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4. Progetto formativo Stampa E-mail
Scritto da IMC Consolata   

Il processo formativo del seminario teologico di Bogotà vuol essere creativo e, allo stesso tempo, fedele al cammino della Chiesa Latinoamericana, che in Medellin e Puebia si è identificata con delle scelte pastorali chiare e specifiche;
al cammino proposto a tutto l'Istituto dalle Costituzioni, Programmazione Capitolare e Ratto Formationis; alla missione e sue sfide come si presentano oggi; alla situazione in cui vive e lavora il popolo, le comunità parrocchiali.


4.1. Lingua locale

Generalmente si crede che il castigliano sia una lingua facile da imparare e da parlare. Per cui non si concede molta importanza alla sua conoscenza seria e profonda. Ciò è chiaramente un errore. Lo ' spagnolo ' è una lingua complessa e più difficile di quello che sembra a prima vista.
Per cui è bene arrivare a Bogotà conoscendo almeno gli elementi essenziali per difendersi i primi mesi e per la scuola all'Università. Il seminario si incarica di organizzare un corso intensivo interno con professori che vi collaborano.
Chi chiede di essere destinato a Bogotà deve sapere che si assume l'obbligo di studiare con serietà la lingua castigliana ancor prima di arrivarvi. Non è serio andare a scuola e lanciarsi all'esperienza pastorale senza poter comunicare nella lingua locale.


4.2. Linee formative

La comunità formativa di Bogotà non dimentica che la teologia è l'ultima tappa della formazione di base. Seminaristi e formatori sono coscienti di formare una comunità apostolica, religiosa e missionaria; impegnata nell'inculturazione, nell'attenzione alla realtà socio-culturale e religiosa della nazione, e nel processo formativo in spirito di famiglia e fedeli alle caratteristiche mariana ed eucaristica dell'IMC.
Ciò esige un continuo sforzo di crescita e sintesi, serena ed equilibrata, di tutti gli aspetti della formazione.
In sintonia con la Ratio Formationis, in comunione con l'Ufficio Regionale di Formazione Studi, accompagnati dai formatori, dai compagni di semestre o di équipe pastorale, si vuoi formare un missionario:
- cosciente dei suoi valori, dell'equilibrio psico-fisico che deve raggiungere nelle cosiddette "virtù umane", nella creatività e responsabilità, nella capacità di intimità e donazione agli altri; nell'autonomia affettiva e di giudizio critico;
- capace di stabilità e consistenza nella sua personalità per assumere e vivere la sua consacrazione nel ministero sacerdotale, superando tutte le fragilità e chiusure possibili;
- capace di vivere il suo progetto personale di vita e quello comunitario gestendo, con autonomia e in base al discernimento comunitario, i suoi impegni di vita e il tempo libero;
- evangelicamente impegnato, e con passione, nella costruzione del Regno; identificato e fedele nella sequela di Gesù; radicale nella dedizione ai poveri e ultimi; testimone credibile del Vangelo per mezzo della sua vita religiosa;
- allegro, maturo nella sua fede, uomo capace di speranza e di relazioni interpersonali profonde, capace di relativiz-zare tutti i suoi progetti personali, idee e persone per l'integrazione comunitaria;
- dotato di una buona sintesi teologica contestualizzata, a dimensione missionaria, fatta di esperienze pastorali, riflessione e studio, celebrazioni liturgiche e di vita;
- identificato con la figura e il messaggio del Ven. Padre Fondatore, con il progetto di vita e pastorale ' ad gentes ' dell'Istituto, pronto a vivere e lavorare in équipe e a utilizzare tutti i mezzi utili al suo impegno missionario;
- preparato per andare, come animatore, formatore ed evangelizzatore, in qualsiasi parte del mondo dove l'Istituto
10 mandi, e per impegnarsi nelle situazioni più sfidanti perché in possesso di una profonda spiritualità missionaria;
- sensibile verso i problemi sociali e culturali locali per fare sue le scelte della Chiesa Latinoamericana e per crescere nella coscienza della necessità dell'incarnazione e dell'arricchimento che gli deriva dall'internazionalità.
Per disegnare questa ' fisionomia ' il seminario dispone di alcuni mezzi pedagogici:
- svolgere con responsabilità le incombenze di ogni giorno: pulizie e manutenzione della casa; fare la spesa settimanale; tenere aggiornata l'amministrazione e la contabilità della comunità; attendere al telefono e alla portineria; ricevere gli ospiti e coloro che chiamano alla porta. Il lavoro manuale è piuttosto difficile per non dire impossibile. Le esigenze dello studio, della pastorale e della vita comunitaria ci obbligano a limitarci alla normale manutenzione della casa. I seminaristi svolgono le funzioni di ' sacrestani ' della limitrofe parrocchia della Consolata;
- approfondire il dialogo personale con il formatore,
11 discernimento comunitario e la fedeltà alle decisioni prese, la correzione fraterna e le relazioni interpersonali, la capacità
di vivere e lavorare in équipe, il clima di famiglia, la corresponsabilità, il servizio, la capacità di ascolto e accoglienza delle sfide che provengono dalla realtà circondante;
- darsi un progetto personale di vita; confrontarsi continuamente e con sincerità con quello comunitario; mantenere puntualità e partecipazione attiva negli incontri settimanali comunitari e in quelli di semestre o di équipe pastorale;
realizzare la comunione dei beni e la cassa comune; celebrare le feste dell'Istituto, della circoscrizione e dei mèmbri del seminario (compleanno, ecc.); stimolare le destrezze e ' hobbies ' di ognuno; approfondire l'inserimento nella vita e attività della comunità regionale;
- essere fedeli agli incontri giornalieri di preghiera:
Lodi, il mattino, Vespro ed Eucaristia, la sera; crescere nella capacità di silenzio, riflessione e preghiera personale; educarsi al valore della liturgia, della vita sacramentale e dei ministeri della Chiesa; sviluppare una preghiera attenta alla situazione della gente, alle necessità delle comunità che si servono nella pastorale e agli avvenimenti dell'Istituto; condividere le proprie esperienze religiose e missionarie; celebrare, con profondità, i ritiri mensili e gli esercizi spirituali; far memoria, ogni giorno, di Maria, la prima discepola di Gesù, dei martiri della Chiesa Latinoamericana e dei missionari IMC defunti; dare contenuto all'adorazione eucaristica mensile che si fa in parrocchia; trattare negli incontri comunitari il tema della preghiera liturgica e personale; lasciarsi illuminare dalla Parola di Dio per assumerne i valori e riprodurre in sé stessi la persona di Cristo.
Gli incontri di preghiera sono comunitari i martedì, venerdì e sabato; per semestre, i mercoledì; per équipes pastorali, i lunedì e le domeniche. Il sabato mattina l'incontro di preghiera si trasforma in una profonda e sincera condivisione sulla Parola di Dio della domenica. Per la celebrazione della Eucaristia i teologi e i fratelli si recano al tempio parrocchiale; ogni quindici giorni si celebra in comunità.
Ogni mese una commissione di coordinamento anima la vita comunitaria e le varie attività che vi si svolgono.
Le relazioni con il mondo esterno sono molto buone. Il seminario è una casa dalle porte aperte e la comunità gode la stima della gente del quartiere: è diventato un centro di riferimento per tutti. In questo si è facilitati dalla parrocchia che promuove la partecipazione degli agenti di pastorale laici.
La dimensione missionaria è molto forte, anche se gli studi e la facoltà di teologia non la stimolano. Si alimenta per mezzo delle visite dei missionari, specialmente di quelli che vivono in situazioni difficili e significative, delle esperienze pastorali in città e della missione nei tempi forti dell'anno (Natale e Settimana Santa) o durante le vacanze di metà anno. E' costante la riflessione su questa realtà missionaria della nostra identità e carisma. Effetto di questo cammino formativo è la forte identificazione dei seminaristi e fratelli con la sfida pastorale che emerge dalla situazione degli indigeni, degli afroamericani e degli altri gruppi umani emarginati e in difficoltà.
Si vive l'internazionalità con molta serietà: come una opportunità di vivere e lavorare insieme, come fratelli di razze e culture diverse, come segno della fraternità evangelica che si vuoi annunciare al mondo. Molte congregazioni la invidiano: è un segno profetico e come tale non è per nulla facile. L'inculturazione e l'identificazione con le scelte pastorali della Chiesa locale tendono a sacrificare l'internazionalità. Non è facile capire che inculturazione e internazionalità chiedono a tutti i mèmbri della comunità gli stessi atteggiamenti di rela-tivizzazione dei valori propri e accoglienza di quelli degli altri.
In generale non esistono tensioni gravi o difficoltà particolari; solo le normali frizioni feriali, proprie di ogni convivenza comunitaria.

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Domenica Missionaria

I dom Avvento - B
I Domenica Avvento B

Nell’attesa della sua venuta

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Missione Oggi

La opción por el pobre después de Aparecida: Confirmación, desafío, y búsqueda
INTRODUCCIÓN
 
El objetivo de la ponencia que les voy a compartir es triple:
 
Primero: mostrar cómo Aparecida tiene el inmenso valor no solo de confirmar ( G. Gutiérrez emplea el término de reafirmar) el valor y el sentido de la Opción por el Pobre, expresión que empezó a utilizarse en la Teología desde la Conferencia de Medellín y que popularizó y divulgó la Teología de la Liberación, sino sobre todo, de poner un punto final a las discusiones, ambigüedades, diversidad de interpretaciones que suscitó esa expresión y sobre todo de mostrar el valor fundamentalmente evangélico de la manera de pensar y de actuar que conllevaba la práctica de esta Opción por el pobre.
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