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Zimbabwe: Appello dei vescovi per porre fine alle violenze PDF Stampa E-mail
Scritto da Agenzia Fides   
S.E Mons. Buti TlhagaleI Vescovi di Sudafrica, Botswana e Swaziland riuniti nella Southern African Catholic Bishops' Conference (SACBC) lanciano un appello per esercitare pressioni a livello internazionale e regionale per "porre fine alle sistematiche intimidazioni, alle violenze e alle torture nello Zimbabwe", afferma un comunicato inviato all'Agenzia Fides, firmato da S.E Mons. Buti Tlhagale, Arcivescovo di Johannesburg e Presidente della SACBC.

Secondo i Vescovi a causa delle violenze e delle intimidazioni "l'attuale clima politico e sociale non è favorevole a tenere elezioni libere e trasparenti". Nello Zimbabwe si dovrà tenere, in una data ancora da stabilire, il ballottaggio per eleggere il Presidente.

"Il Cardinale Wilfrid Napier, Arcivescovo di Durban, ha visitato di recente lo Zimbabwe e ha raccolto testimonianze di prima mano sulle violenze sistematiche, sulle intimidazioni e sulle torture. Le vittime delle violenze hanno indicato i colpevoli come agenti delle Forze Armate dello Zimbabwe, della polizia, della Central Intelligence Organization (CIO), delle associazione dei veterani di guerra, delle milizie giovanili oppure come semplici delinquenti" afferma il comunicato. "Questi abusi dei diritti umani hanno colpito non solo coloro che si ritiene abbiano votato per l'opposizione, ma anche coloro che hanno assistito il processo elettorale, come gli scrutatori."


I Vescovi denunciano "il regno del terrore" che ha causato "un gran numero di morti, di pestaggi selvaggi e di fughe dalle famiglie, dalle case e dalle comunità".

"La dignità umana è intrinseca di ogni essere umano, qualunque sia l'affiliazione politica e deve essere rispettata. Faccio appello a tutti i partiti politici per tenere a freno i loro sostenitori e fermare il terrore" scrive Mons. Tlhagale, che chiede l'invio immediato di osservatori elettorali internazionali per garantire il corretto svolgimento del ballottaggio.

"Invito tutti i cittadini dello Zimbabwe a ricordare la speranza con cui hanno partecipato alle elezioni di marzo, così ben espressa nell'appello alla società civile contenuto nel documento "Lo Zimbabwe che vogliamo" e di fare tutto quanto in loro potere per riportare lo Zimbabwe al suo giusto posto nella famiglia delle Nazioni" conclude Mons. Tlhagale.
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