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Dopo attacco colombiano, “restano divergenze tra Quito e Bogotá” Stampa E-mail
Scritto da Misna   
José Miguel Insulza - Getty Images by AFP/Getty Images“Entrambi i governi hanno detto cose distinte su come è avvenuto l’attacco. Abbiamo verificato in dettaglio la versione colombiana, conosciamo le argomentazioni dell’Ecuador ma credo che sarà difficile andare oltre...comunque riferiremo tutto nel nostro rapporto”: così il segretario generale dell’Organizzazione degli stati americani (Osa), il cileno José Miguel Insulza, ha chiuso la missione di verifica sull’attacco colombiano che il 1° marzo scorso ha colpito il territorio settentrionale ecuadoriano uccidendo il portavoce delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), Raul Reyes, e altri 22 guerriglieri.

“Su alcuni punti esiste una versione concordante, ad esempio sul tipo di accampamento colpito e le motivazioni dell’attacco” ha aggiunto Insulza, secondo il quale il campo bombardato era stato costruito alcuni mesi fa. Intanto da Bogotá i familiari di un ostaggio delle Farc avrebbero riconosciuto il loro congiunto tra i cinque guerriglieri catturati nei giorni scorsi dall’esercito ecuadoriano vicino all’accampamento colpito: si tratterebbe di Carlos Andrés Alpalá, 23 anni, rapito nel 2006 nella località sud-occidentale di Tuluá, secondo sua sorella Viviana. “Lo presero con la forza di fronte ai nostri genitori” ha detto la donna, denunciando che la sua famiglia è stata bersaglio di violenze da parte delle Farc e dei paramilitari.
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