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Maria, formatrice della nostra santità PDF Stampa E-mail
Scritto da p. Darci Vilarinho, imc   
“Se non avete la devozione alla Madonna, e non dico solo devozione, ma una tenera devozione, non vi farete santi” 1.
“Diamoci interamente alla Madonna, anima e corpo, perché disponga di noi a suo piacimento e ci aiuti a farci santi” 2.
“Chi vuole giungere alla santità senza la Madonna, vuole volare senza ali” 3.


Proprio trent’anni fa, P. Mario Bianchi ci ha scritto una lettera circolare intitolata “Rinnoviamo la caratteristica mariana dell’Istituto”. Dieci anni dopo, P. Giuseppe Inverardi ne ha scritto un’altra intitolata “La Consolata e la nostra identità”. Vale la pena bere a queste fonti dell’Istituto per vedere come la nostra santità è legata alla presenza di Maria nella nostra vita e per renderci conto della ricchezza che ci è stata offerta nella persona del Fondatore formata alla scuola di Maria. Nessuno dubita che, per capire la santità dell’Allamano, la sua spiritualità e la sua opera, occorre situarlo accanto alla Madre che ha forgiato la sua anima. “Fu una preparazione lunga, costante, graduale e completa, così che, considerando la fondazione dell’Istituto in questa luce e prospettiva mariana, vien naturale pensare che il cuore della Madre dispose gli eventi, le persone, i tempi e i luoghi perché tutto si svolgesse bene…” 4. “Il nostro rapporto con Maria è più che filiale. Fa parte del nostro essere, ci qualifica come missionari, ispira, pervade e unifica i vari aspetti della nostra vita: la spiritualità, l’apostolato, le relazioni tra noi e con gli altri. Perciò al Fondatore preme che stabiliamo un’unione continua con Maria” 5.

Ciò che il Fondatore ci ha insegnato partì dalla sua esperienza di figlio spirituale di Maria. Ci ha raccomandato perciò di offrirci totalmente a lei affinché fosse lei a prendere le redini della nostra vita, additandoci il modo migliore di farci santi e di svolgere la nostra missione. Le sue parole sono chiare:“Diamoci interamente alla Madonna, anima e corpo, perché disponga di noi a suo piacimento e ci aiuti a farci santi” 6. Ci ha educato ad avere gli occhi aperti per vedere ciò che Maria è capace di realizzare nella nostra vita: “Se voi steste attenti, vedreste e comprendereste che il buon spirito che c’è nella comunità, lo stesso desiderio di farvi buoni, tutto, tutto è grazia della Consolata” 7. E conseguentemente ci ha chiesto di “essere inebriati della Madonna” 8 affinché il suo spirito modellasse il nostro essere missionari.

Maria formatrice di santi

L’esperienza dell’Allamano è simile all’esperienza che altri santi hanno fatto nel loro rapporto con Maria. Ed è l’esperienza della Chiesa. Per tutte le persone più simili a Gesù, cioè i santi, Maria è al centro delle loro esperienze soprannaturali: essi si sono formati tutti attraverso Maria. Per farci santi – ed è ciò a cui tendiamo – bisognerà mettere Maria sempre al suo giusto posto nella nostra vita spirituale. Dicono questi santi che per la “via regale” di Maria si cammina più soavemente e più tranquillamente. Lei, come buona madre, ci si fa vicina per aiutarci, sostenerci e stimolarci nel cammino della nostra santificazione. Lei c’invita a fare ciò che ha fatto Lei: mettere i nostri piedi sulle impronte lasciate da Gesù. Con Maria la strada sarà più facile. Si racconta che S. Francesco d’Assisi, in occasione di una visione mistica, un giorno, vide i suoi figli spirituali che tentavano invano di proseguire in un’ascesi volontaria. Gesù allora gli disse: “Francesco, fa’ passare i tuoi figli per la strada di mia Madre”. La strada percorsa dalla Madre di Gesù è la via regale dell’umiltà, la strada di chi si abbandona totalmente a Dio, quella più sicura, quindi, verso la santità.

Ce lo insegna magistralmente la Lumen gentium (n. 65): “Mentre la Chiesa ha già raggiunto nella beatissima Vergine la perfezione, con la quale è senza macchia e senza ruga, i fedeli si sforzano ancora di crescere nella santità debellando il peccato; e per questo innalzano gli occhi a Maria, la quale rifulge come modello di virtù davanti a tutta la comunità degli eletti”. Ella infatti è “maestra di vita spirituale” (Marialis cultus 21) e “Madre nell’ordine della grazia” (LG 62): colei che ha cooperato “per restaurare la vita soprannaturale nelle anime” (LG 61). La Madre riproduce “nei figli i lineamenti spirituali del Figlio primogenito” (MC 57): è la formatrice dei santi e colei che produce frutti di santità nei credenti.

Il vincolo “filiale” con Maria, mentre ci permette di sperimentarne come consacrati la sua materna presenza, c’insegna a vivere la nostra missione in docilità allo Spirito Santo, imitando il suo essere Cristofora per il mondo. La “maternità” di Maria rischiara quanti sono chiamati al ministero di rigenerare gli uomini nella santità di Dio: “La Vergine, infatti, nella sua vita, fu modello di quell'amore materno del quale devono essere animati tutti coloro che, nella missione apostolica della Chiesa, cooperano alla rigenerazione degli uomini” (LG 65).

Lo stampo di Dio

La spiritualità mariana di tanti santi ci esorta ad accogliere Maria nella nostra esistenza, ossia a lasciarle spazio affinché ella, per la potenza dello Spirito Santo, riproduca nelle nostre anime Gesù Cristo al vivo. Il Montfort ci direbbe, anche oggi, di gettarci in Maria, come cera in uno stampo, per assomigliare perfettamente a Cristo. Paolo VI lo ha detto con altre parole: “Maria è il modello stupendo della dedizione totale a Dio; Ella costituisce per noi non solo l'esempio, ma la garanzia di poter restare sempre fedeli alla consacrazione che abbiamo fatto dell'intera nostra vita a Dio» 9.

Il Montfort, nella cui spiritualità ha bevuto anche il Beato Allamano, ha delle intuizioni sicuramente valide anche per i nostri tempi, quando parla di questa funzione plasmatrice di Maria. Dice testualmente: “Maria è un luogo santo, è il Santo dei santi, dove i santi vengono formati e modellati” 10. E, citando il santo Vescovo di Ippona, continua: “S. Agostino chiama la Santa Vergine forma Dei, cioè lo stampo di Dio, uno stampo adatto a dare forma e a modellare degli esseri divini. Chi viene gettato in questo divino stampo è modellato in Gesù Cristo e Gesù Cristo in lui: con poca spesa e in poco tempo, diventerà dio, poiché è stato gettato nel medesimo stampo che ha dato forma a un Dio” 11. E più avanti precisa: “Ricordati però che si getta nello stampo solo materiale che sia fuso e liquido; devi cioè distruggere e fondere in te il vecchio Adamo, per diventare quello nuovo in Maria” 12.

Essere un’altra Maria

I santi, e come loro il nostro Fondatore, c’invitano a donarci tutti a Lei, senza limitazioni, così da essere in qualche modo “ella stessa vivente, parlante, operante in questo mondo” per mezzo nostro (Massimiliano Kolbe). Ciò vuole dire che, per essere un’altra Maria in terra, non può mancare la nostra parte di sforzo e di purificazione affinché, messi nelle sue mani, Lei ci possa modellare a suo piacimento.

Essere un’altra Maria, vuole dire prestare ascolto ai suoi continui richiami e lasciarci convertire alla santità.

Vuole dire vivere l'amore fraterno, la contemplazione, la preghiera, la lode a Maria, traducendo tutto in “imitazione delle sue virtù” (LG 67).

Vuole dire vivere in santità come perseveranza nella vocazione ricevuta, di cui siamo umili servitori e non i padroni.

Vuole dire avere quello spirito missionario permanente dell'andare solleciti a portare Cristo al prossimo, come fece Maria recandosi da Elisabetta, svolgendo così la nostra vocazione di Teofori e Cristofori.

Vuole dire coltivare in noi l'atteggiamento eucaristico del Magnificat, lodando e ringraziando il Signore e facendo memoria dei fatti salvifici da Lui operati in noi e nel mondo.

Vuole dire custodire la vita di Dio nel cuore, meditando parole e fatti, come ha fatto Maria.

Vuole dire essere recettivi davanti al mistero di Dio che ci avvolge e ci supera.

Vuole dire essere forti nell’abbracciare con gioia la sofferenza della Pasqua ed avere un amore appassionato al Corpo di Cristo che è la Chiesa.

A questo ci richiamava l’Allamano quando, citando il Montfort, ci diceva di fare tutto con Maria, per Maria e in Maria, e ci esortava a “raccoglierci in noi stessi come in un oratorio con Maria, come una lampada che arde sempre alla sua presenza” (Conferenze II, 594).

Con lo Spirito Santo

Per vivere così, non ci resta che donarci totalmente a Maria e installarla come signora della casa, nella nostra persona. Lo Spirito Santo ci sarà molto vicino in tutto questo lavoro di santificazione. Lui che con Maria, in Maria e da Maria formò il suo capolavoro, Dio fatto uomo, formerà fino alla fine del mondo i membri del corpo di questo capo. “Quando lo Spirito Santo scorge Maria in un’anima, vi vola, vi entra in pienezza e si comunica a quest’anima con abbondanza e nella misura in cui essa fa spazio alla sua Sposa” 13. A noi la preoccupazione di fare spazio a Maria nella nostra vita, sicuri che “quando Maria ha posto le sue radici in un’anima, vi produce meraviglie di grazia che lei sola può produrre, perché lei è la Vergine feconda, che non ha mai avuto né mai avrà chi le somigli in purezza e fecondità” 14.

1 Cosi vi voglio, 154.
2 Cosi vi voglio, 156.
3 Cosi vi voglio, 155.
4 P. Mario Bianchi, Lettera circolare del 8 dicembre 1978.
5 P. Giuseppe Inverardi, Lettera circolare del 7 ottobre 1988.
6 Cosi vi voglio, 156.
7 Cosi vi voglio, 157.
8 Cosi vi voglio, 170.
9 Discorso agli alunni di Propaganda Fide, 15 agosto 1963.
10 L. G. de Montfort, La Vera Devozione, 218.
11 L. G. de Montfort, La Vera Devozione, 219.
12 L. G. de Montfort, La Vera Devozione, 221.
13 L. G. de Montfort, La Vera Devozione, 36.
14 L. G. de Montfort, La Vera Devozione, 35

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