcune queste attività sono separate. Quasi in tutte, la commissione o équipe regionale di AMV lavora assieme alle suore MC. Vediamo i singoli casi:
• Argentina: Non si è arrivati ad una collaborazione tra i due Istituti. • Brasile: l’équipe centrale è formata dall’IMC e MC, con progetto globale, programmazione e attività fatte assieme. • Roraima: C’è collaborazione tra i due Istituti IMC/MC. • Colombia: Programmazione e attività assieme a MC. • Venezuela: Commissione Regionale IMC/MC. • Nord America: Non c’e commissione regionale né coordinatore regionale. Oltre alla commissione in quasi tutte le regioni ci sono dei Centri di Animazione Missionaria (CAM), nei diversi gruppi o zone.
2.3 Obiettivi
L’animazione missionaria della Chiesa locale, la formazione missionaria a vari livelli, la promozione vocazionale specifica IMC, e la raccolta di sussidi per progetti e attività missionarie.
2.4 Attività
Con le parrocchie, le scuole e altre istituzioni. Giornate missionarie nelle parrocchie, ritiri, incontri di formazione, incontri vocazionali, accompagnamento vocazionale, campi di lavoro, campagne di sensibilizzazione (Nós existimos, ecc.), collaborazione con le nostre riviste, sito, partecipazione ai congressi missionari nazionali e continentale, preparazione e pubblicazione di materiale e libri, scuole di formazione missionaria, corsi per gli animatori. In alcune Regioni si sono integrate nell’AMV le attività di Giustizia e Pace.
2.5 Collaborazione Secondo le sensibilità e possibilità locali, nelle varie regioni si collabora con la Chiesa locale (Conferenza Episcopale, Diocesi e Parrocchie, Conferenza dei Religiosi), e con le Pontificie Opere Missionarie.
2.6 Problemi
2.6.1 Nelle famiglie
Disintegrazione delle famiglie, instabilità affettiva, economica e relazionale: violenza familiare, separazioni, abbandoni, aborti, abusi e violenza sessuale, perdita di valori umani e cristiani, del ruolo di padre e di madre.
2.6.2 Nella scuola
Ideologia elitista e consumistica, cultura secolarizzata, formazione accademica senza orientamento vocazionale, maestri impreparati; consumo di droga. 2.6.2 Nelle parrocchie: mancanza di coscienza missionaria, mancanza dei ministeri laicali, poco interesse per la pastorale giovanile, l’esercizio di una pastorale più sacramentalista e alle volte si dà poca testimonianza. I cristiani contribuiscono economicamente con certa facilità, ma senza una vera apertura missionaria, soprattutto nel Nord America.
2.6.3 Nell’AMV in particolare
I cambi rapidi della società e del mondo giovanile; la mancanza di creatività per rispondere alle sfide attuali; il lavoro d’insieme con le altre forze pastorali; la mancanza di programmazione e valutazione; l’integrazione di G&P all’AMV; l’esistenza di progetti differenti per i laici missionari IMC e MC; la mancanza di personale a tempo pieno per l’AMV e di preparazione professionale degli animatori; l’integrazione dei Laici nelle attività dell’AMV; mancanza di comunicazione tra le Regioni; idee diverse sull’ad gentes; poca fiducia nei giovani; difficoltà nell’accompagnamento vocazionale; poco interesse dei parroci per questa pastorale.
2.7 Opportunità
La prima e più importante opportunità è costituita dai molti giovani nella società e nella Chiesa, con i loro valori di dinamismo e rinnovamento, solidarietà e generosità, ricerca di forme religiose nuove; la loro risposta nei movimenti religiosi e alla proposta vocazionale; l’esigenze dei giovani in relazione a noi; l’impegno nel volontariato e ONG; i nostri centri di animazione missionaria e vocazionale (CAM); le nostre parrocchie e collegi; le richieste di parrocchie e collegi non IMC/MC per diverse attività; il lavoro in équipe tra i nostri Istituti; l’apertura al laicato missionario; le nuove aperture ad gentes e le aperture di AMV in fase di studio.
2.8 Suggerimenti
Cambiare mentalità sull’AMV all’interno del nostro Istituto. Continuare o iniziare (dove ancora non si è fatto) la collaborazione tra i due Istituti (IMC/MC) nelle commissioni regionali, nella programmazione e nelle attività. Dedicare più persone a tempo pieno e più risorse economiche all’AMV. Organizzare a livello continentale la formazione degli animatori, approfittando dei nostri esperti. Studiare e trovare un cammino unico per i Laici Missionari della Consolata. Studiare e analizzare le esigenze del mondo attuale e la realtà giovanile. Cercare nuove metodologie per l’accompagnamento vocazionale. Integrare i diversi settori dell’AMV con la G&P e i Laici; fare delle nostre parrocchie e collegi dei centri veramente missionari. Creare il “sito” e tenerlo aggiornato con l’aiuto di tecnici preparati. Cominciare anche l’AMV negli ambienti universitari. Nel Nord America, trasformare le Mission Appeals da raccolta di soldi in vera animazione missionaria e vocazionale.
3. ANIMAZIONE MISSIONARIA E VOCAZIONALE IN EUROPA
3.1 Contesto Generale
3.1.1 L’Istituto e la Chiesa non vivono nelle nuvole né in un universo platonico. Viviamo nel mondo e nella storia avvolta da una realtà diversa e mutevole. Il mondo e la storia cambiano. Per questo motivo, in ogni tempo ed in ogni epoca, dobbiamo discernere i segni dei tempi. Il discernimento ha lo scopo di affrontare le sfide pastorali del tempo e della società con le mediazioni pastorali necessarie. Per comprendere la situazione dell’AMV nel nostro Istituto, dobbiamo riferirci necessariamente a questi segni specifici nei Paesi dove ci troviamo. Ne riferiamo solo alcuni di maggiore interesse. 3.1.2 Con la caduta degli dèi della modernità e delle ideologie assolute, l’uomo attuale si sente libero. Si nota una coscienza più matura della dignità inalienabile della persona, sete di giustizia e di pace, e rispetto per la natura. Inoltre si nota un interesse per l’interculturalità, le nuove tecniche di comunicazioni, il pluralismo religioso, l’impegno per la solidarietà internazionale e per la globalizzazione economica e sociale. 3.1.3 Le Chiese di cui facciamo parte - in Portogallo, Spagna ed Italia - risalgono all’antica cristianità e si vedono immerse in un processo crescente di secolarizzazione della coscienza, della cultura e della società. Non mi riferisco qui al concetto positivo di secolarizzazione, alla legittima autonomia delle realtà terrene (GS 36). Mi riferisco al concetto di secolarizzazione come lo capisce la modernità. L’uomo moderno si stabilisce nel centro dell’universo. Questa secolarizzazione presenta implicazioni antropologiche di grande importanza per comprendere la situazione attuale: rinuncia sistematica alle domande sulle verità assolute, il senso della vita e le ultime realtà; la negazione del salto qualitativo tra la natura e l’essere umano; separazione tra libertà e ragione; solo ammette come criterio ultimo la realtà oggettiva e le scienze sperimentali; si ricorre al consenso come fonte di moralità sociale e di diritto positivo.
3.1.4 Tali segni, trasmessi ampiamente dai mezzi di comunicazione ed assunti dai poteri economici e politici, modellano la coscienza e la prassi della maggioranza dell’ovest europeo. Quest’atteggiamento acritico è mantenuto anche dalla maggior parte degli intellettuali e delle università. Si parla di un’epoca postmetafisica, di una società postcristiana, di una “era” del vuoto. 3.1.5 Tutto questo spinge il Papa a proclamare l’esigenza di una “nuova evangelizzazione”, la quale, a differenza della missio ad gentes e dell’azione pastorale dei fedeli, ha come destinatari gli uomini che vivono nelle geografie della seconda secolarizzazione. Questa nuova evangelizzazione esige nuovo ardore, nuovi metodi e nuove espressioni. In quest’orizzonte della nuova evangelizzazione, si situano i nostri progetti di Animazione Missionaria e Vocazionale in Europa. Da esso si deve partire per formulare l’obiettivo generale e gli obiettivi particolari e le linee di azione in Europa. 3.2 Situazione dell’AMV in Portogallo, Spagna e Italia
3.2.1 Nelle tre regioni si sta vivendo una lunga fase di profonda revisione che implica fondamentalmente discernimento per ridimensionare opere, strutture, personale e lavoro, con enfasi nella dimensione missionaria. Così, si lasciano alcune opere e si cercano nuove aperture dentro la propria regione (presenza tra gli immigranti, nelle periferie delle città, in aree di conflitti sociali, ecc.), e fuori dalle tre regioni (è in fase di studio la possibilità di aprire in Bielorussia o in un’altra nazione) . 3.2.2 In Portogallo, per mancanza di personale e per scarsi risultati, si è abbandonato il Seminario in Famiglia ed il Seminario Medio. Ci sono due Centri di AMV: uno al nord (Ermezinde), e l’altro al sud (Cacem); rimane Fatima con una realtà particolare. La strada da seguire è l’animazione diretta. Si sta preparando una presenza significativa in un quartiere della periferia di Lisbona. 3.2.3 In Spagna funzionano tre Centri d’AMV: uno per gli incontri vocazionali (Saragozza); un altro per le attività con gli immigranti (Elche); e il terzo, a Malaga, per le attività normali di animazione. C’è da notare la mancanza di personale preparato per il buon funzionamento di queste attività specifiche. Al presente non abbiamo un seminario. 3.2.4 In Italia, con il ridimensionamento fatto, si sono qualificati cinque centri di AMV in tutta la regione (Torino, Bevera, Nervesa, Certosa Pesio e Martina Franca). Recentemente si è aperto una comunità nell’estremo sud (Platì), ed un lavoro specifico tra gli immigranti (Torino).
3.3 Organizzazione e programmazione
3.3.1 Segretariato Regionale d’Animazione Missionaria Vocazionale. In ognuna delle regioni esiste il segretariato regionale d’AMV, formato da un coordinatore regionale e dai responsabili dei centri locali. Ogni anno si fa un incontro continentale per riesaminare e coordinare le attività e preparare il programma generale. Le regioni ed i singoli centri preparano la propria programmazione, avendo presente la programmazione generale e la situazione concreta. Ci sono anche incontri di formazione bimensili con gli animatori. 3.3.2 In Portogallo e Spagna, il segretariato regionale è formato dai Missionari, Missionarie e Laici della Consolata; in Italia c’è solo collaborazione nella programmazione ed attività. Si collabora anche con altri Istituti missionari, le Pontificie Opere Missionarie e le Diocesi.
3.4 Obiettivi 3.4.1 L’obiettivo generale è l’animazione missionaria ad gentes della Chiesa locale. 3.4.2 L’obiettivo generale della promozione vocazionale è fare una proposta vocazionale concreta ad gentes e IMC, seguita dall’accompagnamento vocazionale dei giovani. Ogni centro ha momenti chiari e specifici di proposta vocazionale. Per il giovane che voglia discernere una strada vocazionale si esige un’orientazione chiara verso la missione e le relative tappe. 3.5 Attività
. Visite alle parrocchie, seminari e scuole, insieme agli altri Istituti missionari. . Visite alle scuole, come punto d’incontro coi giovani, dove si esige un animatore qualificato che conosca le leggi scolastiche della nazione. . Visite ai seminari diocesani, specialmente in Italia. . Incontri mensili di formazione e ritiri con i giovani. . Scelta di un tema annuale per l’accompagnamento vocazionale. . Convivenze vocazionali ed esercizi spirituali annuali. . Pellegrinaggi: Fatima, Cammino di Santiago e Javier. . Campi di lavoro ed altri momenti d’incontro con realtà sociali. . Esperienze missionarie in Africa (Kenya, Tanzania, Mozambico, Guinea) o altrove. . Mezzi di comunicazione. Collaborazione con le nostre riviste: Fátima Missionária, Antena Misionera, Missioni Consolata, Amico. . Preparazione di sussidi per la formazione e l’accompagnamento vocazionale. . Pastorale con gli immigranti.
3.6 Formazione degli animatori
3.6.1 Si fanno degli incontri continentali di formazione per gli animatori. Nel 2002, 26 maggio - 8 giugno a Torino, si studiarono i seguenti temi: Identità ed atteggiamenti degli animatori; Il Progetto di Pastorale Giovanile; L’accompagnamento spirituale e vocazionale. Questo anno, l’incontro è stato nuovamente a Torino, 19 - 30 aprile 2004, e si trattarono i seguenti temi: L’accompagnamento vocazionale; l’AMV oggi in Europa; Il progetto formativo.
3.6.2 Ci sono anche incontri periodici regionali degli animatori della Regione. In questi incontri si trattano temi attinenti alla persona e alle attività degli animatori; si sottolineano l’autoformazione e i momenti di riposo; è necessario riscoprire cosa è oggi l’AMV; si parla della necessità di qualificare gli animatori ed entusiasmarli nel loro lavoro; si insiste anche nel fare una chiara proposta vocazionale e nel provvedere sussidi appropriati ed aggiornati.
3.7 Con i Laici Missionari della Consolata (LMC)
3.7.1 Chi sono i LMC? Prima di tutto, bisogna distinguerli dai laici volontari o cooperatori delle organizzazioni ONG, e d’altre forme di cooperazione missionaria col nostro Istituto (Amici, Dame, Ex allievi, ecc.).
3.7.2 I Laici Missionari della Consolata vogliono partecipare al nostro carisma e spiritualità, formano comunità apostoliche, hanno una strada formativa che dura vari anni, sono aperti alla partenza, al mandato missionario ad gentes quando sia possibile; e sono impegnati localmente con le attività dell’IMC. Cfr. Statuto dei LMC, in Bollettino IMC, nº101. . 3.7.3 Organizzazione Sono organizzati a livello locale e regionale. Ci sono comunità organizzate in ognuna delle tre regioni europee: Cacém ed Ermezinde (Portogallo); Saragozza, Madrid, Malaga ed Elche (Spagna); Torino, Bevera, Nervesa e Martina Franca (Italia). A livello regionale, ci sono dei coordinatori che coordinano le attività delle comunità locali e le attività regionali e curano i contatti tra le regioni.
3.7.4 Partenza per la missione e impegno missionario locale
Da queste comunità alcuni sono partiti per la missione in vari paesi: Tanzania, Congo, Kenya, Mozambico, Etiopia, Venezuela, Ecuador, Colombia e Roraima. Ritornando in patria s’integrano nelle comunità d’origine, lavorando nei progetti missionari locali, nell’AMV dell’Istituto e nella formazione d’altri laici missionari.
3.8 Difficoltà dell’AMV
. Il significato della nostra proposta missionaria in un mondo di antica cristianità attualmente scristianizzato. . Il capire il mondo dei giovani. Il mondo dei giovani ed il mondo degli animatori si percepiscono come due realtà diverse. . Il lavoro d’insieme a livello ecclesiale, perché ognuno difende il “suo” (diocesi, congregazione, movimento). . La responsabilità comunitaria dell’AMV, e non solo degli animatori. . La mancanza di personale sufficiente e preparato. . La mobilità permanente del personale. . La mancanza d’animatori della propria nazione, che si percepisce come ricchezza da un lato e come limitazione dall’altro lato. . Il lavoro in équipe a livello locale. . La mancanza di metodologie appropriate per l’AMV oggi.
P. Francisco Lerma Martínez
|