Narrow screen resolution Wide screen resolution
Novena Beato Allamano - 2°giorno Stampa E-mail
Scritto da p. Francesco Pavese, imc   
Secondo giorno – venerdì 08 febbraio 2008
SALUTE FISICA

Benedetta sei tu, Trinità Santissima:
in Maria Consolata
ci hai donato una tenera Madre,
che ci sostiene nella vita.

Ascoltiamo l’Allamano che ci parla delle sua salute fisica: «Io da giovane era molto più debole di salute che non ora; ogni quindici giorni un’emicrania che non mi lasciava più far nulla». « Il Signore mi ha fatto debole di salute perché chi doveva dipendere da me stesse più buono per riguardo a questa mia debolezza». «Anch’io quando ero in terza teologia dovevo morire. I miei compagni mi dicevano poi: “Non te lo abbiamo detto, ma ti avevamo salutato come per l’ultima volta”. […]. Ebbene, ho tenuto fermo tanti anni, e sono ancora qui». «Del mio corso siamo solo più setto o otto ed io ero il più delicato».

«Voglio che lo sappiate, non c’è niente da gloriarsi! È per colpa vostra che sono qui e sono guarito [dalla grave malattia del gennaio 1900], dovrei già essere morto, e là in Paradiso! Fu un miracolo […]. Il Signore poteva servirsi di un altro certamente e che avrebbe fatto meglio di me. Avrebbe avuto più tempo di occuparsi di voi: ma un’altra persona che vi voglia meglio di me, non lo credo».
«È un poco che non ci vediamo più, perché ho avuto un malessere che mi ha costretto a star chiuso in camera, eppure il mondo è andato avanti senza di me, l’Istituto è andato bene senza di me. In questi casi si medita, ed io ho meditato come v’è nessuno necessario; quando un’opera è di Dio Egli la fa procedere senza bisogno d’alcuno». «Quando mi viene l’emicrania offro tutto al Signore prima: già inteso, tutto per voi… e poi mentre si soffre bisogna rinnovare di tanto in tanto le intenzioni». «Vorrei poter continuare a fare ciò che facevo una volta: venirvi a trovare ogni settimana; ma è volontà di Dio anche quella… spero che qualcuno si ricorderà ancora di qualcosa».

L’Allamano ci raccomanda di non trascurare la salute: «In questi giorni pensavo alla vostra salute e vi faccio correre e vi farà bene non solo al corpo, ma anche allo spirito. Noi non mangiamo per mangiare, ma per vivere. Però bisogna mangiare adagio; se non si mangia è segno che non si sta bene, quindi bisogna dirlo». «Qui dentro non bastano solo le qualità morali, ma occorre la sanità». «Potete domandarla la salute».
«[A fr. Benedetto Falda] Desidero che non ti affatichi troppo nel lavoro, e sudato ti ripari bene dall’aria e dall’umidità; insomma voglio che ti usi i dovuti riguardi per la salute».
«Coraggio, anche quelli che non hanno buona salute possono farsi santi. Le malattie aiutano a giungere alla santità». «Ah, no, i malati non disturbano mai, anzi danno occasione di far dei meriti!». «I malati si devono amare».
«[Dopo avere dato la notizia della morte di una suora] Questo ci dice che dobbiamo morire; però d’ora in avanti non voglio più che muoia nessuno, se no, chi va ancora in Africa? Dite al Signore che chiuda la porta alla morte.[…]. Voglio che tutti possiate avere sessant’anni di apostolato, poi andate pure in Paradiso. […]. Va bene che dobbiamo sempre desiderare il Paradiso, però finché il Signore ci lascia su questa terra è meglio».

Preghiamo:
«Ti ringraziamo, o Dio,
di aver suscitato nella Chiesa
il Beato Giuseppe Allamano,
testimone della tua bontà
e dispensatore della consolazione di Maria.
Degnati di sostenere la salute
di quanti lavorano nella missione della Chiesa
e concedici i favori che ti chiediamo
per sua intercessione.
Amen».
< Precedente   Prossimo >

Missione Oggi

La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa
La mia riflessione sulla centralità della Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa è anzitutto quella di un pastore, che attinge certamente al suo cammino di teologo al servizio della Verità che libera e salva, ma soprattutto parla in rapporto ai molteplici vissuti umani che continuamente incontra e a cui annuncia la Parola della fede. È tenendo conto di questi vissuti che vorrei articolare le mie considerazioni costruendo una sorta di “menorah” dello spirito, un settenario ispirato al candelabro sacro, che arde nel Santuario di Dio, per aiutarci a illuminare gli scenari del tempo e gli scenari del cuore con la luce della Parola. Partendo dall’attesa della Parola, dal bisogno cioè di una rivelazione che rompa il silenzio del mondo e delle sue solitudini, vorrei riflettere sul Verbo rivelato anzitutto nel suo carattere di buona novella per tutte le solitudini, per fermare quindi la riflessione sull’evento che ha inondato il silenzio dell’intero creato e ha aperta la possibilità della comunicazione trasformante con l’Amore eterno: “Deus dixit!” – “Dio ha parlato!”.
Leggi tutto...