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Novena Beato Allamano - 4°gior Stampa E-mail
Scritto da p. Francesco Pavese, imc   
Quarto giorno – domenica 10 febbraio 2008
VOCAZIONE NISSIONARIA
 
Benedetta sei tu, Trinità Santissima:
in Maria Consolata
ci hai donato una tenera Madre,
che ci sostiene nella vita.
 

Ascoltiamo l’Allamano che rivela il suo desiderio giovanile di farsi missionario: «Dovete sapere che [mia mamma] era ammalata quando le dissi che io desideravo farmi missionario: Non voglio ostacolarti, mi rispose, pensa solo se sei chiamato e poi, in quanto a me, non pensarci».


«Oh, sì, io ero chierico e pensavo già alle Missioni, ed il Signore nei suoi imperscrutabili decreti ha aspettato il giorno e l’ora». «Vedete, non avendo potuto essere io missionario, voglio che non siano impedite quelle anime che desiderano seguire tale via».

«Guardate, quando nascerò un’altra volta scapperò in Africa…».

 

L’Allamano ci illustra in che cosa consiste e come seguire la vocazione missionaria: «Lo dico subito, per quello stesso [fatto] che uno è religioso […] o sacerdote, è chiamato a farsi Missionario, non si richiede niente di più; non si dica: o per farsi Missionario si richiede questo e questo; no. Tutti i santi e le sante hanno sempre bramato di andare nelle Missioni».

«Quanto alla vocazione all’Apostolato [missionario] essa è di quanti amano molto il Signore, e bramano di farlo conoscere ed amare dai poveri infedeli, disposti perciò ad ogni sacrificio di se stessi per conseguire il nobile fine». «Non si richiede che un po’ più d’amor di Dio, di zelo della propria santificazione e di quella delle anime».

«Il missionario è chiamato a cooperare con Dio alla salvezza di quelle anime, che ancora non lo conoscono: a prendere parte attiva a consacrare la sua persona alla grand’opera della conversione del mondo. E’ questa quindi un’opera essenzialmente divina. “Siamo collaboratori di Dio”( S.P. a Tim.)». «Che ministero eccellente: quasi che Dio ha bisogno di noi. […] Il Signore “vi ha scelti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga”. Pare proprio che definisca il Missionario! […]. Ricordatevi che è necessario compiere tutti quei sacrifici che la vita apostolica comporta: costi quel che vuole: “Guai a me se non evangelizzassi”».

«E perché siete venuti? Tutti rispondete: per farmi Missionario: e se qualcuno avesse altro scopo, sbaglierebbe: l’aria qui è buona solo per quelli che vogliono farsi Missionari […]. Ma perciò bisogna farsi santi. Se no il Signore non si serve di regola per convertire che di quelli che sono santi: prima cosa adunque santificare noi stessi, se no andremo là e invece di convertire pervertiremo. Dunque farci santi».

«Siamo per farci santi in questa Casa: […]; farci santi e poi Missionari». «Dobbiamo prima essere buoni e santi noi, dopo faremo buoni gli altri; altrimenti, non saremo buoni né per gli altri, né per noi». «Non si è mai abbastanza perfetti. Vedo anche dalle lettere che mi scrivono dall’Africa: quanto uno è santo fa del bene e anche dei miracoli».

 
Preghiamo:

«O Dio Creatore e Padre,

che nel Beato Giuseppe Allamano

hai suscitato un ardente desiderio

di cooperare al tuo disegno

universale di salvezza,

concedici di crescere nello stesso ardore,

e donaci benigno
i favori che ti chiediamo
per sua intercessione.
Amen».
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