4.1. Lingue nazionali e locali
La lingua ' ufficiale ' del seminario è l'inglese. E' necessario conoscerlo a fondo e parlarlo con correttezza per rispetto della lingua, per le esigenze della comunicazione all'interno della comunità e con l'ambiente esterno e per le esperienze pastorali. Diventa, quindi, un'esigenza il suo costante studio e pratica, anche a Nairobi. Non si può, né si deve, abbassare la guardia.
A fianco della lingua ' ufficiale ' esistono altre lingue nazionali e locali molto utili, per non dire indispensabili, per l'in-culturazione e la relazione pastorale. Tra tutte, il primo posto va al Kiswahili, lingua bantu molto diffusa in Africa Orientale e di una certa qual difficoltà. Per il suo studio intensivo si organizzano, tutti gli anni, dei corsi specifici durante le vacanze di fine anno. A tutto questo si aggiunge lo studio dell'italiano per coloro che non lo conoscono
E' evidente lo sforzo ' linguistico ' che richiede la presenza nell'Allamano House e che non deve, mai, andare a detrimento dello studio della teologia, della pastorale e della convivenza fraterna. Chi è destinato a Nairobi dev'essere cosciente di questa realtà esistenziale.
4.2. Linee formative
L'Allamano House ha una grossa responsabilità: assumere il processo di africanizzazione del carisma missionario e religioso come si vive nell'Istituto, della riflessione teologica e della prassi pastorale in atto oggi in Africa.
Formatori, seminaristi e comunità regionali sono coscienti di questa loro responsabilità e dell'urgenza di rispondervi con creatività e in fedeltà alle scelte della Chiesa in Africa. In questo sforzo il seminario è accompagnato dall'Ufficio Regionale di Formazione e Studi, dal TCR e dal CHIEA che si sono allineati con lo spirito del Sinodo della Chiesa in Africa,
Coloro che vivono a Nairobi il loro cammino formativo devono avere sempre davanti ai loro occhi e nel loro cuore questo grande appuntamento con la storia dell'Istituto in Africa. L'ideale del seminario è quello di vivere sul serio la sua identità di comunità internazionale situata in Africa e illuminata dal Vangelo, dalla missione e dalla propria esperienza di vita in Cristo.
Si desidera creare un clima di vita comunitaria, fatto di apertura, accoglienza, rispetto mutuo, collaborazione, partecipazione e integrazione dei valori personali e culturali degli altri.
Questo chiede ai seminaristi di vivere il progetto personale e comunitario di vita; di crescere nell'accettazione delle diversità culturali e nell'integrazione dei valori di tutti; nella promozione della responsabilità personale; nell'attenzione alle necessità dei fratelli e nell'aiuto vicendevole; nella capacità di stare assieme, parlarsi, condividere, ' perdere tempo ' con gli altri; nella creazione di un clima di silenzio nelle ore di studio, preghiera e riposo; nell'informazione mutua; nella preparazione a vivere e lavorare assieme, in équipe, come lo esige la vita di missione; nella lettura di giornali e riviste per informarsi sulla situazione della Chiesa e del mondo; nella pratica e studio delle lingue; nell'integrazione nella liturgia dei valori ed espressioni culturali degli altri; nella comunicazione con i semi- nari teologici, filosofici e noviziati (il bollettino Mwangwi); nella verifica costante e periodica di quest'ideale di vita; nelle relazioni sempre più profonde e significative con la comunità regionale; in uno stile di vita semplice e austero, nonostante le strutture, perché ' accerchiati ' da quartieri poveri e da fratelli che hanno difficoltà a ' sbarcar il lunario '.
Tutto questo, se non vuole rimanere una chimera, deve tradursi nella convivenza di ogni giorno, nella vita spirituale e di preghiera, nelle esperienze pastorali, nel contatto con la gente e nelle strutture della casa.
Ecco, allora, i due incontri comunitari giornalieri di preghiera: Lodi-Meditazione-Eucaristia e Vespro; il ricordo a Maria, il sabato, e l'adorazione eucaristica settimanale; la Santa Messa partecipata, dove si valorizzano le ricchezze culturali, la lingua e la creatività di ognuno; lo sforzo di rendere accogliente la cappella per la preghiera personale; la condivisione della Parola di Dio e della propria esperienza di vita in Cristo; la celebrazione regolare di ritiri ed esercizi spirituali; gli incontri settimanali di formazione; la convivenza con i docenti, i filosofi e i fratelli di Langata; il lavoro manuale; l'apertura della casa e l'accoglienza dei confratelli, degli ospiti e gruppi parrocchiali; i ' socials ' per celebrare le feste di famiglia; il ' ménage ' della casa dove tutto, eccetto la cucina che è alle dirette dipendenze di una Missionaria della Consolata e di alcuni cuochi, è affidato alla responsabilità dei seminaristi: manutenzione e pulizia della casa, fare la spesa, lavanderia e biancheria, biblioteca, cura delle vetture e biciclette, dei fiori, giardino, orto e frutteto, piante e campi da gioco.
Le numerose visite dei confratelli, la celebrazione di molti incontri regionali nell'Allamano House hanno fatto uscire il seminario dal suo isolamento e ne hanno approfondito l'inserimento nella vita della comunità regionale.Vivendo quest'ideale e questa programmazione, in sintonia con i documenti formativi dell'Istituto, seminaristi e formatori credono di dare delle risposte efficaci alle sfide fondamentali dell'Allamano House: l'inculturazione e V internazionalità, per essere in Africa e per l'identità dell'Istituto, famiglia internazionale.
|