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| Al fianco dei popoli indigeni del Brasile |
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| Scritto da Carlo Miglietta | |
Carissimi amici,scriveva Mons. Tonino Bello, l’indimenticabile Vescovo Presidente di “Pax Christi”, di cui è iniziata la causa di beatificazione: “Amate il mondo. Fategli compagnia. E adoperatevi perché la sua cronaca di perdizione diventi storia di salvezza”. Anche noi vogliamo amare i fratelli più poveri del Brasile, ed essere a loro fianco, insieme agli eroici Missionari e Missionarie che, a prezzo di immensi sacrifici e a rischio della propria vita, sostengono la causa degli Ultimi, e si adoperano proprio perché la cronaca di perdizione diventi storia di salvezza. Sì, è vero, abbiamo ancora da raccontarvi tanta “cronaca di perdizione”. A Roraima le sofferenze dei Popoli Indigeni sono sempre intensissime. Sono quasi passati tre anni da quando, il 15 aprile 2005, il Presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva ha “omologato”, cioè riconosciuto di diritto degli indigeni, il territorio Raposa Serra do Sol, imponendo per legge l’espulsione degli occupanti, ma i bianchi non se ne sono andati, anzi hanno inasprito la violenza contro gli indigeni. Sono di pochi giorni fa gli episodi di umiliazione a cui Indigeni della Raposa sono stati sottoposti da parte di invasori bianchi, spalleggiati dalla Polizia, alla Fazenda Caracaranã, che tra l’altro avrebbe già dovuto essere in mano indigena. Sono di questi giorni le pesanti pressioni dei Militari e di vari Parlamentari sulle comunità indigene Yanomami per invadere le loro terre con uno sfruttamento minerario selvaggio che inquinerebbe i loro territori, distruggerebbe l’ambiente, ma soprattutto metterebbe a repentaglio la loro cultura di pacifici cacciatori e pescatori; e le iniziative “turistiche” di visita a queste popolazioni come ad entità folkloristiche, senza rispetto della loro cultura e tradizione... A Santa Rita, nello Stato di Paraiba, fratel Francesco D’Aiuto lavora in una realtà di povertà estrema nelle favelas, tra fame, malattie, droga, violenza, sfruttamento sessuale… Ma ci sono anche tante “storie di salvezza” che stanno nascendo grazie al contributo di tanti Benefattori. A Roraima il Movimento “Nos existimos”, che riunisce gli Indigeni e gli emarginati della città e della campagna, continua a operare con iniziative di formazione, di informazione, di microcredito, e sta nascendo il Centro Culturale Indigeno, potente riaffermazione dei valori delle etnie locali contro il disprezzo e la persecuzione dei bianchi. A Santa Rita (Paraiba) fiorisce il Centro dei Diritti Umani Oscar Romero (CEDHOR) e si sta formando la Cooperativa dei raccoglitori di rifiuti. Fratel D’Aiuto è poi tornato a Carapina, nello Stato di Espirito Santo, dove aveva lavorato per diciotto anni, fondando tante Cooperative tra i più poveri ed emarginati, e ci scrive che “il Centro dei Diritti Umani (CDDH) é cresciuto cosí tanto che é diventato un grosso punto di riferimento su cui decine di altri gruppi si appoggiano e che le autoritá locali rispettano… Alla <<RecuperLixo>>, l’Associazione di raccattatori di materiali riciclabili… non sono piú persone escluse, che vivono ai margini della societá: oggi sono persone dignitose, coscienti delle proprie capacitá, che credono nella vita e costruiscono il proprio futuro… La <<SuperCoonfex>>, cooperativa di magliette stampate…, é un successo! La <<Coopesca>>, Cooperativa dei pescatori, va avanti con alcune difficoltá, purtroppo… devono rinunciare a fare progetti e tirare avanti come possono. Anche il <<Germoglio>>, la Cooperativa di prodotti ortofrutticoli, purtroppo non va bene, ci sono molte difficoltá…: forse andranno avanti in modo diverso, ma ci sono alcune speranze”. Fratel D’Aiuto ci invita a meditare in occasione della Pasqua: “La stessa Parola di Dio di questi giorni smonta il sabato e i farisei... Accusa una certa Chiesa ripiegata sulle emozioni e sicura della sua dottrina. Abbiamo un grande bisogno di persone che facciano respirare la nostra Chiesa e tornino a raccontare il Vangelo nell'incertezza dei piccoli. Non ci interessa difendere spazi, diritti acquisiti, tradizioni o la nostra autoritá... Ci interessa capire cosa voleva dire il Padre con la vita di quel Gesú che camminava in Galilea... e cercarlo di nuovo oggi, Risorto nelle persone che non si scoraggiano, che si organizzano in cooperative e associazioni, che seminano la vita con ostinazione, che si fanno mille domande e le incarnano ritentando ogni giorno”. Avremo la fortuna di incontrare qui a Torino gli amici del Brasile per ascoltare direttamente da loro come procedono i nostri Progetti e le loro e nostre speranze. Prendete subito nota dei seguenti Incontri (a cui speriamo interverrete tutti!), perché non sarete più avvisati in proposito. “RORAIMA (BRASILE): I DIRITTI DEI POPOLI INDIGENI: A CHE PUNTO E’ LA NOTTE?” Sabato 5 aprile alle ore 16 presso l’Istituto Missioni Consolata in V. Cialdini 4 Incontro con il Missionario della Consolata fratel Carlo Zacquini e con Hudson, leader indigeno Macuxì “COOPERATIVE IN BRASILE, SPERANZA PER I POVERI” Sabato 17 maggio alle ore 16 presso la Parrocchia “Gesù Buon Pastore” in V. Monte Vodice 11 Incontro con il Missionario Comboniano fratel Francesco D'Aiuto e con Marlene ed Anderson, della Cooperativa tessile di Carapina (Brasile) “CONCERTO PER IL BRASILE: DA DE MORAES A VELOSO” Sabato 17 maggio alle ore 21 nel Teatro S. Massimo in V. Provana 6 Concerto di beneficenza di canzoni brasiliane del Saboriso Duet: Francesca Saporito accompagnata dalla chitarra e dalle percussioni di Andrea Guariso Coraggio, non lasciamo soli i nostri fratelli nella sofferenza. Aumentiamo la solidarietà per loro, aumentiamo l’amore: sarà questo il modo migliore per celebrare la Pasqua di Resurrezione. Nella certezza che i nostri piccoli sforzi, uniti al Cristo Risorto, potranno davvero cambiare il mondo. Diceva Mons. Tonino Bello: “Il mondo andrà a finire bene, non vi preoccupate. Da quando Gesù è risorto, non possiamo più avere paura”. Buona Pasqua di Resurrezione a tutti!!! |
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