Narrow screen resolution Wide screen resolution
Partenza ad intra per LMC PDF Stampa E-mail
Scritto da Riccardo e Chiara Colombo   
Riccardo, Chiara, Paola e SilviaSiamo Riccardo e Chiara, una famiglia di laici missionari della Consolata che da un anno e mezzo vive nella casa di Nervesa della Battaglia, con i padri Renato, Godfrey, il seminarista George e, ovviamente, le nostre due figlie, Paola e Silvia.

La nostra presenza in terra veneta (siamo originari della provincia di Lecco e apparteniamo alla comunità LMC di Bevera) si situa all’interno di un nuovo progetto di animazione missionaria (CASA MILAICO) che vede affiancare la presenza di una famiglia di LMC a quella dei padri, attraverso una comunità non solo di spirito ma anche di vita.

Per noi, che siamo ormai a metà di questo cammino (3 anni), si tratta di un’esperienza viva, stimolante, arricchente e, perché no, bella!


Siamo anche consapevoli del fatto che attualmente è l’unica esperienza del genere in Italia (e credo anche all’estero), e che quindi può anche essere considerata in un certo qual modo “sperimentale”.

Ma facciamo un passo indietro e vediamo come mai, perché ci troviamo qui (ci siamo resi conto che la nostra presenza, o meglio lo stile della nostra comunità, è spesso fonte di curiosità e sorpresa da chi si avvicina alla casa).

Il nostro essere missionari laici è frutto di un lungo e bel cammino condiviso con altre persone (la maggior parte famiglie) che ci ha portato a condividere il carisma del Beato Allamano e soprattutto a renderlo vivo e concreto in un modo forse nuovo, cioè quello appunto laicale. In questo cammino fondamentale è stato l’accompagnamento dei padri ma anche la volontà di lasciarci - come gruppo - provocare, metterci in discussione e soprattutto dare delle risposte insieme. E’ stato così quindi che con grande gioia e stupore ci siamo accorti di essere comunità, che condivide, sostiene, incoraggia, lavora, fino ad affiancare i padri nel servizio missionario in terra di missione!

Proprio grazie a questo cammino abbiamo potuto effettuare un’esperienza missionaria in Ecuador nel 2001 e 2002, nella missione di Guayaquil.

Questa esperienza è stata per noi fondamentale e ci ha fatto capire con chiarezza che il nostro legame con la Consolata non è solo “temporaneo” ma è frutto di una chiamata, diciamolo sottovoce, per tutta la vita (come infatti recita lo statuto LMC).

Ecco quindi che dal nostro rientro abbiamo tenuto accesa la “fiammella” della partenza, o meglio del servizio missionario inteso come principale “occupazione” della vita quotidiana.

E mentre stavamo per valutare un “secondo mandato” in Ecuador, è arrivata la proposta di p. Ioda di valutare un’altra destinazione… in Italia!

Da lì ha iniziato a prendere forma questa esperienza che crediamo possa a tutti gli effetti essere definita come partenza “ad intra” ed essere considerata un valore aggiunto per l’ad gentes in Italia.

L’esperienza ad intra rappresenta una nuova possibilità per il movimento LMC offrendo ambiti di impegno per i laici – soprattutto famiglie – disposti a partire per un servizio missionario di alcuni anni.

I laici, infatti, costituiscono un grande potenziale per l’attività di animazione missionaria. C’è una bella differenza, infatti, tra dedicare energie nei ritagli di tempo (come il classico volontariato), come tutti noi abbiamo fatto, rispetto al dedicarsi a tempo pieno ad un’attività.

Vediamo nella nostra seppur breve esperienza che la gente che si avvicina alla casa rimane inizialmente stupita del fatto che una famiglia viva a fianco di sacerdoti e per di più fa, con le dovute differenze, il loro stesso “lavoro”. Questo fatto è fondamentale per due motivi: da una parte offre uno stimolo fortissimo a riflettere sulla nostra (come laici in senso lato) responsabilità di cristiani all’interno della Chiesa. Troppo spesso, infatti, ci sembra che la Chiesa sia vista solo come istituzione lontana, che non ci tocca (se non quando vado alla messa domenicale). In questo senso l’esperienza di Casa Milaico è una bella provocazione. Ed è una provocazione che non rimane fine a se stessa proprio perché viene da persone “normali”; non siamo marziani ma persone come tante altre; per questo quello che facciamo e proponiamo, non è utopia ma qualcosa di riproponibile! L’obiettivo di questa esperienza non è proporre a tutti il nostro stile di vita particolare, ma far sì che le persone si interroghino sul come possano dare un contributo più attivo, concreto e… missionario alla Chiesa.

L’altro aspetto fondamentale è quello della testimonianza, o meglio dello stile di vita. Ci siamo detti, pensando a questo progetto, che l’efficacia della nostra azione dipenderà in gran parte dal “come” non solo facciamo animazione missionaria, ma anche ci comportiamo, dalla nostra capacità di essere coerenti, a partire dallo stile di vita, dal modo di relazionarci con gli altri e soprattutto tra noi stessi. La parola che forse si adatta di più in questo caso è “clima”: come in tutte le famiglie, anche chi entra in casa Milaico respira un clima, che dice tante cose… Se chi viene si sente accolto sarà più facile dire che la Missione è accoglienza…

Infine la speranza è anche, perché no, quella “vocazionale”: che siano sacerdotali, matrimoniali o semplicemente cristiane, poco importa. La “visibilità” che abbiamo come casa, come comunità e come famiglia costituisce un elemento in più a disposizione di chi è in ricerca o vuole mettersi in discussione…

Ovvio, il sogno sarebbe quello di vedere nascere numerose vocazioni LMC, ma il nostro compito è adesso quello di seminare, per i frutti bisogna avere pazienza…
< Precedente   Prossimo >

Missione Oggi

POBRES Y POBREZA EN LA FORMACIÓN MISIONERA
Introducción

Se ha pedido una reflexión sobre cómo usar los bienes materiales durante el currículo formativo del Misionero de la Consolata. Tema actual en este momento histórico que estamos viviendo a nivel de sociedad y a nivel de Instituto. A nivel socio-económico nos encontramos en una sociedad post-moderna donde el consumismo arrasa no sólo las personas sino también las estructuras e vida de la Iglesia. A nivel de Instituto porque hoy nuestras comunidades son internacionales e interculturales con diferencias culturales en la apreciación de pobres y pobreza, de economía y hasta de estratos sociales bien diferenciados.
Leggi tutto...