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| Kenya: una speranza? |
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| Scritto da p. Franco Cellana e p. Antonio Bianchi, IMC | |
Vi aggiorniamo di nuovo con queste notizie mentre il Kenya, nostro amato paese, sta ancora cercando di uscire dal processo elettorale che ha condotto alla violenza, distruzioni, morte e allontanamento dalle loro case di molta gente innocente, costretta a sparpagliarsi in differenti zone del paese. Certamente la gente ha potuto votare a proprio agio e liberamente. Il problema e’ nato del conteggio anomalo dei voti che ha creato dubbi sulla transparenza, fedelta' del processo stesso. All’annuncio dei risultati, la reazione e’ stata immediata: case, botteghe, supermercati, stazioni di servizio, appartamenti dei “vincitori” furono presi d'assalto per essere distrutti e bruciati.La gente terrorizzata e piena di spavento incomincio' a fuggire rifugiandosi nelle chiese, nei posti di polizia, in centri di attivita’ sociali o nella campagna. E' seguita cosi' una massiccia distruzione delle proprieta' dei sostenitori e votanti del Governo, con uno sconvolgimento delle normali attivita’ economiche e commerciali nel paese, con dimostrazioni e rivolte sconvolgenti nelle principali citta'. La nazione sta affrontando una crisi cosi' grande che non ha precedenti nella sua storia. La situazione oggi Migliaia di persone sono fuori dalle loro case e terre, molti scolari sono impossibilitati a raggiungere le scuole, un buon numero di malati non hanno la possibilità di accedere alle cure mediche. Tutte queste famiglie hanno difficolta' e timore a ritornare agli stessi posti per riprendere una vita normale, avere protezione e sicurezza, un posto di lavoro, una vita dignitosa. Tutti e dappertutto parlano di pace e dialogo facendo proposte sia al governo che alla opposizione.Si invoca una soluzione basata sulla legge, sulla giustizia legale e sociale. La presenza di mediatori internazionali e' risultata insignificante: La voce dei nostri Vescovi e di altri capi religiosi che chiamano alla riconciliazione e alla pace non ha risonanza alcuna. Invece e' urgente liberarsi dalla rabbia, dal tribalismo e dalle divisioni. E’ urgente dare una risposta alla protezione della vita e della proprietà per il bene comune. La crisi politica e’ lontana dall'essere risolta. Il processo di giustizia sociale deve attuarsi nel garantire sicurezza, ritorno duraturo al luogo di origine, compenso per i beni rubati, possibilità di ritorno dei bimbi a scuola, soddisfazione dei bisogni immediati delle famiglie, aiuti a ricostruire una vita decente dopo tanta distruzione. Una soluzione e una strada sicura deve essere trovata! Proposte e vie di soluzione L'opposizione incoraggia e sostiene manifestazioni e proteste di massa per ottenere le dimissioni del Presidente “eletto”. Il governo e la polizia, molto passivi nei primi giorni, ora usano una forza esagerata per sedare questi tumulti popolari. Un dialogo deve esserci tra le due parti contendenti per uscire da questo impasse. E i due Responsabili devono avere il coraggio di trovarsi e focalizzare una soluzione senza preconcetti e precondizioni. Un nuovo conteggio dei voti non e’ fattibile perché’ casse e documenti sono stati persi o alterati. Nuovi elezioni non sembrano possibili perché’ potrebbe diventare un trauma per il paese. Il governo e' stato approvato e installato e non si può fermare una macchina in moto. Solo una efficiente e dinamica opposizione in Parlamento da parte dell’ODM potrebbe portare lil paese a una condizione migliore: promuovere subito il rinnovo della Costituzione,. proporre altre riforme istituzionali, la soluzione della problema della terra, un reale sforzo per eliminare la violenza e promuovere la giustizia e la riconciliazione nella verità potrebbero dare al paese una nuova spinta di fiducia e speranza. Un “Forum Inter-religioso di nove principali “leaders” (Cattolici, Anglicani, Evangelici, Hindu, Metodisti, Pentecostali, Concilio nazionale delle chiese, Chiese Africane istituzionalizzate, Concilio dei Musulmani del Kenya) ha scritto il 20 Gennaio 2008 “ “The peace plan proposal” ( una proposta di un piano di pace) con vari concreti suggerimenti: 1.Un accordo con le importanti Agenzie di assistenza (Catholic Relief Service, Red Cross, World Vision, World Relief, Action by Churches together - Kenya Forum, Cafod ecc.) per provvedere ai bisogni essenziali e primari degli sfollati, portando un messaggio di consolazione , e un gesto di solidarietà e giustizia a tutti..
2. Coordinare momenti di preghiera nel paese per implorare l’aiuto divino, sollievo spirituale e risanamento degli spiriti. 3. Mettere in atto un piano di dialogo e mediazione politica tra i due partiti (PNU e ODM) e favorire con i loro comitati una via di soluzione immediata di giustizia e di pace. 4. Offrire una “ Task Force” di 25 membri per facilitare la chiusura della diatriba delle Elezioni Generali 2007, e iniziare un nuovo processo che elimini le cause di conflitto che hanno causato queste divisioni etniche, perdite economiche, sfiducia generale, assenza di giustizia, sconvolgimento nel paese. Noi come missionari Uniti da un solo spirito, Superiori Religiosi Padri, Fratelli e Suore siamo chiamati a testimoniare chiaramente la nostra vocazione cristiana e universale. Vivendo in comunità’ inter-culturali, di lingue e tribù diverse, possiamo mitigare ed eliminare col nostro esempio le ostilità’, il desiderio di vendetta e rabbia esistente ormai dappertutto. In Kenya noi non siamo per l’una o l’altra parte politica, ma per tutta la gente di buona volontà. Noi siamo promotori di giustizia , verità e riconciliazione. L'Unione dei Superiori Religiosi ( R.S.C.K.) e l'Associazione delle Superiore Religiose ( A.O.S.K.) hanno scritto una forte lettera ai Vescovi pregandoli di intervenire, di alzare la propria voce in difesa dei "poveri e perseguitati", di essere presenti tra la gente per consolare, e di proporre alle due parti contendenti una via di soluzione a questi conflitti interni del paese. L’annuncio del vangelo e la proclamazione delle beatitudini e’ diventata essenziale in questo momento storico del paese. Forse ci e' mancata una voce profetica di qualche nostro Vescovo che potesse essere "tuonante" come quella di Giovanni Battista per muovere le coscienze e frenare il male che si stava scatenando nel paese. La commissione “ Giustizia e Pace” di RSCK ha preparato per i giornali, la stampa e le radio, una calda esortazione a tutta la gente di buona volontà’ per essere pronti a rigettare il male e le sue conseguenze, per essere creatori di rinnovamento spirituale e costruttori di speranza radicata in Dio. In tutto questo vogliamo sottolineare il grande sforzo e le numerose attività di solidarietà promosse da tutte le nostre Chiese, comunità e Istituzioni. La Chiesa cattolica sa arrivare dove altri non riescono a penetrare, sa conquistare fiducia anche presso coloro che non ci hanno mai conosciuto, sa portare consolazione nelle situazioni più difficili. Tante cose sono state raccolte durante i bellissimi offertori delle messe, Radio Waumini (la radio dei nostri fedeli) ha raccolto camionate di cibo e utensili, noi stessi come Missionari abbiamo creato un Fondo per comperare coperte, materassi e utensili da cucina. Altre parrocchie cercano di aiutare le famiglie a riprendere il cammino di un posto, una casa, la scuola e il lavoro. Stupendo, commovente. Abbiamo iniziato questa azione caritativa a Nairobi, ma vogliamo arrivare anche alle comunità più disastrate di Kisumu e di Eldoret. A noi Missionari della Consolata e' stato dato l'incarico di coordinare queste attività di sostegno. Oggi abbiamo visto l'orrore della strage di Kibera, il piu' grande slums dell'Africa : tante case sventrate, chiese bruciate, negozi smantellati, strade con barricate, tanti uomini e donne senza lavoro. Poi abbiamo fatto visita a tre campi di "rifugiati o sfollati" di Nairobi. Al Jamuhuri Park 2700 persone hanno già goduto del calore delle coperte e domani assaporeranno la dolcezza di un materasso familiare. A St. Benedict 75 famiglie hanno ripreso la strada del "ritorno" alla vita normale. Questa settimana vogliamo sistemarne ancora 90. A Baba Dogo nella stazione di Polizia dobbiamo incominciare da zero: 200 uomini, donne e bambini sono sull'erba, sotto la pioggia e nel fango. Hanno fame e freddo. Domani sara' il loro giorno. Grazie a voi tutti che ci seguite, che ci ricordate, che ci sostenete in ogni modo. Le immagini dell'orrore e della tragedia sono stata viste dovunque, ma il grido e il gesto di solidarieta' sta diventando sempre piu' forte. Terminiamo con la voce di questi poveri che anche oggi ci ripetevano in coro: "Asante, Asante Mungu amewatuma kwetu" (Grazie, grazie e' Dio stesso che vi ha mandati a noi). Questa voce dei poveri può diventare la voce della speranza della unità e della pace. Franco Cellana e Antonio Bianchi IMC
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