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Italia: Il Rettore del Santuario della Consolata a Bravetta Stampa E-mail
Scritto da Nicholas Muthoka, imc   
Image“vi porto i saluti dalla Consolata”

Per aprire la settimana Santa e prepararci così alla Pasqua, la nostra comunità del seminario di Bravetta, a Roma, ha avuto il ritiro mensile. Questo ritiro è stato speciale perché, prima di tutto è il ritiro che precede immediatamente la Pasqua, e anche perché il predicatore ci portava un significato profondo, essendo il Rettore del Santuario della Consolata a Torino, e perciò il settimo successore del nostro fondatore come rettore del Santuario.

La prima cosa che ci ha detto è stata: vi porto i saluti della Consolata! Un messaggio toccante, da chi come si dice dell’Allamano è il tesoriere della Consolata. La sua esperienza è stata come la nostra, cioè, ha detto che ha spostato solo la casa, perché è partito dal santuario della Consolata, ed è arrivato al seminario della Consolata, e noi, lo abbiamo accolto come nostro, certo, non membro dell’istituto ma il legame spirituale è fortissimo.


È bellissimo pensare del rapporto che c’è tra il santuario è l’istituto. Per noi è stato un momento storico in quanto, come dice P. Bruno, è la prima volta dopo il fondatore, che un rettore del santuario viene a un seminario della Consolata. Prima degli esercizi, padre Bruno ci ha dato un percorso storico dei rapporti tra l’istituto e il santuario, dal fondatore fino ad oggi.

Il rettore del santuario ha confermato quanto detto da P. Bruno dicendo che ora c’è un legame forte tra l’istituto e il santuario grazie al lavoro di P. Gioda, il superiore regionale e P. Aquileo, il superiore generale e tanti altri.

Ma gli esercizi non erano centrati sul rapporto istituto - santuario. Infatti, Don Marino Basso ci ha predicato sul brano di Matteo 10, 46- 52 e Lc 20, 45-47. Si vedeva che il rettore ha una familiarità grande con la parola di Dio. Comunicava così dal cuore da far osservare a P. Cassiano, alla fine del ritiro, che il ritiro era veramente biblico. Tutti i suoi interventi finivano con un accenno alla Vergine. A un certo punto, ha fatto riferimento al quadro della Consolata: gli occhi non guardano chi guarda il quadro, ma si perde nell’umanità perché l’unica sua preoccupazione è che tutti guardino a Cristo, l’unico tesoro che ha.

È stato un momento forte di preghiera e di comunione tra di noi e il rettore del santuario. Ha terminato il ritiro esortandoci a custodire il dono che ci è stato dato, e di non perdere lo spirito lungo il camino.

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