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Roraima: Operazione di disarmo in terra indigena Raposa PDF Stampa E-mail
Scritto da Misna   
Indigenous leader Dionito Makuxi, president of Brazilian Roraima state's Indigenous Council - AP Photo by Eraldo Peres“Siamo qui per condurre un’indagine e punire i responsabili di questo grave incidente” ha detto il ministro di Giustizia Tarso Genro inviato nella terra indigena Raposa/Serra do Sol, nello stato settentrionale di Roraima, focolaio di rinnovate tensioni tra le popolazioni autoctone e i coloni bianchi che la occupano abusivamente e rifiutano di abbandonarla, come previsto dalla legge. Genro ha annunciato il rafforzamento della polizia federale a Raposa “con l’obiettivo di pacificare la regione” dopo che lunedì un gruppo di ‘pistoleiros’ al soldo del capo dell’associazione dei risicoltori Paulo César Quartiero ha aperto il fuoco contro un gruppo di indigeni che costruivano le loro ‘malocas’ (capanne) nell’area della ‘Fazenda Deposito’, vasto latifondo illegale presente all’interno del territorio autoctono.

Quartiero, arrestato per tentato omicidio, formazione di banda armata e possesso di materiale esplosivo ha minacciato nuove azioni violente contestando la politica indigena del presidente Luiz Ignacio Lula da Silva che nel 2005, dopo quasi 30 anni di battaglie legali, ha riconosciuto il pieno possesso di Raposa ai 15.000 indigeni Macuxi, Wapichana, Ingariko, Taurepang e Patamona che da sempre la abitano. “Quello che il Consiglio indigeno di Roraima e le organizzazioni non governative stanno chiedendo è un cadavere, come quello di Dorothy Stang” la missionaria uccisa nel Pará nel 2005 “e ci sono quasi riusciti” ha detto senza mezzi termini il capo dei risicoltori, citato dal quotidiano ‘Folha’.

Continua la Campagna Internazionale per il ritiro immediato degli invasori dalla Raposa Serra do Sol
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La globalizzazione in versione neoliberista estende ormai i suoi effetti, diretti o indiretti, sull’ intero pianeta, con la conseguente destabilizzazione sociale sia degli strati sociali più deboli come delle classi intermedie, causata dalla polarizzazione verso l’ alto delle ricchezze generate da un sistema economico avente indubbie capacità di produzione di beni ma non della loro ridistribuzione e portatore di paradigmi economici, culturali e sociali devastanti.

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