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LA SCUOLA DEL SERVIZIO Stampa E-mail
Scritto da p. Álvaro Pacheco, imc   
(20 Marzo – Giovedì Santo)

Parola
Gv 13:5

Meditazione
Ecco un altro gesto scioccante e contraddittorio di Gesù verso i suoi discepoli. Come mai lui si inchinava per lavargli i piedi? Il Maestro non poteva fare tal cosa, poiché questo era l’atteggiamento del servo.

Nonostante non lo capissero in quel momento, Gesù lo fa per insegnare loro uno dei significati più profondi dell’Eucaristia: il servizio al prossimo. Si, l’Eucaristia non si riduce a quella ora o 50 minuti di messa. Essa continua dopo quell’incontro in chiesa. E continua perché siamo invitati, al termine del rito eucaristico, a mettere in pratica il vangelo ascoltato. Cioè, il vangelo deve diventare vita, servizio, solidarietà verso il prossimo. L’Eucaristia ha senso soltanto quando laviamo poi i piedi degli altri. Proprio come l’ha fatto Gesù ai discepoli. Altrimenti il vangelo non diventa Lieta Notizia. Ma sappiamo che non è facile servire e amare, anche quelli che amiamo già. Amare implica darmi, cosi come Gesù si dona a noi, ripartendo il suo corpo e sangue, cioè, la sua stessa vita. Amare implica allora condividere la mia vita con gli, rendermi disponibile al servizio, perdere la mia vita perché l’altro possa vivere.


Azione
Riesco a vivere la vita e la fede in un senso eucaristico?
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