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Si tratta di un altro asse portante della formazione di ogni missionario della Consolata. Le sfide della missione devono rafforzare l'identità missionaria del processo formativo e farsi presenti nella vita comunitaria, nella preghiera e nella riflessione accademica.
Le attività pastorali intendono far crescere nella lettura dei segni dei tempi, nella necessità di uscire da sé stessi e andare verso la gente, nell'accoglienza di coloro che hanno più bisogno di essere evangelizzati e nel senso di lavorare in équipe, di pianificare, eseguire e verificare assieme. Si tratta di educare alla pastorale d'insieme, all'unità di intenti secondo la migliore tradizione dell'Istituto. Tutto questo diventa, perciò, un importante momento educativo nel processo formativo del seminarista. Questi non va verso la pastorale per ' fare ', sostituire chi non c'è o non si vuoi o non si può preparare; ma per ' imparare ', per formarsi.
Nel suo impegno pastorale l'Allamano House assume e segue le scelte pastorali della Chiesa locale e dell'Istituto e cerca parrocchie e situazioni veramente bisognose e formative. Durante l'anno scolastico la pastorale è limitata ai fine-settimana. Non è facile offrire a tutti la possibilità di queste esperienze. A Nairobi, soprattutto nella nostra zona, i seminaristi sono numerosi e non si sa dove mandarli. Non tutte le parrocchie sono disponibili alla presenza dei seminaristi e offrono opportunità formative. L'inglese e le molte lingue locali, nonostante lo sforzo per introdurre il kiswahili, non fanno altro che aumentare le difficoltà. A queste aggiungasi il precario servizio pubblico nei trasporti e il quadro è completo. Nonostante queste difficoltà, e altre ancora che possono nascere da circostanze fortuite, tutti riescono a trovare la possibilità di un servizio o presso una parrocchia in attività di catechesi, gruppi giovanili, visite alle famiglie anche nei quartieri più diseredati, visite a qualche Piccola Comunità Cristiana, ecc. o in qualche ospedale per la visita agli ammalati o ministri straordinari dell'eucaristia; o in qualche carcere impegnandosi in visite ai detenuti, catechesi, ecc.; o nella catechesi nelle scuole.
Il tempo più forte - e le relative difficoltà - per la pastorale lo costituiscono i mesi delle vacanze estive, maggio-agosto, quando è possibile fermarsi per un periodo di anche due mesi presso qualche parrocchia della comunità e vivere una vera esperienza missionaria.
Il TCR prevede corsi di formazione pastorale e la possibilità di esperienze pastorali dirette dai docenti. E' in costante aumento la preoccupazione del centro di offrire agli studenti una preparazione accademica pastorale adeguata. Ne fa fede il piano di studi. I formatori, da parte loro, seguono l'impegno pastorale dei giovani e li visitano nelle loro attività, dialogando con i parroci e i responsabili dei centri visitati. I seminaristi, poi, si rendono sempre più conto della necessità di offrire un servizio significativo e qualificato, veramente formativo, e di introdurvi i nuovi arrivati. Povera è invece, purtroppo, la partecipazione e la collaborazione nelle attività di animazione missionaria e vocazionale.
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