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Kenya: la situazione attuale nelle missioni IMC PDF Stampa E-mail
Scritto da p. Gigi Anataloni, imc   
ImageA Nairobi ieri c'è stata una giornata relativamente calma. Ieri sera c'erano perfino dei bar aperti fino a tardi. Oggi c'è movimento di veicoli, ci sono dei mezzi di trasporto, torna un po' di normalità. E' ancora presto per dire se banche e uffici sono aperti. Si spera che riprendendo a lavorare, ritornino le cose di prima necessità nei negozi: farina, pane, latte, condimento, verdure varie...
Le aree dove noi missionari della Consolata siamo presenti, sono relativamente calme: Westlands, Kahawa, Githurai, grazie a Dio non hanno grossi problemi. L'ultimo dell'anno alla Consolata qui a Westlands hanno cancellato la messa di mezzanotte, per prudenza, ma nella cappella dell'adorazione ci sono sempre state persone che sono andate e venute tutta la notte. A Kahawa West hanno fatto la messa alle 11 di notte. Ieri, primo gennaio, molta gente è andata a messa, anche se qui non è di precetto.
Stranamente durante questo periodo di disordini, qui a Westlands non è mai mancata la luce (come invece succede tanto durante i periodi ordinari), l'internet funziona, i telefonini funzionano (si fa fatica a trovare le schede...).
Altre zone dove siamo presenti noi missionari della Consolata: sono tutte calme quelle nelle provincia centrale (Murang'a, Nyeri, Meru, Embu). La vita va avanti in modo relativamente normale.
Per noi Consolata le zone calde sono: Kisumu, Maralal, Mombasa.
Kisumu: durante la notte c'è il coprifuoco e nessuno si muove. C'è una calma relativa. Ma manca il cibo perché da giorni negozi e mercati sono chiusi. I nostri confratelli sono sul posto con serenità e responsabilità.
Maralal: il 31 è stato molto teso, sparatorie tutto il giorno, negozi saccheggiati, Kikuyu e altri in panico. Molti hanno passato la notte alla stazione di polizia, altri a una veglia di preghiera che è durata tutta la notte nella missione. Il primo gennaio, ieri c'è stata calma relativa, alcuni Kikuyu sono stati portati alla città di Nyahururu con pullman scortati dalla polizia (conseguenza, in Nyahururu i Samburu sono in pericolo e sono stati invitat-forzati a lasciare la città e tornarsene a Maralal).
Il Vescovo Mons. Pante sta realizzando la sua missione di riconciliazione. Ieri ha avuto un interminabile incontro con i leaders politici, le autorità civili, la polizia, il Commissario Distrettuale, e ha anche incontrato a lungo i guerrieri Samburu (morans) che si erano raggruppati per attaccare e saccheggiare. Nel pomeriggio la situazione si è calmata, sono stati riaperti i negozi e la gente ha potuto fare la spesa. Non è ancora pace, ma la gente respira. Manca cibo, manca benzina...
Mombasa: dopo le grandi tensioni del 31 dicembre, ieri c'era una calma relativa (qualcuno mi ha detto "perché non c'era più niente da saccheggiare"!). Attorno a Likoni ci sono stati saccheggiate diverse case, ma niente incendi (anche perché poi diventano incontrollati e tutti ci perdono). La sera, dopo l'annuncio dell'incendio della chiesa ad Eldoret, si è sparso un po' di panico. Nella nostra missione di Likoni hanno trovato rifugio da 150 a 300 persone (specialmente donne e bambini, anche per i padri della missione è difficile sapere il numero esatto). La notte è passata tranquilla, anche perché c'era una squadra delle polizia. I padri sperano di ricevere degli aiuti dalla Croce che ha già offerto coperte. Ma il cibo è più necessario.

Che fa la Chiesa?
La Chiesa Cattolica ha organizzato un incontro di tutti i vescovi per oggi per elaborare una strategia comune. I Superiori religiosi si sono anche incontrati per aiutare i vescovi e stabilire linee comuni di azione.
Gli arancio sono arrabbiati con la Chiesa perché pensano che stia dalla parte del presidente, anche perché le agenzie di stampa comunicano solo frammenti di quanto viene detto e quindi lasciano troppo margine all'interpretazione di parte. Oggi dovremmo sapere quale è la posizione ufficiale dei Vescovi. Ma l'appello di fondo fino ad ora è quello di ritornare alla pace e al dialogo e fermare la violenza.

Valutazione?
E' difficilissimo dare una valutazione oggettiva della situazione.
Anche sulla stampa internazionale o sui websites delle agenzie di informazione, non tutto è imparziale. Da punto di vista Tv uno dei migliori servizi viene fatto da Al Jazeera. Anche la BBC non è male. CNN e Sky condividono molte delle immagini con la BBC. Il fatto è che quanto sta succedendo sta polarizzando più che mai la nazione su linee tribali, e questo è un danno gravissimo.
Che ci siano stati dei brogli, a detta di tutti, pare evidente: ma non è così evidente che siano stati solo dalla parte del governo, anzi... !
Ora è da vedere se le parti hanno davvero a cuore il bene del paese o il potere.
Quello che è certo che tutti i contendenti hanno investito miliardi nella campagna elettorale: chi è sconfitto non deve solo leccarsi le ferite, ma anche rischiare la bancarotta...
Gli oltre 200 morti, tra cui le donne e i bambini nella chiesa di Eldoret, dovrebbero far pensare anche i politici più ambiziosi e incalliti...

Che ne penso?
Quanto sta succedendo ci rende tutti molto tristi. Ognuno di noi missionari, qui, ama la gente non per la sua tribù, ma perché sono persone con le quali si costruisce una relazione. In ogni missione ci sono persone di tutte le tribù.

Per quel che mi riguarda, ho amici e persone a cui voglio bene in tutto lo spettro delle differenti tribù. A Maralal ho amici Kikuyu che devono scappare. A Nyahururu amici Samburu che devono scappare. Ho amici Luo e Luya, amici Taita e Turkana, e Akamba e altri di cui non voglio neanche sapere la tribù. Dalle varie parti di Nairobi mi mandano messaggini, tutti sono nella stessa situazione di paura e insicurezza e mancanza di cibo e altre cose... soprattutto di pace. E non capiscono cosa sta succedendo e perché sta succedendo. Tutti stanno pregando il buon Dio che li risparmi da questa follia. Pregano, invitano altri a pregare, chiedono preghiere perché la pace prevalga. E hanno paura per il loro bambini, per il futuro.
Sembra che il diavolo si stia accanendo contro questa nazione di persone "timorate di Dio" come si sono sempre definite e come sono in realtà.
Quanto sta succedendo non è solo una questione di "democrazia"... è come se ci fossero delle forze negative che non possono tollerare una nazione che ha vissuto in pace e armonia (anche se relativa) per tutti questi anni... Forse sono solo fantasie suggerite dalla tristezza profonda della situazione. Ma questa non è solo una "battaglia" politica, è una battaglia spirituale, per la pace e l'unità, quelle vere, con la P e U maiuscola.

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