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APPENDICE 2 PDF Stampa E-mail
Scritto da IMC Consolata   

A.3 PACE E NONVIOLENZA

A.3.1 PROGRAMMA PER L'EDUCAZIONE ALLA PACE

1. Cambiamenti di atteggiamento e opzione decisa per la pace. Studiate "a fondo", siate al corrente dei dati pertinenti; valutate punti di vista diversi, meditate sui problemi; abbiate pensieri pacifici; imparate da Karaniya Metta Sutta. Siate disposti a dedicare un po' di tempo alla pace, mentre altri danno la vita in conflitti violenti. Uno sforzo supremo per salvare vite umane nel nostro paese. Non rinunciate mai, per quanto sia difficile, e qualunque effetto contrario ne risulti; perché la nostra è una convinzione spirituale, basata anche sulla dignità della vita umana. Non vergognatevi di essere per la pace. Siate apertamente per una pace giusta; siate chiari, espliciti, comprensibili, visibili...magliette, distintivi!

2. Formate gruppi di pace: per attività di studio; lavorate in rete...preferibilmente multireligiosa, multietnica, sul territorio, nel paese, nella città, nel quartiere, nella nazione. Cercate il sostegno di persone stimate; da soli possiamo fare poco.

3. Tenete incontri, seminari a livello di paese; scambiate opinioni, incoraggiatevi vicendevolmente. Diffondete messaggi di pace per tutto il paese. Abbiate le idee chiare su soluzioni possibili. Siate concreti, realistici. Fate valutazioni.

4. Sviluppate delle metodologie: recitazione, teatro, arte, canzoni, poesie, componimenti, manifesti, volantini; sane competizioni di oratoria e di teatro. Bodhi Pujjas, preghiera, veglie, digiuni. Condividete, Celebrate la pace: per es. Venerdì Santo come trionfo della pace: dare la propria vita in modo nonviolento; l'Islam è pace: commemorazione del Mahatma Gandhi, di Martin Luther King; giorno della pace mondiale, giorno dei diritti umani; liturgie di pace. Servizi sociali: rifugiati, feriti, carcerati, vedove e orfani.

5. Agite in modo permanente per creare opinione pubblica: ad ogni stadio nella rappresentazione della nostra stessa storia. Ogni sessione deve portare ad un'azione. L'azione forma gli operatori di pace nell'esperienza e nella convinzione. Tipi di azione: scrivere lettere alla stampa; al Presidente della nazione, al capo dell'Opposizione, ai deputati, ai partiti politici, ai capi religiosi locali, ai presidi delle scuole; la democrazia è un processo educativo dei nostri governanti. Finora, hanno mancato gravemente agli impegni verso di noi. Fare pressione, campagne per raccogliere firme, slogan, testimonianze, collegamenti telefonici; Marce della pace.

6. Mezzi d'informazione: Pubblicazioni, articoli, album di siNGOli, gruppi, documenti, depliant, libri, centri di informazione, raccolta di dati; cassette, presentazione di diapositive accompagnate da musica, video.

7. Cercate di assicurarvi dei fondi vostri, dividendo le spese e raccogliendo dei contributi volontari; per es. rinunciando a fumare. La nostra opera di pace non dovrebbe dipendere solo dagli altri.

8. Elaborate dei programmi di formazione per operatori di pace; per l'educazione alla pace.

9. Internazionalizzate il movimento per la pace: fate sapere agli altri che noi siamo per la pace.

10.Ammettete i successi. C'è molto di cui possiamo essere contenti; per es. il cambiamento di mentalità. La grande maggioranza della gente vuole la pace.

Bollettino: Giustizia Sociale, Sri Lanka


A.3.2 VERSO UNA CULTURA DI PACE (CPP)

Un Nuovo Programma dell'UNESCO Promuove la Sicurezza Nonviolenta

Il Programma Cultura di Pace dell'UNESCO è una iniziativa dinamica, destinata a contrastare e a trasformare la violenza che attualmente si è diffusa in tante società. Iniziato nel 1993 e 1994, con azioni post-belliche in El Salvador e in Mozambico, il CPP è diretto alle radici profonde di conflitto, mediante un approccio a lungo termine, che promuove i diritti umani, la democrazia e lo sviluppo.

Come dice la Costituzione dell'UNESCO, "poiché le guerre incominciano nella mente degli uomini (sic), è nella mente degli uomini (sic) che bisogna costruire le difese della pace."

Ciò significa che al posto dell'incitamento all'odio, ci deve essere comprensione inter-culturale; invece della segretezza, il flusso libero dell'informazione; e invece del dominio maschile, il pieno riconoscimento delle donne. La promozione di una cultura di pace richiede un'ampia gamma di azioni a tutti i livelli, da quello locale a quello globale.

L'istruzione è il fattore chiave che porta a una cultura di pace, intesa in modo ampio ad includere apprendimento formale e informale, nelle scuole e in famiglia, attraverso i mass media e altre istituzioni sociali.

Il Programma Cultura di Pace dell'UNESCO include:

  • Progetto Scuole Associate (ASP), che collega più di 3700 scuole e istituti di formazione per insegnanti in 129 paesi.
  • Programmi nazionali basati sulla partecipazione e sui metodi tradizionali di "problemsolving"(ricerca della soluzione di problemi).Questi, al momento, vengono attuati in El Salvador, Nicaragua, Mozambico, Burundi, Filippine e Ruanda, tra gli altri.
  • Indipendente, una radio comunitaria nella ex Yugoslavia, in Ruanda, Somalia, Haiti e Palestina, ecc., dove la radio è stata usata per incitare all'odio.
  • Dichiarazione per una Cultura di Pace, firmata dai capi militari dell'America Centrale, il 27 Giugno 1996, che sostiene la democrazia, i diritti umani e lo svilupposostenibile.
  • Casa per una Cultura di Pace in Burundi, funziona come spazio neutrale, dove i Burundiani possono incontrarsi per scambiarsi le idee.
  • Programmi di Smobilitazione di Soldati, formazione di promotori della pace; conferenza dell'UNESCO in Mozambico, nel Dicembre 1996.

Per maggiori informazioni sui progetti CPP, rivolgetevi agli uffici nazionali dell'UNESCO; e/o all'ufficio centrale dell'UNESCO a Parigi: Place de Fontenoy, 75352 Paris 07 SP France; tel: +33 1 45 68 08 77; fax: +33 1 47 83 68 67; email: cofpeace unesco. org (70)

UNESCO AWARDS FIRST MADANJET SINGH PRIZE alla Pro-Femmes Twese Hamwe del Ruanda, un'associazione di 32 gruppi di donne, che promuove continuamente la pace e la giustizia nel paese. Il Premio Singh dell'UNESCO è un riconoscimento alle organizzazioni che promuovono la tolleranza e la nonviolenza.

La Pro-Femmes è stata scelta "per il loro notevole contributo nella riabilitazione delle famiglie e delle comunità devastate dalla violenza di massa." In condizioni estremamente difficili, la Pro-Femmes ha lanciato la propria Campagna di Azione per la Pace, immediatamente dopo i massacri dell'Aprile 1994 in Ruanda. (71)


A.3.3 UN VOTO DI NONVIOLENZA

Nel nostro desiderio di agire per il disarmo, un passo che ci è sembrato utile è stato: fare un voto di nonviolenza.

  • Questo gesto implica un rifiuto esplicito della violenza e il desiderio di un amore illimitato.
  • E' un voto privato, un impegno personale.
  • Non è accettato da alcuna autorità e non comporta alcun obbligo canonico.
  • Il voto si può fare per un determinato periodo, per es. un anno.
  • Lo si può rinnovare periodicamente o può diventare un impegno per la vita.
  • Il voto di nonviolenza dovrebbe liberare la persona, e non farla sentire colpevole. Non significa acquisire un animo nonviolento da un momento all'altro, ma percorrere una via giorno dopo giorno.
  • Questo voto di nonviolenza ha un solido fondamento nella tradizione; i Cristiani lo fanno da secoli.

"Beati gli operatori di pace:
perché saranno chiamati figli di Dio...
Avete udito ciò che è stato detto,
Amerai il tuo vicino e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico questo,
amate i vostri nemici e pregate per coloro che vi perseguitano,
perché possiate essere figli del vostro Padre che è nei cieli."
Mt 5, 9, 43-45

"Riconoscendo la violenza che c'è nel mio animo, e confidando nella bontà e misericordia di Dio,

IO FACCIO VOTO PER UN ANNO DI METTERE IN PRATICA LA NONVIOLENZA DI CRISTO, COME EGLI CI HA INSEGNATO NEL DISCORSO DELLA MONTAGNA.

Davanti a Dio Creatore e allo Spirito che santifica, prometto di testimoniare con la mia vita l'amore di Cristo, e specialmente di:

  • vivere la pace ed essere un costruttore di pace, nella mia vita quotidiana
  • accettare la sofferenza, piuttosto che infliggerla
  • rifiutare di reagire alla provocazione e alla violenza
  • perseverare nella nonviolenza nelle parole e nei pensieri
  • vivere scrupolosamente e semplicemente, per non far torto a nessuno
  • operare in modo nonviolento per sopprimere le cause di violenza, in me e nel mondo

O Signore, io pongo la mia fiducia nella tua fedeltà e, poiché mi hai dato il desiderio e la grazia di fare questa promessa, dammi la forza di mantenerla".

Pax Christi

A.3.4 DECALOGO PER UNA SPIRITUALITA' DI NONVIOLENZA

1. Imparare a riconoscere e rispettare "il sacro" ("quello di Dio", come dicono i Quaccheri) in ogni persona, compresi noi stessi, e in ogni parte del Creato. Le azioni della persona nonviolenta contribuiscono a liberare dall'oscurità e dalla prigionia questo Divino nell'avversario.

2. Accettarsi fino in fondo, "chi sono io", con tutti i miei doni e le mie ricchezze, con tutti i miei limiti, i miei errori, difetti e debolezze, e rendersi conto che "io sono accettato da Dio". Vivere nella verità di noi stessi, senza orgoglio eccessivo, con meno illusioni e false aspettative.

3. Riconoscere che quello che risento, e forse addirittura detesto, in un altro, deriva dalla mia difficoltà ad ammettere che questa stessa realtà vive anche in me. Riconoscere e incominciare a rinunciare alla mia violenza, che diventa evidente quando controllo le mie parole, i miei gesti e le mie reazioni.

4. Rinunciare al dualismo, la mentalità "noi-loro"(manicheismo). Questo ci divide in "buoni-cattivi" e ci permette di demonizzare l'avversario. E' la radice del comportamento autoritario ed esclusivo. Genera il razzismo e rende possibili conflitti e guerre.

5. Affrontare la paura con amore, non soprattutto con coraggio.

6. Capire e accettare il fatto che la "Nuova Creazione", l'edificazione della "Diletta Comunità", viene sempre effettuata con gli altri. Non è mai un "assolo". Ciò richiede pazienza e capacità di perdonare.

7. Vedere noi stessi come parte dell'intero creato, verso il quale promoviamo un rapporto di amore, non di padronanza, ricordando che la distruzione del nostro pianeta è un problema profondamente spirituale, non semplicemente scientifico e tecnologico. Siamo una cosa sola.

8. Essere pronti a soffrire, forse addirittura con gioia, se crediamo che ciò aiuterà a liberare il Divino negli altri. Questo comprende l'accettazione del nostro posto e momento nella storia, con i suoi traumi e le sue ambiguità.

9. Essere capaci di festeggiare, di essere felici, quando la presenza di Dio viene accettata, e quando non lo è, contribuire a scoprire questo fatto e ad ammetterlo.

10.Rallentare, essere pazienti, piantando i semi dell'amore e del perdono nel nostro cuore e attorno a noi. A poco a poco cresceremo nell'amore, nella compassione e nella capacità di perdonare.

Rosemary Lynch, osf; Louis Vitale, ofm; Alain Richard, ofm; Ken Katigan
Centro Pace e Bene, Las Vegas, Nevada (Riveduto Agosto 1995)

A.3.5 DECIDI DI ESSERE PACIFICO

Decidi di essere pacifico
Rendi pacifici gli altri
Sii un modello di pace
Irradia la tua pace
Ama appassionatamente la pace
del nostro meraviglioso pianeta.

Non ascoltare i guerrafondai
coloro che vanno in cerca di odio e di potere
Sogna sempre un mondo pacifico,
senza guerre, disarmato.
Pensa sempre a un mondo di pace.

Accendi e tieni accesi in te stesso
i pulsanti della pace
quelli segnati: amore,
serenità, felicità, verità,
gentilezza, amicizia,
comprensione e tolleranza.

Prega e ringrazia ogni giorno Dio per la pace
Prega per le Nazioni Unite
e per tutti gli operatori di pace.
Prega per i capi delle nazioni
che tengono nelle loro mani
la pace del mondo.

Prega Dio di far sì che il nostro pianeta
diventi infine il Pianeta della Pace.
E canta all'unisono con tutta l'umanità
"Pace sia sulla Terra
e che essa incominci da me".

Robert Murray


A.4 SUGGERIMENTI PER IL RUOLO DEI/DELLE COORDINATORI/RICI GPIC

A.4.1 RUOLO DEI/DELLE COORDINATORI/RICI PROVINCIALI:

Visione-Missione-Fini dei /delle Coordinatori/rici per GPIC

Noi, coordinatrici/animatrici della Rete SSpS per la Giustizia, la Pace e l'Integrità del Creato, incaricate dal 10° Capitolo Generale, ispirate dal nostro carisma missionario, di cui il nostro impegno GPIC è parte integrante, e da una spiritualità che vede la Trinità come modello per le relazioni interpersonali basate sul rispetto della dignità della persona - uguale e unica - siamo convinte che GPIC non è solo responsabilità degli operatori sociali, né un compito parallelo al nostro mandato missionario, o semplicemente un coinvolgimento politico - ma un importante interesse comune per tutti, come singole persone, comunità e congregazione. Perciò, intendiamo il nostro ruolo in questi termini:

La Nostra Visione

Immaginiamo le sorelle della nostra congregazione:

  • IN CONTATTO con la realtà della vita, a livello globale e locale
  • IN COLLEGAMENTO con altre persone e /o gruppi all'interno e all'esterno della congregazione, che cercano instancabilmente di operare per la Giustizia, la Pace e l'Integrità del Creato e che
  • RISPONDONO insieme in modo creativo alle questioni che attentano alla dignità della persona, alla liberazione dei gruppi oppressi e alla promozione della donna.

La Nostra Missione

Ci impegniamo a

? Rendere consapevoli le nostre sorelle e le persone con le quali e per le quali lavoriamo, a livello locale, provinciale/regionale e continentale, delle realtà del mondo attuale e ad incitarle a considerare GPIC come parte integrante della nostra missione.

  • Comunicare tra noi, con la SVD e con altre organizzazioni, per costruire una rete efficace di sostegno reciproco, nello studio, nell'analisi, nella riflessione e nell'azione.
  • Collaborare nel prendere una posizione concreta e chiara sulle questioni della Giustizia, della Pace e dell'Integrità del Creato e della Difesa della Vita Umana.

I Nostri Fini

Ci impegniamo a

  • Formare e coordinare l'équipe provinciale/regionale GPIC
  • Stabilire contatti con quelle sorelle, nelle nostre province/regioni, che sono direttamente coinvolte con i poveri e gli emarginati, per far conoscere meglio il loro lavoro e incoraggiare e sostenere i loro sforzi.
  • Approfondire la nostra formazione personale sulle questioni di GPIC, ampliando la nostra conoscenza della realtà attuale, dell'insegnamento sociale della Chiesa, dei documenti della congregazione riguardanti GPIC, dei principi dell'analisi sociale e dei fondamenti teologici, curando la formazione di reti con altre persone e gruppi-risorsa, all'interno e fuori della congregazione, a livello continentale, nazionale o provinciale/regionale.
  • Stabilire collegamenti con la rete di comunicazione della congregazione o con la rete di comunicazione sociale provinciale, oltre all'AJSC Extended Team.
  • Coinvolgersi nella provincia/regione, con commissioni e gruppi di vari ministeri come: istruzione, sanità, attività socio-pastorale, spiritualità, ecc...
  • Essere la persona-contatto per le informazioni che riceviamo da:
  • coordinatori congregazionali GPIC a livello di generalato e continentale
  • persone o gruppi che lavorano per GPIC nella provincia/regione, specialmente le SVD e altre congregazioni
  • la Conferenza Nazionale dei Religiosi
  • la Commissione JP della Conferenza Nazionale dei Vescovi
  • pubblicazioni disponibili nel paese
  • pubblicazioni delle NU e di diverse NGO.

    Questo include articoli di giornale, libri, cassette audio e video che possano interessare alle varie comunità e ai vari gruppi nella provincia/regione.
  • Operare in stretta collaborazione con l'amministrazione provinciale/regionale, poiché il compito di coordinare le attività GPIC ci è stato delegato dalla stessa. Questo si può realizzare:
  • presentando un piano e un bilancio annuali per l'approvazione e la valutazione che comprende la relazione finanziaria
  • rapporti regolari sulle attività
  • rapporti ai capitoli provinciali/regionali e/o alle assemblee su richiesta
  • una valutazione alla fine del periodo di tre anni.(Le coordinatrici GPIC sono designate per tre anni dall'amministrazione provinciale/regionale. L'incarico può essere rinnovato per altri tre anni.)
  • Partecipare ai diversi programmi di formazione permanente nella provincia/regione, dove possibile.
  • Organizzare e, frequentare laboratori su argomenti GPIC e partecipare alle assemblee continentali o di zona dei coordinatori GPIC (normalmente ogni due anni) o, quando sia possibile, ad assemblee di operatori sociali e di sorelle che vivono in comunità di inserimento.
  • Offrire laboratori/seminari alle persone in formazione, ai terziari e alle nostre comunità.
  • Pubblicare qualche tipo di circolare/bollettino per tenere informate le comunità sui problemi attuali e sul loro rapporto con il nostro impegno missionario e la nostra spiritualità. Possiamo anche suggerire dei modi di integrare GPIC nelle nostre celebrazioni liturgiche.
  • Coinvolgere la provincia/regione a prendere una posizione collegiale sui problemi GPIC, a livello locale, nazionale, continentale o globale.
  • Passare materiale e informazioni alla coordinatrice o al gruppo che ci succedono.

Nota: Questi visione-missione-fini generali dovranno essere adattati da ciascuna provincia/regione, secondo le rispettive situazioni.

Suore Missionarie Serve dello Spirito Santo SSpS

A.4.2 SUGGERIMENTI PER IL/LA COORDINATORE/RICE A LIVELLO GENERALE/DI ISTITUTO:

Obiettivi Generali:

Agire per la Giustizia e la Pace, come parte integrante della Vita Apostolica Spiritana.

Obiettivi specifici:

  • Aiutare le singole province a individuare, fare ricerca e agire in specifiche iniziative di giustizia entro la propria giurisdizione.
  • Discernere con e sostenere le voci Spiritane "profetiche", impegnate in Giustizia e Pace.
  • Consigliare sugli aspetti di Giustizia e Pace delle attività di sviluppo che vengono intraprese dalla comunità Spiritana.

Portare avanti la Formazione degli Spiritani come persone piene dello spirito di Giustizia e Pace:

  • Contribuire alla formulazione di una comprensione di fede di Giustizia e Pace, integrale alla nostra vocazione Spiritana.
  • Progettare, adattare e usare gli strumenti dell'analisi sociale e la riflessione sulla fede per le necessità di giustizia della congregazione.
  • Dare consigli sull'introduzione della prospettiva di Giustizia e Pace nella formazione iniziale e permanente degli Spiritani.
  • Usare le forme di comunicazione esistenti nella congregazione, per informare ed educare gli Spiritani su argomenti di Giustizia e Pace.

Spiritani


Il Ruolo del/della Coordinatore/rice:

  • Favorire la riflessione e la ricerca, al fine di individuare una certa "spiritualità", in riferimento al carisma dell'Istituto e ai valori Francescani della pace, riconciliazione, minoranza, nonviolenza, ecc.
  • Creare una rete di comunicazione e informazione tra il centro e le province - una persona-contatto in ogni provincia - per dare gradualmente nuovo slancio in quest'area.
  • Raccogliere documentazione su:
  • la situazione nei paesi dove ci troviamo;
  • il punto di vista della Chiesa, le priorità delle Conferenze Episcopali;
  • che cosa si sta facendo a livello di province.
  • Essere partecipi, ogni tanto, di vari appelli dalle province o altrove, e contribuire alla riflessione sulla loro situazione. Qualunque impegno che ne risultasse passerebbe attraverso il consiglio provinciale.
  • Contribuire alla formazione, dando, per esempio, chiavi di lettura per lo studio delle encicliche sociali, linee guida per la formazione all'analisi Cristiana delle situazioni, ecc. secondo le occasioni.
  • Partecipare, ogni tanto, a incontri per la Giustizia, la Pace e l'Ecologia, a nome dell'Istituto, come richiesto.

Missionarie Francescane di Maria


E' intendimento della Commissione Internazionale dell'Ordine su Giustizia e Pace...che a livello di ciascuna circoscrizione:

a) Ci debba essere un delegato (animatore/promotore) di Giustizia e Pace.

b) Che la circoscrizione debba istituire un Fondo di Solidarietà, per la promozione di Giustizia e Pace, in vista specialmente dei bisogni dei più poveri. Si raccomanda che questo Fondo sia il 4 o il 5 % del bilancio di esercizio della circoscrizione.

c) Che la circoscrizione abbia un programma concreto di Giustizia e Pace, che sarà valutato dal Superiore Maggiore durante la visita, che comprenda aree come:

Formazione iniziale e permanente:

  • presentazione sistematica delle scienze sociali,
  • difesa dei diritti umani, particolarmente quelli della famiglia, all'istruzione, e all'obiezione di coscienza al servizio militare.
  • Revisione del ministero pastorale, per essere sicuri che stiamo sempre assistendo coloro che ne hanno maggior bisogno, particolarmente i poveri e coloro che sono esclusi dai servizi della società.

Istruzione:

  • insegnamento della Dottrina Sociale della Chiesa;
  • opzione preferenziale per i poveri nel programma delle lezioni;
  • promozione della consapevolezza e partecipazione a progetti per i poveri.

? Coordinazione con i comitati esistenti di Pace e Giustizia su base nazionale o regionale.

Agostiniani

A.4.3 PROPOSTA DI DOMANDE RIGUARDANTI GPIC, PER LE VISITE GENERALI

1. Chi è la coordinatrice GPIC della provincia?
2. Come è stata scelta la coordinatrice?

  • Qual è il suo apostolato principale?
  • Qual è il suo coinvolgimento nei diversi livelli di formazione della provincia/ regione?
  • Qual è il suo rapporto con l'amministrazione della provincia/regione?
  • Qual è il suo rapporto con le sorelle della provincia?
  • Come considera ella stessa il suo ruolo come coordinatrice della provincia/ regione?
  • Che contatti ha con le coordinatrici del continente?
  • Che contatti ha con la coordinatrice presso il generalato?
  • Che contatti ha con la Extended Team del Centro di Spiritualità Arnold Janssen (AJSC)?
  • Che contatti ha con la coordinatrice SVD GPIC della provincia/regione paese?
  • Quali aspettative e suggerimenti specifici ha, per adempiere il suo compito nel modo che lei stessa spera sia il migliore?

3. Quali membri della congregazione, nella provincia/regione, sono impegnati in un
apostolato o ministero, che potrebbe essere considerato un ministero di giustizia e
pace?

4. Come considera l'amministrazione provinciale/regionale GPIC parte integrante della
nostra missione?

  • Quali pensa che siano i principali bisogni sociali nella provincia/regione?
  • Come valuta gli apostolati, in relazione ai bisogni reali del paese?
  • Quali opportunità offre alle sorelle impegnate negli apostolati sociali e alla coordinatrice GPIC, riguardo alla formazione permanente e al tirocinio?

5. Come considerano la dimensione sociale della loro missione nel paese i membri
della provincia/regione?

  • Come considerano il ruolo della coordinatrice GPIC?
  • Qual è il livello di consapevolezza tra i membri della congregazione della provincia/regione riguardo ai problemi GPIC del paese?

6. Come valutate voi (dopo la visita) i bisogni sociali e le possibilità del nostro impegno SSpS nell'attività per GPIC, come parte integrante della nostra priorità missionaria?

Suore Missionarie Serve dello Spirito Santo SSpS

A.5 SUGGERIMENTI PER CELEBRAZIONI LITURGICHE

A.5.1 PARTENDO DA UNA RILETTURA DELLE BEATITUDINI:

SIGNORE, AIUTACI...
Signore, aiutaci ad essere veramente poveri,
col non cercare la nostra gloria, e con la semplicità dello stile di vita.

Signore, aiutaci ad essere mansueti, miti e nonviolenti,
nel nostro modo di vivere, e con la promozione attiva della nonviolenza.

Signore, fa' che ci rattristi la vista del male sulla terra,
e anche che operiamo per alleviare questo male con la nostra sincera
sollecitudine per i sofferenti e gli oppressi nel nostro paese.

Signore, aiutaci ad essere misericordiosi,
con la nostra compassione attiva verso coloro che sono vittime della
violenza e della guerra, i rifugiati e gli emigrati.

Signore, aiutaci ad essere costruttori di pace,
come mediatori e strumenti di pace, tra le persone, le razze,
le religioni e le culture.

Signore, aiutaci ad essere giusti,
a fare quanto è in nostro potere, per promuovere giuste relazioni
con Dio, con tutte le persone, e con il resto del Creato.


A.5.2 PREGARE CON LE BEATITUDINI

BEATI...
Beati i poveri...
non di denaro
ma quelli che hanno il cuore libero.
Beati quelli che piangono...
non quelli che gemono
ma quelli che levano la loro voce.
Beati i miti...
non i deboli
ma quelli che sono pazienti e tolleranti.
Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia...
non quelli che si lamentano
ma quelli che combattono.
Beati i misericordiosi...
non quelli che dimenticano
ma quelli che perdonano.
Beati i puri di cuore...
non quelli che si comportano da angeli
ma quelli dalla vita trasparente.
Beati gli operatori di pace...
non quelli che evitano i conflitti
ma quelli che li affrontano lealmente.
Beati i perseguitati per la giustizia...
non perché soffrono
ma perché amano.
Anonimo

A.5.3 HO VISTO CADERE SATANA...

L. Diciamo apertamente che cosa è male nel nostro mondo, e, nel nome di Gesù, proclamiamo la sua disfatta. In un mondo nel quale i ricchi sono protetti dal rendersi conto ella vita dei poveri, crediamo alle parole di Gesù:

TUTTI: Ho visto cadere Satana

L. In un mondo nel quale le richieste del debito internazionale sono più importanti della salute dei bambini, crediamo alle parole di Gesù:

TUTTI: Ho visto cadere Satana

L. In un mondo nel quale le leggi e le consuetudini ingiuste privilegiano i bianchi rispetto agli altri, crediamo alle parole di Gesù:

TUTTI: Ho visto cadere Satana

L. In un mondo nel quale le donne sono ridotte al silenzio e sfruttate, crediamo alle parole di Gesù:

TUTTI: Ho visto cadere Satana

L. In un mondo nel quale la vita dei lavoratori comuni è violata dagli eserciti, crediamo alle parole di Gesù:

TUTTI: Ho vista cadere Satana

L. In un mondo nel quale la terra e le sue foreste sono saccheggiate e distrutte, crediamo alle parole di Gesù:

TUTTI: Ho visto cadere Satana

Preghiamo. Dio della visione, aneliamo a vedere il tuo volto e abbiamo paura di vederlo; aneliamo a rompere la stretta della sofferenza, e non possiamo eliminarla. Scopri il nostro volto e mostraci la tua gloria, perché possiamo comprendere la sofferenza e la condizione dei poveri, e perché in te il mondo sia trasformato. Amen.

Janet Morley, Il Pane di Domani

A.5.4 ASSERZIONE DI PACE E GIUSTIZIA

Tutti

  • Credo in Dio, che è amore e che ha dato alle persone la terra.
  • Credo in Gesù Cristo, che è venuto a riconciliarci, e a liberarci da tutte le forme di oppressione.
  • Credo nello Spirito di Dio, che opera in e per mezzo di tutti coloro che sono rivolti alla verità.
  • Credo nella comunione della fede, che è chiamata ad essere al servizio di tutte le persone.
  • Credo nella promessa di Dio di distruggere, alla fine, il potere del peccato in tutti noi, e di stabilire il Regno di giustizia e di pace per tutta l'umanità.

Lato A:
Non credo nel diritto dei più forti, nella forza delle armi, nel potere dell'oppressione.

Lato B:
Credo nei diritti umani, nella solidarietà di tutte le persone, nel potere della nonviolenza.

Lato A:
Non credo nel razzismo, nel potere che deriva dalla ricchezza e dal privilegio, o in qualunque ordine stabilito che rende schiavi.

Lato B
Credo che tutti gli uomini e tutte le donne siano esseri umani uguali, che l'ordine basato sulla violenza e l'ingiustizia non sia ordine.

Lato A:
Non credo che la guerra e la fame siano inevitabili e che la pace sia irraggiungibile.

Lato B:
Credo nella bellezza della semplicità, nell'amore con le mani aperte, nella pace sulla terra.

Tutti

  • Non credo che la sofferenza sia vana, che la morte sia la fine, che la deturpazione del nostro mondo sia ciò che Dio intendeva.
  • Ma oso credere, sempre malgrado tutto, nel potere di Dio di trasformare e trasfigurare, adempiendo la promessa di una nuova terra, dove la giustizia e la pace fioriranno.

Da, "With all God's people"

A.5.5 UN CREDO PER L'OGGI

  • Io canto la forza vivificante e creatrice dello Spirito Divino:
  • Che fin dall'inizio ha percorso la terra, regolandone lo sviluppo, guidandone la storia e rinnovandola, come fonte inesauribile di vita e di energia.
  • Che infonde vita nel nostro spirito, tocca il nostro cuore e ci induce a danzare alla sua musica.
  • Che agisce mediante le culture umane e le religioni per dare un significato alla nostra vita.
  • Che infonde in noi uno spirito profetico, che ci chiama a sfidare i potenti e a consolare gli esclusi e gli umiliati.
  • Che prega e sogna, nelle profondità dello spirito umano, con aneliti, speranze e simboli troppo profondi per le parole.
  • Che lotta e spera nel cuore della Terra, nell'aspettativa di una liberazione e di un appagamento al di là dei nostri sogni più belli.
  • Per la potenza dello Spirito. Io riconosco Gesù come la Persona che è venuta nellapienezza del tempo per essere l'Emanuele, "Dio con noi".
  • Mi dà forza il suo condividere il nostro cammino, la nostra ricerca, le nostre gioie, il nostro stupore, la nostra pena e la nostra oppressione.
  • Mi ispira la sua chiamata a seguirlo nella scelta di essere solidale con i deboli e le vittime.
  • Mi dà il potere di essere autenticamente umano:
  • nel leggere i segni dei tempi
  • nel capire la mia vocazione personale
  • nel fidarmi degli amici e nel perdonare quelli che mi feriscononello sfidare le strutture oppressive e coloro che abusano del proprio potere
  • nel portare la libertà ai prigionieri e la speranza a coloro che sono avviliti
  • nell'estendere le nostre capacità umane di risanare e vivificare oltre i loro limiti convenzionali
  • nell'accettare la sofferenza, l'ostilità e il rifiuto.
  • Egli mi sfida ad affrontare le tenebre della morte con una speranza che supera i limiti della speranza umana.
  • Mi allieta che egli abbia smascherato il male che fa di vittime innocenti i capri espiatori.
  • Lo vedo nel Servitore Sofferente, che supera il potere del male con la forza che fluisce dal suo cuore nei nostri cuori e nel nostro mondo.
  • Proclamo Lui come colui che è passato attraverso la morte, per portarci la speranza, mediante l'esperienza di una vita trasformata per noi e per la Terra.
  • In unione con Gesù e per la potenza del suo Spirito, io credo in Colui che Gesù ha chiamato "Abba", suo Dio, che è diventato il nostro Dio.
  • Sono lieto di far parte della comunità dei credenti Cristiani, in comunione con tutti coloro che sono toccati dallo Spirito e sono chiamati alla comunione con il Dio vivente.
  • Ripongola mia speranza e mi affido a una comunità di umanità onnicomprensiva, nel rispetto e nella stima della sua ricca diversità di cultura, razza, genere, pregi e limiti.
  • Vivo l'esperienza di me stesso anche come parte della più vasta comunità culturale, e come parte integrante e unica dell'universo fisico, che riconosco come universo spirituale, animato dalla sua forza.
  • Attendo una ricompensa che è personale, comune e universale, e che è puro dono di Dio, un partecipare alla vita divina, al di là di quanto io possa chiedere o immaginare.

Estratto da "Divine Energy" di Donal Dorr

A.5.6 IL "PADRE NOSTRO" DELLA PACE

NOSTRO di ognuno, di tutti quei milioni di persone che abitano la terra, senza differenza di età, colore o luogo di nascita.
PADRE che consideri tutte le persone uguali.
CHE SEI NEI CIELI e sulla terra e in ciascuna persona, negli umili e in coloro che soffrono.
SIA SANTIFICATO IL TUO NOME nei cuori pacifici di uomini e donne, bambini e anziani, qui e altrove.
VENGA IL TUO REGNO, il tuo Regno di pace, di amore, di giustizia, di verità, di libertà.
SIA FATTA LA TUA VOLONTA' sempre e tra tutte le nazioni e tutti i popoli.
COME IN CIELO, COSI' IN TERRA. Che i tuoi piani di pace non siano distrutti dai violenti e dai tiranni.
DACCI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO: che sia impastato di PACE, e di amore, e allontana da noi il pane della discordia e dell'odio che genera gelosia e divisione.
DACCELO OGGI perché domani potrebbe essere troppo tardi. Stanno puntando i missili e, forse, qualcuno li sparerà.
RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI, non come perdoniamo noi, ma come perdoni tu, senza risentimento, senza rancore nascosto.
NON CI INDURRE IN TENTAZIONE, di guardare agli altri con sospetto, di dimenticare i nostri fratelli e le nostre sorelle nel bisogno, di accumulare per noi stessi quanto potrebbe essere necessario agli altri, di vivere bene a spese altrui.
LIBERACI DAL MALE che ci minaccia, dall'egoismo dei potenti, dalla morte causata dalla guerra e dalle armi; perché siamo in tanti, Padre, a desiderare di vivere in PACE e di costruire la PACE per tutti.

AMEN.

A.5.7 DIO, FAMMI STRUMENTO DELLA TUA PACE

Dio, fammi strumento della tua pace
Dove c'è odio, fa che io semini amore,
Dove c'è offesa, fa che io semini perdono,
Dove c'è dubbio, fa che io semini fede,
Dove c'è disperazione, fa che io semini speranza,
Dove c'è oscurità, fa che io semini luce e
Dove c'è tristezza, fa che io semini gioia.
Concedi che io possa cercare
Non di essere consolato ma di consolare,
Non di essere capito ma di capire,
Non di essere amato ma d'amare,
Perché è nel dare che noi riceviamo,
E' nel perdonare che siamo perdonati,
ed è nel morire
che nasciamo alla vita eterna.

San Francesco d'Assisi


A.6 GIORNI DA RICORDARE:PER LA PREGHIERA E L'AZIONE

Gennaio
1 Giornata Mondiale della Pace
12 Giornata Nazionale della Gioventù
27 Giornata Contro la Lebbra
30 Nonviolenza (Giornata dei Martiri)

Febbraio
11 Giornata Internazionale del Malato

Marzo
8 Giornata Internazionale della Donna
12 Giornata Mondiale per i Disabili
15 Giornata Mondiale del Consumatore
21 Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Discriminazione Razziale
22 Giornata Mondiale dell'Acqua

Aprile
4 Giornata Contro la Prostituzione Infantile
6 Anniversario di Chernobyl
7 Giornata Mondiale della Sanità
22 Giornata della Terra
24 Giornata mondiale del Bambino
27 Giornata Senza Golf

Maggio
1 Festa dei Lavoratori/Festa del Lavoro
3 Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa
11 Giornata Mondiale della Comunicazione Sociale
15 Giornata Internazionale della Famiglia
17 Giornata Mondiale delle Telecomunicazioni
21 Giornata Mondiale delle Foreste
31 Giornata Mondiale Senza Tabacco

Giugno
5 Giornata Mondiale per l'Ambiente
17 Giornata Mondiale per la Lotta contro la Desertificazione e la Siccità
20 Giornata del Rifugiato
21 Capodanno Andino (?)
26 Giornata contro la Droga

Luglio
11 Giornata Mondiale per lo Sviluppo Demografico
Primo Sabato: Giornata Interna zionale delle Cooperative

Agosto
6 Anniversario di Hiroshima
9 Anniversario di Nagasaki
9 Giornata Internazionale delle Popolazioni Indigene Mondiali

Settembre
8 Giornata Internazionale dell' Alfabetizzazione
11 Giornata Mondiale della Fraternità
16 Giornata Internazionale per la Conservazione dello Strato d'Ozono
Terzo Martedì: Giornata Internazionale della Pace
27 Giornata Mondiale del Turismo

Ottobre
1 Giornata Internazionale degliAnziani
3 Giornata Mondiale dell'Habitat (?)
9 Giornata Mondiale delle Poste
Secondo Mercoledì: Giornata Internazionale per la Riduzione dei Disastri Naturali
16 Giornata mondiale dell'Alimentazione
17 Giornata Internazionale per lo Sradicamento della Povertà
24 Giornata delle Nazioni Unite 24 Giornata Mondiale dell'Informazione sullo Sviluppo
24 - 30 Settimana per il Disarmo

Novembre
3 Giornata della Giustizia
20 Giornata per l'Industrializzazione dell'Africa
20 Giornata Universale del Bambino
25 Giornata contro lo Sfruttamento della Donna
29 Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese

Dicembre
1 Giornata Mondiale sull'AIDS
2 GiornataInternazionale per l'Abolizione della Schiavitù
3 Giornata Internazionale dei Disabili
3 Anniversario di Bhopal
5 Giornata Internazionale del Volontariato per lo Sviluppo Economico e Sociale
10 Giornata dei Diritti Umani
29 Giornata Internazionale della Diversità Biologica

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Sinodo dei vescovi - XII Assemblea Generale Ordinaria
LA PAROLA DI DIO NELLA VITA E NELLA MISSIONE DELLA CHIESA

INSTRUMENTUM LABORIS

PREFAZIONE
La Parola di Dio per eccellenza è Gesù Cristo, uomo e Dio. Il Figlio eterno è la Parola che da sempre esiste in Dio, perché essa stessa è Dio: «In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio» (Gv 1, 1). La Parola rivela il mistero di Dio Uno e Trino. Da sempre pronunciata da Dio Padre nell’amore dello Spirito Santo, la Parola significa il dialogo, descrive la comunione, introduce nella profondità della vita beata della Santissima Trinità.
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