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Scritto da p. Álvaro Pacheco, imc
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(21 Marzo – Venerdì Santo)
Parola Gv 19:25
Meditazione Proviamo a contemplare la figura di Maria ai piedi della croce. Lei rappresenta tutte le donne del mondo, tutti i bambini del mondo, tutti gli anziani del mondo, tutti gli uomini del mondo, tutti i giovani del mondo che piangono a causa della sofferenza e della morte.
Questa sofferenza è causata in gran parte dall’essere umano. Non possiamo pensare alla morte di Gesù come un fatto occorso circa 2000 anni fa: essa accade ancora oggi, sempre che nel mondo qualcuno muore a causa di ingiustizie, della violenza, della guerra. Con la sua morte in croce, Gesù condivide con l’umanità intera il dramma della sofferenza. E noi? Cosa rappresenta per noi la croce? Spesso essa ci causa timore; vogliamo evitarla, cercando una felicità senza dolore, senza lacrime, senza croce. Ma purtroppo questo tipo di felicità non si trova da nessuna parte. Dobbiamo allora capire che il senso della croce si trova nella condivisione della sofferenza di chi ci è accanto, nel piangere con chi piange, nel sentire come mio il dolore dell'altro. Con la sua morte in croce, Gesù condivide pienamente la nostra umanità e ci rendi più vicini a Dio. Nel condividere la sofferenza del prossimo, gli facciamo sentire ancora più vicino l’amore di Dio per lui o lei.
Azione Ho forza per caricare la mia croce? Dove la trovo? E poi… sono capace di diventare forza per il prossimo? |