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Morto Arcivescovo di Mossul, la conferma del Patriarca Delly Stampa E-mail
Scritto da Misna   
“È morto e per il momento non ho altro da dire, del corpo non so niente”: con queste poche parole il Patriarca di Babilonia dei Caldei, sua beatitudine Emmanuel III Karim Delly ha confermato alla MISNA la morte di monsignor Paulos Faraj Rahho, l’arcivescovo caldeo di Mossul sequestrato venerdì 29 febbraio da ignoti mentre usciva dalla chiesa del Santo Spirito, nella parte orientale della città.
“Stiamo ancora cercando di avere informazioni più precise, da quello che sappiamo finora il corpo di monsignor Rahho è stato ritrovato nei pressi di un cimitero a Mossul questa mattina”: a parlare è monsignor Philip Najim, procuratore dei Caldei presso la Santa Sede, raggiunto anche lui dalla notizia della morte dell’arcivescovo di Mossul, monsignor Rahho, ritrovato morto oggi a quasi due settimane esatte dal suo rapimento. Secondo le dichiarazioni rilasciate al Servizio informazioni religiose (Sir) della Conferenza episcopale italiana dal vescovo ausiliare di Baghdad, monsignor Shlemon Warduni - che per primo stamani ha dato la notizia della morte di monsignor Rahho - il cadavere dell’arcivescovo caldeo è stato ritrovato “privo di vita nei dintorni di Mossul. I rapitori lo avevano sepolto". Monsignor Warduni ha poi aggiunto: “I rapitori già da ieri ci avevano detto
che monsignor Rahho stava molto male, nel pomeriggio ci hanno detto che era morto. Stamattina ci hanno telefonato per dirci che lo avevano sepolto. Alcuni nostri giovani hanno seguito le indicazioni fornite dai rapitori per raggiungere il luogo. Qui hanno scavato e hanno visto il vescovo privo di vita. Non sappiamo ancora se sia morto per cause legate alla sua precaria salute o se sia stato ucciso".
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