Narrow screen resolution Wide screen resolution
Etiopia: Auguri di buon anno Stampa E-mail
Scritto da P. Antonio Vismara, imc   
ImageCari amici e benefattori delle missioni della Consolata in Etiopia.

Le festività del S. Natale portano sempre un profondo senso di gioia a tutti, in qualsiasi parte del mondo: è il messaggio universale di gioia, pace e fraternita, che Gesu è venuto a portare e che si rinnova ogni anno. In Ethiopia, quest’anno si celebra l’anno 2000 dellla nascita di Gesù. La diversità di sette anni rispetto a noi, si spiega dal fatto che essa non ha accettato la riforma di S. Gregorio, ma ha continuato a seguire il Calendario Giuliano. Con il Natale si celebra perciò anche l’Anno Santo e quindi possiamo ben dire che il Natale di quest’anno è per noi ‘doppiamente santo’!

Voi, che seguite da vicino l’opera dei missionari della Consolata, conoscete il nostro sforzo missionario e le opere nelle quali siamo coinvolti per il bene della gente. Senza voler fare una valutazione dei risultati ottenuti, lasciando il giudizio a Dio, nasce tuttavia in noi un senso di meraviglia guardando le zone che hanno beneficiato della nostra presenza in questi anni, a differenza di altre dove la chiesa cattolica non è stata presente: le opere di carità realizzate, la crescita religiosa e umana, lo sviluppo sociale in atto, la speranza che abbiamo ridato a tanta gente...Il nostro stile di fare missione, lo sapete, è sempre stato quello che noi definiamo ‘integrale’, nel senso che cerchiamo di armonizzare la cura delle anime con quella dei corpi della gente con la quale condividiamo la vita. Perché in questo mondo, che si chiama Ethiopia, non c’è posto per una missione che non sfama il corpo prima dell’anima. Inoltre, non abbiamo dubbi che quel po’ di bene che siamo riusciti a fare è stato benedetto dal Signore. Bene compiuto non soltanto da noi che siamo qui, ma anche da voi, cari amici, che con tanto amore e generosità ci accompagnate e ci sostenete come veri protagonisti dell’evento della missione. Poiché tra il cristiano che rimane a casa e quello che parte non c’è nessuna dissonanza, in forza di quella comunione che costituisce l’essenza della Chiesa. Ciò significa che noi, missionari ‘per sempre’ siamo missionari e basta, in quanto, per dirla col Concilio ‘siamo insigniti di una vocazione speciale’ che comporta il lasciare il proprio paese ed andare alle genti. Il nostro però sarebbe un andare alla deriva, spintonati ed inutili, senza una Chiesa missionaria alle spalle. Concretamente, per noi questa Chiesa missionaria siete voi, cari amici che condividete la nostra stessa missione in Ethiopia.


Mi è grata l’occasione di inviare a tutti e a ciascuno di voi gli AUGURI PIU’ BELLI DI BUON NATALE E BUON ANNO a nome mio, di tutti i missionari della Consolata e delle Suore operanti in Ethiopia. A noi si uniscono, gli ammalati dell’ospedale di Gambo e delle altre cliniche, i Bambini orfani di Asella, I Cristiani di Meki, Shashemane, Wonji, Moggio, Shambu, Ropi, Kachachulu, Alaba, Weragu, Minne, Cholle, Neghelli... E poi i numerosi bambini degli Asili, le migliaia di studenti delle nostre scuole, sostenuti dalle vostre adozione a distanza, i beneficiari dei vari progetti di sviluppo...Una schiera numerosa che voi non conoscete personalmente e che beneficiano umanamente e spiritualmente del vostro aiuto. A voi tutti giunga il nostro Grazie e la nostra preghiera.

P. Antonio Vismara IMC
Superiore Regionale
< Precedente   Prossimo >

Missione Oggi

La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa
La mia riflessione sulla centralità della Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa è anzitutto quella di un pastore, che attinge certamente al suo cammino di teologo al servizio della Verità che libera e salva, ma soprattutto parla in rapporto ai molteplici vissuti umani che continuamente incontra e a cui annuncia la Parola della fede. È tenendo conto di questi vissuti che vorrei articolare le mie considerazioni costruendo una sorta di “menorah” dello spirito, un settenario ispirato al candelabro sacro, che arde nel Santuario di Dio, per aiutarci a illuminare gli scenari del tempo e gli scenari del cuore con la luce della Parola. Partendo dall’attesa della Parola, dal bisogno cioè di una rivelazione che rompa il silenzio del mondo e delle sue solitudini, vorrei riflettere sul Verbo rivelato anzitutto nel suo carattere di buona novella per tutte le solitudini, per fermare quindi la riflessione sull’evento che ha inondato il silenzio dell’intero creato e ha aperta la possibilità della comunicazione trasformante con l’Amore eterno: “Deus dixit!” – “Dio ha parlato!”.
Leggi tutto...